Quentin Deranque: sette accusati per omicidio volontario, scintille tra Meloni e Macron sull’assassinio dell’attivista di destra

Febbraio 20, 2026 - 23:30
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Quentin Deranque: sette accusati per omicidio volontario, scintille tra Meloni e Macron sull’assassinio dell’attivista di destra

Sono sei gli accusati di omicidio volontario per la morte l’assassinio di Quentin Deranque, il 23enne attivista di destra ucciso in un pestaggio a Lione, in Francia, a margine di un evento che coinvolgeva una parlamentare del partito di sinistra La France Insoumise (LFI). A peggiorare la posizione del partito di Jean Luc Melenchon, accusato dagli oppositori di giustificare e assecondare le frange violente, l’accusa a Adrian Besseyre, ex collaboratore del deputato Raphaël Arnault sottoposto a custodia cautelare, e l’accusa di “complicità per istigazione” a Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare dello stesso Arnault. LFI si è comunque opposto alla marcia prevista per domani a Lione in omaggio al giovane militante, definita una “vera manifestazione fascista” e una “minaccia per i residenti”. Dei sette accusati, sei sono stati incarcerati e uno è stato posto sotto sorveglianza giudiziaria.

Francia sconvolta dall’accaduto, quando il 14 febbraio Deranque era morto per le conseguenze di un pestaggio che si era consumato due giorni prima a margine di un evento dell’eurodeputata Rima Hassan all’Istituto di studi politici (Iep) di Lione, dedicata alle relazioni tra l’Unione Europea e i governi europei nel contesto del conflitto in Medio Oriente. L’attivista 23enne, studente di matematica e cattolico praticante, avrebbe fatto parte del servizio d’ordine per il presidio di protesta del collettivo nazionalista femminista di estrema destra Nemesis.

Si sarebbero verificati almeno un paio di scontri e inseguimenti nei paraggi. Deranque sarebbe stato accerchiato e colpito, alcuni video dell’aggressione sono stati diffusi online. La vittima non aveva precedenti. L’omicidio ha innescato una serie di attacchi a diverse sedi del partito in tutta la Francia, a Parigi è scattato anche un allarme bomba. LFI aveva rifiutato le accuse di rappresentare il mandante morale della tragedia, consumata alla vigilia delle elezioni comunali, che si terranno tra l’altro anche a Lione, e a un anno dalle presidenziali. Un caso che ha superato i confini nazionali raccogliendo il cordoglio e la solidarietà anche dei partiti di destra all’estero.

Erano state in tutto 11 le persone fermate, hanno tra i 20 e i 26 anni i sette accusati, secondo fonti vicini alle indagini “sono noti per essere membri o vicini alla Jeune Garde“. Due si sarebbero rifiutati di parlare durante il fermo mentre altri avrebbero ammesso la loro presenza e di aver colpito, secondo quanto ha spiegato il procuratore di Lione Thierry Dran in una conferenza stampa. Tutti “negano qualsiasi intenzione” di uccidere. Tra i sei sospettati c’è anche un altro stretto collaboratore di Arnault oltre a Favrot, il 25enne Besseyre, che aveva lavorato nella squadra del parlamentare fino a pochi giorni prima dell’attacco. Si è arrivati alle identificazioni dopo interrogatori dei testimoni e analisi di video e prove materiali, altre persone devono ancora essere identificate. Altre quattro persone arrestate nella stessa operazione sono state rilasciate, saranno convocate in un altro momento, tra queste anche un altro assistente parlamentare di Arnault.

Secondo l’accusa invece Favrot “non ha inferto alcun colpo diretto che possa aver causato la morte”, ha dichiarato il suo avvocato, Bertrand Sayn. Il giovane ha ribadito al giudice istruttore “che non si è trattato assolutamente di un’imboscata, ma piuttosto di uno scontro con un gruppo di attivisti di estrema destra”. Arnault aveva fatto sapere di aver avviato le procedure per cessare ogni collaborazione con Favrot, che intanto aveva negato ogni responsabilità. Arnault era stato tra i fondatori del gruppo di estrema sinistra, Jeune Garde Antifasciste, dissolto dal ministro dell’Interno nel 2025.

“La marcia prevista per sabato a Lione è lungi dall’essere un semplice omaggio alla vittima. Vuole essere una vera manifestazione fascista in strada”, ha dichiarato in un messaggio pubblicato su X il coordinatore di LFI Manuel Bompard. “Sono attesi oltre 1.000 neonazisti da tutta Europa, spinti dal desiderio di una vendetta mortale”. Anche Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National (Rn), ha sconsigliato di partecipare alle riunioni in memoria e di associare il partito a tali riunioni. “Vi chiediamo, salvo in circostanze locali molto specifiche e rigorosamente controllate (ad esempio, un omaggio organizzato da un comune), di non partecipare a queste riunioni o di associarvi il Rassemblement National”.

L’omicidio ha innescato anche uno scontro a distanza tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Francia Emmanuel Macron, che ieri ha invitato la premier a smettere di “commentare ciò che sta accadendo in altri Paesi”, ha detto a margine di una visita ufficiale in India. Meloni sui social aveva definito l’omicidio di Deranque “una ferita per l’intera Europa” e Macron ha risposto: “Che ciascuno resti a casa propria e le pecore saranno ben sorvegliate”. La presidente ha rispsto nell’intervista rilasciata ieri a SkyTg24. “Mi dispiace che Macron la viva come un’ingerenza. Penso che l’ingerenza sia un’altra cosa. Penso che l’ingerenza sia, ad esempio, quando un leader viene eletto a capo del governo dai propri cittadini, sentire uno Stato straniero che dice ‘vigileremo sull’applicazione dello Stato di diritto’, quella è ingerenza. Intervenire tra l’altro esprimendo solidarietà al popolo francese su una materia che chiaramente riguarda tutti quanti non è ingerenza. Quindi mi dispiace che Macron non l’abbia capito”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia