Trapiantato cuore danneggiato, bambino di due anni tra la vita e la morte: sospesa la direttrice del reparto e due cardiochirurghi
Sospesa la direttrice della cardiochirurgia e trapianti, il primario e il suo assistente all’Ospedale Monaldi di Napoli nell’ambito delle indagini sul cuore inutilizzabile donato a un bambino di appena due anni. Critiche le condizioni del piccolo, in vita grazie a un macchinario. Si attende un altro organo che, si spera, possa arrivare dalla lista europea. I Carabinieri di Nola e Marigliano, impegnati delle indagini della Procura di Napoli (VI Sezione specializzata in “Lavoro e colpe professionali”, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) hanno intanto acquisito tutta la documentazione clinica, la cartella in ospedale e gli accertamenti diagnostici finora eseguiti.
“Oggi abbiamo saputo che sono tre i medici del Monaldi sospesi in via cautelativa dall’attività trapiantologica”, ha confermato all’ANSA Francesco Petruzzi, il legale che sta assistendo la famiglia del bimbo. Oltre alla direttrice, sono stati sospesi due cardiochirurghi: il primario e il suo assistente “Sulle sospensioni dei medici ci sono le autorità competenti che faranno il proprio corso. Io adesso ho altro da pensare”. Il bambino ha due anni e tre mesi, è attaccato da 50 giorni a un macchinario per rimanere in vita in attesa di un altro trapianto.
Più tempo passa e più le condizioni anche di altri organi possono peggiorare. Il cuore arrivava da Bolzano, sarebbe andato danneggiato forse nella fase di confezionamento, di conservazione o di trasporto. Divergono le ricostruzioni, su alcuni media si legge di troppo ghiaccio, su altri di ghiaccio secco invece che di ghiaccio normale. L’altro cuore potrebbe esser stato smaltito, ormai inutilizzabile. I genitori hanno denunciato, potrebbero arrivare presto delle iscrizioni nel registro degli indagati. I reati ipotizzati preliminarmente dalla Procura sono lesioni colpose e omissione di atti d’ufficio. Avviata un’inchiesta anche a Bolzano, dov’era stato effettuato l’espianto.
“In merito alle notizie di stampa diffuse negli ultimi giorni relative al trapianto di cuore pediatrico effettuato in data 23.02. 2025 la Direzione Generale rende noto di aver disposto sin da subito tutte le verifiche necessarie finalizzate a ricostruire in modo puntuale l’intero percorso clinico-terapeutico-assistenziale e ad individuare eventuali criticità o responsabilità”, si legge in una nota diramata nella serata di ieri dall’azienda ospedaliera dei Colli di cui fa parte il Monaldi. “L’Azienda esprime la propria più sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente, condividendone il dolore e assicurando il massimo impegno per fare piena chiarezza sull’accaduto. In via cautelativa, gli operatori direttamente coinvolti sono stati sospesi da ulteriori attività trapiantologiche ed è sospeso temporaneamente l’inserimento in lista trapianti di nuovi pazienti. L’Azienda Ospedaliera dei Colli conferma la piena collaborazione con le autorità competenti e rinnova l’impegno a garantire i più elevati standard di sicurezza, qualità e trasparenza finora assicurati nell’assistenza sanitaria”.
La madre parla di speranze di sopravvivenza sempre minori per il figlio. È stata contattata dalla direttrice dell’ospedale, Anna Iervolino, che le ha accordato un permesso speciale per visitare sempre il bambino. All’ANSA ha raccontato di aver saputo anche lei della ricostruzione dei fatti dai giornali. “Non ci sono parole per commentare quello che è accaduto all’ospedale per il primo trapianto. Quello che è stato fatto l’ho saputo dai giornali, non sapevo esattamente questa storia. A me i medici hanno detto che non andava il trapianto e che serviva un altro cuore da trapiantare. Mi avevano detto che c’era un problema, che non ‘partiva’ il cuore, si sperava che con nuove terapie partisse e che ne arrivasse un altro. Io ho provato rabbia quando ho letto i giornali, ma ora la priorità su questo è trovare il nuovo per mio figlio”.
Le indagini dovranno chiarire se e perché i chirurghi avrebbero deciso di effettuare un trapianto se l’organo risultava già danneggiato. Gli inquirenti non escludono che una volta acquisita tutta la documentazione, gli atti possano essere vagliati da specifici consulenti in grado di poter valutare se tutte le procedure siano state eseguite così come previsto dai protocolli. Secondo quanto scrive l’ANSA, qualora il nuovo cuore dovesse arrivare, i medici sospesi sarebbero gli unici in grado di eseguire questa tipologia di intervento nell’ospedale. La direzione del Monaldi dovrebbe sciogliere anche questo nodo della sospensione.
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