A House of Dynamite: Kathryn Bigelow al Festival di Venezia e la paura nucleare
Presentato al Festival di Venezia 2025, A House of Dynamite di Kathryn Bigelow esplora la paura di una guerra nucleare con uno sguardo intenso e politico.
A House of Dynamite: Kathryn Bigelow racconta la paura di una guerra nucleare
La 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha visto l’arrivo di uno dei titoli più discussi e controversi della stagione: A House of Dynamite, il nuovo film diretto da Kathryn Bigelow, che torna sul grande schermo con un’opera intensa, visionaria e profondamente legata alle inquietudini del nostro tempo.
La regista premio Oscar, da sempre capace di affrontare tematiche politiche e sociali attraverso un linguaggio cinematografico di straordinaria potenza visiva, porta in concorso un film che indaga il timore collettivo di una guerra nucleare. Con il suo stile asciutto, sospeso tra il realismo e l’incalzante tensione del thriller, Bigelow costruisce un racconto che fonde dramma politico, introspezione psicologica e riflessione storica.
Ambientato in un presente che sembra sfociare costantemente nell’incubo, A House of Dynamite segue il percorso di una giovane analista di sicurezza internazionale che si trova improvvisamente a dover affrontare scenari di crisi geopolitica in cui la minaccia atomica torna a incombere come negli anni della Guerra Fredda. La protagonista diventa specchio delle ansie e delle fragilità di un mondo dove l’equilibrio tra le potenze è sempre più precario e l’errore umano può trasformarsi in catastrofe globale.
Bigelow, attraverso un linguaggio visivo tagliente e un montaggio serrato, non si limita a mettere in scena un racconto di paura e sopravvivenza, ma intende stimolare una riflessione sulle responsabilità collettive e sul ruolo dei governi, dei media e della società civile. Il film si muove su più livelli, alternando scene di grande spettacolarità a momenti di intimità emotiva che mettono a nudo il senso di vulnerabilità dell’individuo di fronte alla minaccia atomica.
La proiezione al Lido è stata accolta da lunghi applausi e da un dibattito acceso, confermando come Bigelow resti una delle autrici più autorevoli nel saper tradurre le paure contemporanee in immagini dirompenti. A House of Dynamite non è solo un film sulla possibilità di un conflitto nucleare, ma un’opera che interroga lo spettatore sulla fragilità della pace e sulla necessità di un dialogo internazionale che impedisca di trasformare la tensione in distruzione.
Con questa nuova fatica, Kathryn Bigelow riafferma la sua capacità di essere cronista del presente attraverso il cinema, consegnando al pubblico un film che non lascia indifferenti e che, con il suo titolo emblematico, risuona come un monito: viviamo tutti in una casa di dinamite, e solo la responsabilità collettiva può impedire che esploda.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




