Addio a Dario Antiseri, filosofo e allievo di Popper
È morto a 86 anni il filosofo Dario Antiseri, scomparso dopo una lunga malattia. Nato a Foligno il 9 gennaio 1940, si laurea in filosofia all’Università di Perugia per poi proseguire i suoi studi presso varie università europee sui temi legati alla logica matematica, all’epistemologia ed alla filosofia del linguaggio. Antiseri ha contribuito a far conoscere in Italia il pensiero di Karl Popper anche attraverso una delle più note biografie pubblicata per Rubbettino Editore.
Rubbettino: “I grandi maestri non muoiono mai davvero”
“Forse i grandi maestri non muoiono mai davvero – ha dichiarato l’editore Florindo Rubbettino – Le loro idee continuano a vivere nel cuore e nella mente di chi le ha apprese dalla loro viva voce e a vibrare con vigore dalle parole incise nelle pagine dei libri che hanno scritto. Questo pensiero mi è di grande conforto in un momento di dolore personale e di tutta la Casa Editrice come quello che stiamo vivendo per la morte di Dario Antiseri. Sentiamo più che mai il dovere di onorare la sua memoria impegnandoci ancora di più a far vivere e risuonare forte il suo insegnamento”. Il suo ultimo lavoro, pubblicato da Rubbettino aveva un titolo che rappresentava il suo percorso di ricerca, ‘I dubbi del viandante‘, caratterizzato dal rifiuto di ogni dogmatismo. Questo atteggiamento gli aveva talvolta attirato le critiche di parte del mondo della Chiesa che lo aveva accusato di relativismo, “relativismo che egli rivendicava in realtà con forza: uno dei suoi libri di maggior successo, tra i molti editi da Rubbettino, si intitola proprio ‘Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano’2, si legge in una nota della casa editrice.
“Profondamente credente e pienamente dedito all’applicazione dei valori cristiani alla vita di tutti i giorni e all’ambito professionale – si legge ancora – era fortemente convinto del valore pedagogico della filosofia in contrapposizione a un certo elitarismo che ha caratterizzato il pensiero filosofico negli ultimi tempi. I suoi allievi, tra cui lo stesso editore Florindo Rubbettino, ricordano la passione, la dedizione e l’umanità con cui svolgeva il proprio ruolo di docente universitario presso la LUISS Guido Carli di Roma. A riprova di ciò basti ricordare che è stato autore, insieme a Giovanni Reale, di uno dei più diffusi manuali di storia della filosofia per i licei“. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in vari paesi esteri compresi la Cina e la Russia. “In un momento storico come questo che stiamo vivendo con il riaffacciarsi di vecchi e nuovi dogmatismi, con il preoccupante ritorno dell’intolleranza culturale, politica e religiosa, con una sempre più caparbia voglia di prevaricare sugli altri con la sola presunzione dell’ideologia, l’insegnamento di un grande maestro come Antiseri, che è stato un costruttore di ponti tra cultura umanistica e cultura scientifica, tra mondo liberale e mondo cattolico, tra università e scuola e che ha visto nel relativismo la spina dorsale dell’identità occidentale, è sempre più preziosa – prosegue Rubettino – Un relativismo fatto non di indifferenza ma di accoglienza della libertà e delle idee degli altri. Un relativismo che non fa a pugni con la fede ma che anzi ne costituisce il presupposto ultimo perché essa possa essere esercitata. Siamo relativisti perché cristiani e il relativismo e il nichilismo non sono il male dell’Occidente ma ne rappresentano i suoi elementi costitutivi, potremmo dire, citando due titoli di alcuni suoi libri e provando a fare una rapida sintesi di un tratto fondamentale del suo pensiero”.
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