Adidas conferma le stime: 2025 a 25 miliardi e buyback da 1 miliardo
Ad ottobre il CEO di Adidas, Björn Gulden, commentando i dati del terzo trimestre l’aveva già anticipato: “Il 2025 è già un successo per noi”. E difatti il colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo, ha chiuso il 2025 con ricavi che hanno sfiorato i 25 miliardi di euro: per la precisione 24,8 miliardi di euro contro i 23,7 miliardi del 2024. A cambi correnti significa una crescita di poco meno di cinque punti percentuali (+4,7%), “nonostante un impatto negativo della conversione valutaria di oltre 1 miliardo di euro”. Al netto degli effetti valutari, i ricavi di Adidas sono aumentati del 13% per il secondo anno consecutivo, trainati da una crescita a due cifre in tutti i mercati e canali. Includendo le vendite di Yeezy nell’anno precedente (650 milioni di euro), i ricavi, a parità di cambio, sono aumentati del 10 per cento.
Il margine lordo è migliorato di 0,8 punti percentuali, attestandosi al 51,6% nel 2025 (50,8% l’anno prima), nonostante gli impatti negativi derivanti da andamenti valutari sfavorevoli e dazi doganali più elevati. L’utile operativo dell’intero anno è aumentato di oltre 700 milioni di euro, attestandosi a 2.056 milioni di euro. Il margine operativo è migliorato di 2,6 punti percentuali, attestandosi all’8,3% nel 2025.
Nel solo quarto trimestre del 2025 con ricavi del marchio, al netto degli effetti valutari, sono cresciuti dell’11 per cento. Includendo le vendite di Yeezy nell’anno precedente (50 milioni di euro nel 2024), i ricavi, al netto degli effetti valutari sono aumentati del 10 per cento. In euro, i ricavi hanno raggiunto i 6.076 milioni di euro nel trimestre, in progresso dell’1,8 per cento.
A partire da inizio febbraio, l’azienda prevede di riacquistare azioni proprie per un valore fino a 1 miliardo di euro nel 2026. Il riacquisto di azioni proprie sarà finanziato dalla prevista forte generazione di flussi di cassa dell’azienda nel 2026.
La performance di Adidas è stata superiore rispetto a quella dei suoi concorrenti, Puma e Nike. Il primo ha visto l’ingresso del gigante cinese del settore Anta Sports, che ha rilevato la quota della famiglia Pinault. Dall’altra parte, Nike è ancora alle prese per un ritorno. Secondo alcuni rumors di stampa il gruppo prevede altri 775 licenziamenti, dopo diverse ondate di esuberi negli ultimi anni.
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