Caso del presunto insulto razzista di Prestianni a Vinicius in Benfica-Real Madrid, le parole di Mourinho e Arbeloa
Polemiche e caos attorno all'episodio incriminato, in scena tra portoghesi e spagnoli nel match di andata del playoff di Champions League.
Continua a tenere banco il caso del presunto insulto razzista di Gianluca Prestianni nei confronti di Vinicius Jr, nel corso della gara di andata dei playoff di Champions League tra Benfica e Real Madrid, in scena martedì sera al Da Luz di Lisbona.
IL COMMENTO DI MOURINHO
In casa portoghese, niente conferenza stampa classica alla vigilia del match di campionato, ma un messaggio diretto ai tifosi da parte di José Mourinho, che ha scelto i microfoni del canale ufficiale del club per fare il punto prima della sfida casalinga contro l’Aves SAD, valida per la ventitreesima giornata di campionato, tornando anche su quanto accaduto nella recente gara contro il Real Madrid: “È stata una partita durissima sotto ogni punto di vista. Fino al 50° minuto il livello di impegno fisico, tattico e mentale è stato massimo. Una gara di quel livello richiede una concentrazione totale. Dal 51' in poi, e non solo fino al fischio finale, non è stato semplice gestire emotivamente quello che è successo e che continua ad accadere", commentando l'episodio incriminato.
Il tema continua a tenere banco e, in casa Real Madrid, la linea resta durissima. In conferenza stampa Alvaro Arbeloa è tornato sul presunto insulto razzista, ribadendo la posizione del club blanco: “Vinícius è triste, come tutti noi, ed è profondamente indignato. È un atto razzista che non vogliamo più vedere: non ha posto nel nostro sport. Abbiamo una grande opportunità per fare in modo che non resti impunito. È inaccettabile e non lo tollereremo. Su queste cose ci troveranno sempre dall’altra parte, soprattutto quando coinvolgono un collega professionista. Niente giustifica ciò che è accaduto. La decisione di uscire è stata di Vinícius. Se dice di andarcene, andiamo tutti. Sono orgogliosissimo della reazione del gruppo. Mourinho? Tutti hanno visto cosa è successo. Non possiamo cambiare argomento”.
Ora la palla passa alla UEFA: “È il momento di dimostrare che non sono solo parole. Negli anni hanno fatto un buon lavoro, ora serve un altro passo”.
Infine la difesa del numero 7: “Ha segnato un grande gol e lo ha festeggiato come fanno in tanti. Non possiamo trasformare la vittima nel provocatore. Nulla giustifica un atto razzista. Vinícius decide le partite, non ha paura e noi saremo sempre al suo fianco".
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