Federica Torzullo, commozione per l’addio ad Anguillara

Febbraio 8, 2026 - 08:00
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Federica Torzullo, commozione per l’addio ad Anguillara

Erano in tutto quasi seicento. Composti e commossi, dentro e nel piazzale davanti alla chiesa Regina Pacis di Anguillara Sabazia in provincia di Roma. Una folla silenziosa, e immobile, che nel primo pomeriggio ha riempito piazza San Giovanni Battista per l’ultimo saluto a Federica Torzullo, la donna di 41 anni, uccisa dal marito nella loro abitazione lo scorso 9 gennaio.

I presenti hanno atteso l’arrivo del feretro con le lacrime negli occhi, mentre le campane suonavano a lutto. Alle 14 in punto il carro funebre ha raggiunto la parrocchia. La bara è stata accolta sul sagrato dal parroco don Paolo Quattrini e da altri sei sacerdoti, nella stessa chiesa dove solo pochi giorni fa erano state celebrate le esequie dei suoceri di Federica, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, morti suicidi dopo il femminicidio commesso dal figlio Claudio. Seduti tra i primi banchi, i genitori di Federica e il figlio di 10 anni, con la sua classe e le maestre. Davanti all’altare, un telo bianco e rosa con una scritta: “Trova sempre un motivo per sorridere”.

L’aggettivo più usato per descrivere la personalità di Federica è stato “intraprendente” . In parrocchia era molto conosciuta sin da quando faceva parte dei boy scout.

Il monito del sacerdote a social e organi di informazione

Durante l’omelia, dopo la lettura di un brano del Vangelo secondo Giovanni, don Quattrini ha lanciato un monito nei confronti dei social e degli organi d’informazione: “Quanti psicologi, quanti giuristi, quanti criminologi, quanti comunicatori. E quanto male abbiamo provocato con le nostre parole, quanto poco rispetto abbiamo manifestato per il dolore altrui. Il Signore ci perdoni se abbiamo offeso Federica, se abbiamo mancato di rispetto a lei e alle persone care”. E poi ha aggiunto: “Lasciamo agli inquirenti il loro lavoro, senza interferenze, senza ingerenze, senza quella curiosità mascherata da diritto di cronaca che può oltraggiare la dignità delle persone”. Il parroco ha ricordato Federica come una donna forte e dolce insieme: “Non ha mai risparmiato a nessuno il suo sorriso”. Poi il sacerdote ha usato le parole del cantautore Simone Cristicchi: “Quando la barbarie diventa normalità, l’unica rivoluzione possibile è la tenerezza”. Un grazie, ripetuto più volte, “per la bellezza che hai seminato intorno a te”. Straziante la lettera letta dalla sorella Stefania: “Ti chiamavo ‘Terminator’ perché con la tua delicatezza rompevi tutto. Oggi non ti hanno più permesso di essere luce. Ma io insegnerò il bello della vita al tuo bimbo, anche quando sarà tutto buio”.

I compagni di classe del figlio di Federica hanno deposto una rosa ciascuno accanto alla bara. All’uscita del feretro, un lungo applauso ha rotto il silenzio dei seicento presenti. Il sindaco Angelo Pizzigallo, ha detto invece: “la perdita di Federica ci ha colpito nel profondo, come una ferita aperta nel cuore della nostra comunità. Davanti alla morte, soprattutto quando arriva in modo così violento, improvviso, incomprensibile, le parole sembrano sempre insufficienti e forse la cosa più onesta è riconoscerlo”. Sul fronte delle indagini, intanto, i carabinieri del nucleo investigativo del reparto territoriale di Ostia, coordinati dalla procura di Civitavecchia, continuano a cercare il coltello bilama utilizzato per l’omicidio e che l’uomo avrebbe gettato in un canale lungo la statale Braccianese, in zona Osteria Nuova. Dopo il delitto, il corpo di Federica era stato seppellito in una buca scavata nell’azienda di movimento terra gestita dal marito insieme al padre, prima di essere ritrovato domenica 18 gennaio.

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Redazione Redazione Eventi e News