Futuro Nazionale, Vannacci: “Non sono io ad aver tradito, siamo la sveglia del centrodestra”
Roberto Vannacci svela il suo nuovo partito, Futuro Nazionale, e replica agli attacchi di Matteo Salvini che ha vissuto l’addio del generale alla Lega come un tradimento. Ad accompagnare questo nuovo percorso politico di Vannacci c’è l’ex deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo. “Non è più tempo di una destra che chiede scusa e chiede permesso, che cerca legittimazione negli altri. È tempo di una destra che parla chiaro e agisce. Seguirò Roberto Vannacci in Futuro Nazionale, perché il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche. Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano”, ha detto annunciando la sua scelta sui social.
Vannacci: “Non sono io il traditore”
“Un partito come quello che mi approccio a fondare è interlocutore naturale del centrodestra. Io non so chi siano i miei elettore, YouTrend presentava qualcosa che non esiste al 4%, mica male per qualcosa che non esiste. L’unica cosa a cui dobbiamo essere fedeli sono i nostri valori. La Remigrazione è uno dei punti, ma l’identità del popolo e la conservazione dell’identità occidentale è il fulcro del programma”. Lo ha detto l’eurodeputato Roberto Vannacci nel corso di una conferenza stampa a Modena.
“Salvini ha parlato di lealtà, onore, disciplina e dovere: lealtà non è obbedienza cieca e assoluta, onore non è immobilismo, disciplina non rifiuto del pensiero, dovere vuol dire accettare le proprie responsabilità. Io non ho tradito nessuno, anzi sono rimasto fedele ai miei principi e valori: sono andato via dalla Lega proprio per questo. Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e sovranisti e in quelli dispari dire di essere liberali e progressisti come si proponeva il documento di Zaia“.
“Fondare una campagna di diffusione pubblica per dire basta armi all’Ucraina e poi il giorno dopo firmare il decreto per le armi a Kiev, non è possibile fare una campagna elettorale per dire di voler demolire la legge Fornero e poi rimanere in una coalizione che l’ha confermata se non inasprita. Dicevano che è inopportuna una riunione alla Camera di liberi cittadini che vogliono presentare una proposta popolare di legge e poi indire il 18 aprile una piazzata a Milano sul tema della remigrazione. Non sono certo io il traditore, dicono che ho abbandonato il posto di combattimento ma sono stato l’unico ad averlo presidiato. Il taxi su cui stavo ha cambiato direzione”.
“Nessuna ingratitudine verso la Lega”
“Per me l’unico punto di riferimento sono i miei valori, i miei principi e ideali. Gli elettori non mi hanno votato per una casacca o un partito, chi mi chiede di lasciare lo scranno da europarlamentare non conosce la Costituzione. Il mandato è in capo all’eletto, non al partito. Alle Europee ho preso 563mila voti, quel voto era per il sottoscritto, grazie a quei voti la Lega ha ottenuto oltre al mio posto altri due posti aggiuntivi, non vedo nessuna ingratitudine nei confronti della Lega, anzi semmai è la lega che dovrebbe essere grata nei miei confronti”.
“Nella Lega non avevo alcuna autorità”
“Nella Lega mi è stato assegnato un incarico di vicesegretario, ma non avevo nessuna autorità o responsabilità. Era un incarico ad honoris causa. Non mi è stata data possibilità di essere di incisivo da un punto di vista politico, il Toscana mi remavano contro e tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri che gran parte dei dirigenti della Lega mi hanno fatto”. “Futuro Nazionale può essere la sveglia al centrodestra, l’adunata del mattino. Squillano le trombe e forse qualcuno si sveglia e dice che forse abbiamo preso una direzione sbagliata, torniamo sui passi. Con Meloni non ho mai parlato”.
Pozzolo (ex FdI): “Anche io in Futuro Nazionale, il generale è il De Gaulle italiano”
L’ex Fdi Emanuele Pozzolo sceglie Roberto Vannacci e Futuro Nazionale e lo annuncia sui social: “Non è più tempo di una destra che chiede scusa e chiede permesso, che cerca legittimazione negli altri. È tempo di una destra che parla chiaro e agisce. Seguirò Roberto Vannacci in Futuro Nazionale, perché il suo progetto va molto oltre le vecchie categorie politiche”.
“Vannacci può essere il Charles de Gaulle italiano: non solo il capo di un partito, ma il punto di riferimento di una reazione del buonsenso, capace di superare gli steccati ideologici del Novecento. Su di lui possono convergere tradizioni diverse, unite dalla schiettezza di pensiero e di parola e dalla difesa dell’interesse nazionale”. L’ex deputato di FdI è stato espulso dal partito di Giorgia Meloni dopo l’episodio dello sparo durante un veglione di Capodanno in una pro loco nel biellese.
“Una destra autentica difende la sicurezza: chi aggredisce deve sapere che il cittadino ha il diritto di difendersi, senza essere trattato da colpevole. Una destra autentica rimette al centro la famiglia: padre, madre, figli. Servono misure forti e concrete per fermare il suicidio demografico. Una destra autentica governa l’immigrazione unendo umanità e ordine, per evitare sradicamento e conflitto sociale. Come ricordava Giovanni Paolo II, il primo diritto dell’uomo è quello di non essere costretto a emigrare”.
“Una destra autentica tiene la schiena dritta in Europa e nel mondo, difende prima gli interessi dell’Italia e cambia davvero il rapporto tra Stato e cittadini: meno tasse, meno assistenzialismo, più libertà per chi lavora e produce. Questa è una destra senza complessi, che non si piega al pensiero unico. Perché, come insegnava Gabriele D’Annunzio, ‘memento audere semper‘”.
Pozzolo: “Dialogo con le forze di sinistra”
“I principi a cui si ispira il nuovo movimento di Vannacci? Come diceva Ezra Pound bisogna passare dalle parole alle azioni. Molto semplice. Se si racconta qualcosa e si prendono voti poi quelle cose bisogna farle. Non è che poi in nome dell’Europa o della stabilità ci dimentichiamo di quello che abbiamo detto in campagna elettorale”.
“Con quali forze di destra dialogheremo? Si dialoga anche con le forze di sinistra. Il tema non è il dialogo, il tema è che ci sono delle questioni sentite: sicurezza, famiglia e immigrazione. Sono temi che non sono né di destra né di sinistra”. Sono le parole del deputato ex Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, il primo a scegliere di seguire Roberto Vannacci nel nuovo partito “Futuro Nazionale” dopo la rottura con la Lega, intercettato dai cronisti fuori da Montecitorio.
“Sono temi che vanno affrontati con buonsenso” prosegue Pozzolo. “Chiunque voglia passare dalle parole ai fatti credo che possa convergere su un dialogo. Se c’è una destra oggi? Se intendiamo una destra omeopatica ce ne sono tante. Oggi serve una terapia d’urto non cure omeopatiche”.
Le reazioni
Salvini: “Vannacci è un ingrato”
“L’uscita di Vannacci? Non ci rimango più male. Cito il libro della professoressa Parsi, recentemente scomparsa, ‘Ingrati‘. Io non tollero quando tutti si accaniscono contro tutti, quindi Vannacci lo abbiamo difeso e portato in tutte le nostre comunità. Il ringraziamento è stato ‘Mi tengo il posto, saluti a tutti’. Finito, capitolo chiuso”. “
Mi dispiace che occupi a Bruxelles un posto che gli elettori avevano destinato alla Lega. Ho altro a cui pensare, per fortuna. Il tesseramento online da ieri a oggi ha superato quota mille, quindi magari c’è anche gente per cui termini un po’ desueti, come onore e lealtà, significano ancora qualcosa”. Così il ministro Matteo Salvini rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una conferenza stampa organizzata alla Camera per votare ‘sì’ al referendum sulla giustizia.
Tajani: “I sondaggi di Vannacci? Bisogna vedere i voti”
“Vediamo i voti. Io sono sempre per vedere i voti. Forza Italia veniva sempre penalizzata nei sondaggi. Ci davano al 5%. Alle ultime elezioni ci davano per morti”. E’ il commento del ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, alle previsioni che accrediterebbero la nuova forza politica del generale Vannacci al 4%. “A volte i sondaggi sgonfiano i partiti o li gonfiano. Vedremo”, prosegue il vicepremier. “Quando si presenteranno alle elezioni, se si presenteranno, vedremo. Mi pare molto presto”, ma “per quanto mi riguarda ci sono problemi più seri e più importanti”.
Piccolotti (Avs): “Scissione indebolisce Meloni”
“La scissione di Vannacci divide la destra mentre a sinistra stiamo costruendo una coalizione larga e unitaria: questo cambierà lo scenario elettorale e politico in modo negativo per Meloni. È il frutto della continua rincorsa verso posizioni sempre più estremiste”. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs ai microfoni di Rainews intervenendo a Inside 24.”Salvini che incontra un criminale inglese con posizioni da neonazista, – prosegue la deputata rossoverde – invitano alla camera esponenti neofascisti condannati per aggressione alle forze dell’ordine e Vannacci finisce per fare una scissione contro il moderatismo e in nome di un’Italia razzista ed esclusiva: dove vogliono arrivare? Siamo già oltre la decenza – conclude Piccolotti – e i cittadini l’hanno capito”.
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