Il 3 e il 4 febbraio su Rai 1 va in onda la serie “L’invisibile” con Lino Guanciale, Levante, Ninni Bruschetta, Leo Gassmann, Paolo Briguglia.
“L’invisibile”, serie in due episodi di Pietro Valsecchi, con la regia di Michele Soavi, con protagonisti Lino Guanciale, Ninni Bruschetta, Levante, Leo Gassmann, Paolo Briguglia, Noemi Brando, Bernardo Casertano, Roberto Scorza, Giacomo Stallone, Massimo De Lorenzo, prodotta da CamFilm in collaborazione con Rai Fiction, andrà in onda su Rai 1 martedì 3 e mercoledì 4 febbraio in prima visione tv, alle 21.30.
Il Colonnello Lucio Gambera è a capo della squadra di Carabinieri del ROS incaricata di catturare l’ultimo grande boss di Cosa Nostra e uno dei latitanti più ricercati al mondo: Matteo Messina Denaro. Gambera è da anni sulle tracce del boss ma, a causa dei ripetuti fallimenti, ha ricevuto dal suo Comandante un ultimatum: ha tre mesi di tempo per portare a termine la missione, dopodiché lui e la sua squadra verranno sostituiti. Per stanare il super latitante, parte una lotta contro il tempo, con il colonnello Lucio Gambera, e la sua squadra impegnati in un’azione che richiede perseveranza e molti sacrifici. A pochi giorni dalla scadenza, qualcosa finalmente accade: Gambera scopre, nascosti a casa della sorella di Messina Denaro, alcuni pizzini contenenti dettagli sulle condizioni di salute del boss e sulla clinica dove si cura. Le preziose informazioni, consentono di organizzare un’operazione ad alta tensione e ad alto rischio, al termine della quale il boss, dopo trent’anni di latitanza, viene finalmente arrestato. La serie “L’invisibile” vuol dar voce a tutti gli “eroi dell’ombra” e alla loro ricerca silenziosa di giustizia.
“In questa storia raccontiamo l’indagine minuziosa, capillare ed estenuante della squadra del Ros dei Carabinieri che portò alla cattura del nemico pubblico numero uno: Matteo Messina Denaro. Narrare storie delle forze dell’ordine è da sempre stata una mia grande passione. Un coinvolgimento talmente importante che è stato ereditato da uno dei miei figli, che oggi fa il Carabiniere. Raccontare i sacrifici, i successi, le delusioni e i sentimenti di questi uomini impegnati 24 ore su 24 a difendere il nostro territorio dalla criminalità organizzata è diventata per me una missione e un impegno per diffondere e trasmettere un forte senso di legalità.
Sono le storie degli eroi dell’ombra, spesso costretti a celare il proprio volto come i banditi, per poi togliersi il passamontagna e tornare a cena a casa facendo finta che è tutto a posto, mentre la verità è un’altra. Sono uomini che vivono una doppia identità e si nascondono proprio come i criminali per esser come loro e poterli cacciare.
Sono gli eroi della notte, silenziosi, che devono rendersi invisibili per dare la caccia a un altro invisibile. È una grande storia di detection e suspense”, ha spiegato il regista Michele Soavi.
“La cattura dell’ultimo Padrino rappresenta un momento decisivo della storia recente italiana. È il risultato di un lavoro istituzionale silenzioso e articolato, dove si incrociano memoria, giustizia e identità collettiva. Da qui scaturisce l’esigenza di restituire i fatti attraverso una narrazione consapevole e rigorosa. Questo progetto nasce da mesi di studio. Ho passato molto tempo a ricostruire eventi, psicologie e vuoti. L’incontro con Michele Soavi è stato la svolta naturale del percorso: il suo linguaggio visivo, la sua capacità di dare forma alla complessità del racconto erano ciò che questa storia richiedeva.
È una storia di mafia, ma anche, e soprattutto di Stato, di fragilità, di resistenza, di compromessi, di coraggio. Raccontarla è un atto di responsabilità civile”, ha detto lo sceneggiatore Pietro Valsecchi.
Lino Guanciale veste i panni del Colonnello Lucio Gambera: “Abbiamo cercato di restituire un respiro di verità e l’investimento umano nel raccontare un momento storico importante per tutti noi. Abbiamo sentito la responsabilità nel portare sullo schermo uomini e donne che realmente mettono a rischio le proprie vite e la stabilità delle loro esistenze relazionali. Il progetto mi ha interessato tantissimo da subito. Penso che il pubblico possa riconoscersi in queste figure che lottano su due fronti: portare a termina la cattura di un bosso così efferato per distruggerne il mito e riuscire a ricavare del tempo per stare con i propri cari, per andare a prendere il figlio a scuola e per mandare avanti la propria esistenza affettiva. Il sale del Colonnello Gambera sta nell’etica straordinaria del lavoro che lo accomuna al gruppo che si raccoglie attorno a lui. E’ bene pensare che queste persone esistono e che richiamano ognuno di noi nel proprio piccolo ad una responsabilità parimenti etica. Quando abbiamo girato la scena finale della cattura di Messina Denaro è stata un’emozione grande per noi e per le forze dell’ordine che ci hanno supportato durante tutta la lavorazione”.
Levante interpreta Maria: “Ringrazio Pietro Valsecchi che ha avuto la pazza idea di coinvolgermi in un progetto così importante. E’ stata una scuola pazzesca. Non è stato così tanto difficile vestire i panni di qualcun altro perchè anche quando scrivo delle canzoni racconto storie che non sono sempre le mie. Ho dovuto però imparare tutto da capo, perché il set ha dei tempi differenti. Il mestiere di attrice non si improvvisa, bisogna studiare per farlo con serietà. La fortuna è stata avere al mio fianco Michele Soavi di cui mi sono innamorata follemente, poi Lino Guanciale e tutto il cast. Spero di essere stata all’altezza di questo ruolo che è difficile e importante sebbene sia un personaggio che resta nell’ombra. Maria è la parte emotiva di Lucio e quando lui torna a casa da questa ricerca trentennale del latitante trova un’altra ricerca: quella per tenere unita la famiglia, la cui libertà è limitata. Durante la serie, infatti, c’è questa continua tensione nel cercare di mantenere questa unione”.
Leo Gassmann è Ram: “E’ stata un’esperienza bellissima, è un personaggio realmente esistito, molto diverso rispetto agli altri tre che ho interpretato. Ho imparato tanto, soprattutto è stimolante essere guidato da Michele Soavi che mi ha pure cazziato perchè non sapevo caricare bene la pistola (sorride). Ram è dolce, vive in questa eterna condizione di non sentirsi mai al posto giusto al momento giusto ed è molto difficile riuscire a unire la sfera personale e quella lavorativa. E’ un personaggio a cui mi sono molto affezionato e che ha dato un grandissimo contributo alla cattura di Matteo Messina Denaro”.
La sinossi:
PRIMA SERATA
EPISODIO 1: Il Colonnello Lucio Gambera (Lino Guanciale) è a capo della squadra di Carabinieri del Ros incaricati di ritrovare il boss latitante Matteo Messina Denaro (Ninni Bruschetta). Fra gli uomini di Gambera vi sono il leale maresciallo Sancho (Massimo De Lorenzo), il tecnico radio Ram (Leo Gassmann), gli agenti Dago (Giacomo Stallone) e Giove (Bernardo Casertano), la pilota d’auto Nikita (Noemi Brando) e l’esperto di identikit Garcia (Roberto Scorza): uomini temprati da anni di missioni sul campo, che adesso hanno solo tre mesi per trovare Messina Denaro e portare a termine l’operazione “Tramonto”, battezzata così in omaggio alla poesia scritta da una giovanissima vittima del boss. Dopo una serie di retate fallimentari, Gambera inizia a sospettare che nella sua squadra ci sia una talpa.
EPISODIO 2: Gambera confessa a Sancho i propri timori, chiedendogli di mettere sotto controllo la squadra per scoprire se tra i suoi uomini c’è effettivamente un informatore. Le difficoltà nel frattempo si presentano anche sul fronte privato: l’ossessione di Gambera per la cattura del boss mette a dura prova la sua relazione con la moglie Maria (Levante) e con i due figli, a cui il Colonnello può dedicare solo poco tempo. Nel frattempo, la moglie del Vice Procuratore Paolo Guido (Paolo Briguglia), che coadiuva Gambera nelle indagini, viene colpita da una gravissima polmonite. Dopo una maxi-retata che porta all’arresto di diverse figure chiave nella rete del boss, Gambera e Sancho devono individuare a tutti i costi il traditore che si nasconde all’interno del loro team.
SECONDA SERATA
EPISODIO 3: Dopo la scoperta della talpa, il morale della squadra di Gambera è a terra. Ma l’operazione deve andare avanti: sul Monte Catalfano, un’altura che sovrasta Palermo, bisogna montare un’antenna necessaria a rafforzare il segnale delle intercettazioni radio. Ram e Dago si offrono di condurre la missione, ma un temporale violentissimo causa un’inaspettata tragedia: è un altro duro colpo per Gambera. Il Colonnello e i suoi uomini decidono di infiltrarsi a casa di Rosalia (Simona Malato), la sorella del boss, per installare segretamente altre microspie. È in questa occasione che, nascosto in cucina, trovano un indizio che cambia tutto.
EPISODIO 4: Sfruttando quanto scoperto a casa di Rosalia, Gambera e i suoi uomini cercano di ricostruire i movimenti del boss nei mesi precedenti. Dopo aver analizzato un enorme quantitativo di dati, individuano una clinica palermitana dove Messina Denaro si sarebbe recato regolarmente negli ultimi anni e, accedendo al sistema online dell’istituto, trovano la conferma dei loro sospetti. Gambera decide di giocarsi il tutto per tutto: organizza così un’operazione colossale, coinvolgendo anche le forze del GIS e di altri Reparti Territoriali. La mattina del 16 gennaio l’operazione “Tramonto” raggiunge il suo culmine: è il momento della verità.
di Francesca Monti
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