Il childrenswear italiano soffre ancora. Full year a 30 miliardi, giù del 3,2%

Gen 21, 2026 - 20:00
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Il childrenswear italiano soffre ancora. Full year a 30 miliardi, giù del 3,2%
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La flessione economica del kidswear italiano continua. Sulla base delle stime preliminari effettuate dall’Ufficio studi economici e statistici di Confindustria Moda, la moda junior (accezione che comprende l’abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) dovrebbe chiudere il 2025 a poco più di 30 miliardi di euro, in calo del 3,2% dopo il -2,1% dell’esercizio precedente.

Alla voce valore della produzione si stima una riduzione del 4,8% su base annua. Sul fronte degli scambi con l’estero, le esportazioni della moda junior sono attese in flessione del 3,2% nel corso del 2025; il valore complessivo delle vendite oltreconfine dovrebbe così ridursi a 1.487 milioni di euro, concorrendo al 48,9% del turnover settoriale. Si prevede invece una crescita dell’1,8% delle importazioni che porterebbe il valore complessivo a quasi 2,6 miliardi di euro. L’evoluzione attesa dei flussi commerciali in entrata e in uscita dall’Italia determinerebbe un disavanzo del saldo commerciale settoriale pari a circa 1,1 miliardi di euro. Infine i consumi nazionali (in tale accezione comprensivi dei consumi delle famiglie, dei consumi extra-familiari e delle scorte) sono destinati a chiudere il 2025 in territorio negativo, con una flessione stimata intorno al 2 per cento.

Relativamente ai mercati esteri, è possibile circoscrivere l’analisi al solo abbigliamento per neonati (per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza e, quindi, i flussi commerciali con l’estero per nazione). Secondo quanto rilevato da Istat, con riferimento ai primi 9 mesi 2025, l’export di moda bebè, che nel medesimo periodo del 2024 era calato del 4,4%, ha nuovamente accusato una flessione, perdendo il 3,9%, attestandosi a 112,7 milioni di euro. La dinamica negativa ha caratterizzato sia le aree Ue sia quelle extra-Ue, il mercato comunitario mostra un calo dell’1,2%, mentre le aree extra-Ue flettono del 5,9 per cento. A fronte degli andamenti registrati, il mercato extra-Ue copre il 55,3% dell’export totale di abbigliamento per neonati, confermandosi il miglior acquirente, mentre il mercato comunitario assorbe il 44,7% delle vendite.

Nel periodo in esame, gli Emirati Arabi Uniti si confermano la prima destinazione dell’abbigliamento per neonati, grazie ad una crescita del 18,1%, che li porta a superare i 10,3 milioni di euro, pari al 9,2% dell’export totale. Nonostante una contrazione del 2,3%, la Spagna sale al secondo posto e si assicura un peso del 9,1%; la Francia conquista la medaglia id bronzo grazie ad una crescita dell’1,3 per cento. Gli Stati Uniti, mercato strategico per la moda bebè, sono scivolati in quarta posizione a seguito di una marcata flessione (-17,0%), con 8,6 milioni di euro e un’incidenza del 7,6%. Anche il Regno Unito e la Germania, rispettivamente quinto e sesto mercato di destinazione, registrano una contrazione, rispettivamente del 3,6% e del 16 per cento. Di segno opposto risultano la Cina, settima, che mostra una crescita moderata

Per le importazioni dall’estero, sempre con riferimento al solo abbigliamento bebè, si evidenzia una dinamica positiva pari al 9,4%, con aumenti diffusi tra quasi tutti i principali paesi fornitori. La Spagna si conferma primo supplier, nonostante una flessione del -4,7%, la Cina, seconda, cresce del 3,8%, segue il Bangladesh con un incremento del 9,5 per cento.

Secondo i dati riferiti alla stagione autunno/inverno 2024-25, frutto delle rilevazioni ia Sita Ricerca per conto di Confindustria Moda, il comparto tessile-abbigliamento nel suo complesso ha sperimentato una dinamica positiva del sell-out sia in termini di spesa corrente (+1,7%) sia a volume (+0,4 per cento). La moda junior ha registrato un risultato peggiore rispetto alla media del tessile-abbigliamento: archiviando infatti una lieve flessione a valore dello 0,1%, a fronte di una moderata crescita dei volumi pari allo 0,4 per cento.

Analizzando il dato per segmento emerge che a perdere maggiormente è stato il comparto neonato, che ha mostrato un calo dell’1,1% a valore; seguito dal segmento bambino che contiene la contrazione allo 0,1%; al contrario la bambina, strutturalmente preponderante (copre il 48,1% del sell-out di comparto), registra un debole aumento dello 0,1 per cento. Parallelamente, in termini di volumi, il neonato ha perso l’1,2% rispetto alla precedente autunno/inverno, mentre il bambino segna -0,3%; al contrario la bambina è cresciuta dell’+1,4 per cento.

Passando ad analizzare il panorama distributivo, lo junior ha confermato, ancora una volta, la leadership delle catene, con una quota pari al 48,4 per cento.

La gdo mantiene una quota significativa del mercato junior, pari al 29,9%, pur segnando una leggera flessione dello 0,3 per cento. All’interno di questo canale, i grandi magazzini – con una quota del 15,6% – hanno mostrato un andamento positivo, crescendo dello 0,6% nella stagione autunno/inverno 2024-25. Al contrario, si evidenziano performance negative per le grandi superfici (-1,0%) e per il canale food (-2,1 per cento).

Il dettaglio indipendente ha coperto il 12,3% dei consumi nel periodo in esame, registrando una crescita dello 0,6%, superiore alla media del comparto. La buona performance è stata trainata dal segmento bambina, con un incremento dell’1,5%, e dal bambino, che segna +0,3%. In controtendenza risulta, invece, il segmento neonato (-1,6 per cento). Il canale ambulante e quello degli outlet/negozi stokkista hanno mostrato dinamiche negative: il primo ha rilevato una contrazione del 5,2%, mentre il secondo è sceso dell11,4%. Entrambi i formati continuano a rappresentare quote marginali del mercato, rispettivamente pari all’1,8% e allo 0,7 per cento.

Infine, l’e-commerce, dopo il forte calo del 9,8% rilevato nella stagione autunno/inverno2023-24, si è stabilizzato mantenendo una quota di mercato del 6,3 per cento.

Al di là dei risultati della stagione autunno/inverno 2024-25, il sell-out di moda junior in Italia ha archiviato i primi dieci mesi del 2025 in perdita del 2 per cento. Da gennaio ad ottobre 2025 il sell-out del comparto bambino e bambina sono diminuiti rispettivamente del 2,3% e dell’1,3% rispetto al medesimo periodo del 2024, mentre il segmento neonato ha mostrato la contrazione più marcata, pari al -3,4 per cento.

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Redazione Redazione Eventi e News