Mala tempora currunt, ma uno smartphone ci sarà
Oggi lo smartphone è diventato un simbolo di resistenza, lotta e libertà. Grazie agli smartphone sono trapelate le immagini del disastro avvenuto durante gli scontri in Iran e ancora grazie agli smartphone è possibile ricostruire i fatti di quanto sta accadendo ormai ogni singolo giorno a Minneapolis. Là dove i difensori della giustizia non ci sono o non possono arrivare, la giustizia si fa largo per raccontare i soprusi: la miccia della lotta si accende con una fotocamera, si sviluppa sui social network e si infiamma nei cuori.
UNO SMARTPHONE C'E' SEMPRE
La morte di Alex Pretti consolida una volta di più nell'immaginario collettivo questo ruolo: lo smartphone è oggi un simbolo di resistenza passiva, poiché porta l'occhio di tutto il mondo direttamente sui fatti. Non li giudica, non li filtra, semplicemente li rilancia e li rende accessibili: se ne fa testimone (da "testis", persona terza).
Ogni atto di resistenza è oggi accompagnato dagli smartphone prima ancora che da bandiere di appartenenza, riuscendo a correre ancor più veloce degli ideali e delle ideologie: ogni qualvolta il pericolo di una narrazione falsata si pone tra il messaggio della folla e la ricezione delle masse, lo smartphone diventa arma contundente contro la disinformazione, contro la narrativa del potere, contro la deviazione dei fatti a vantaggio di uno o dell'altro interesse.
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