Omicidio Boiocchi, nuovo arresto per l’uccisione dell’ex capo della curva dell’Inter

Febbraio 4, 2026 - 12:00
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Omicidio Boiocchi, nuovo arresto per l’uccisione dell’ex capo della curva dell’Inter

Ha consegnato a Marco Ferdico, attraverso Daniel D’Alessandro, il “borsone” contenente i “50mila euro” pattuiti come “compenso” per “l’omicidio” di Vittorio Boiocchi e, anche se ha sostenuto di non avere alcuna “possibilità di scelta”, lo avrebbe fatto consapevole che quel passaggio di denaro fosse stato ordinato dell’altro capo ultras dell’Inter, Andrea Beretta, con quella finalità. Per questo motivo la gip di Milano, Francesca Ballesi, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Mauro Nepi, l’ultimo dei 5 uomini ancora in libertà e non mandato già a processo che la Procura di Milano ritiene i complici di Beretta nell’aver organizzato e realizzato l’agguato con cui il 29 ottobre 2022 Boiocchi è stato freddato fuori da casa sua, prima di Inter-Sampdoria, con 5 colpi di una Luger calibro 9X19, di cui due letali al collo e al torace. Dopo due richieste d’arresto rigettate dalla gip Daniela Cardamone, con la motivazione dell’assenza della prova certa della consapevolezza da parte del 43enne di Melzo del piano criminale, perché sarebbe stato solo a conoscenza di consegnare un “borsone” contenente “le cose di Marco” (Marco Ferdico, ex uomo dei social della curva interista già condannato a 8 anni per associazione a delinquere) e di aver saputo solo in seguito che quelli fossero “i soldi per l’omicidio” come lui stesso ha riferito inizialmente, è stata accolta la richiesta di misura cautelare dei pubblici ministeri Paolo Storari e Stefano Ammendola che chiudono il cerchio sull’omicidio Boiocchi e sulla faida ultras sui “conti” e i profitti del “merchandising” della curva e dell’associazione ‘We are Milano’ che a settembre 2024 ha portato anche all’omicidio dell’ndranghetista Antonio Bellocco, per mano di Beretta.

Omicidio Boiocchi, nuovo arresto per l’uccisione dell’ex capo della curva dell’Inter

Nuovi indizi su Nepi dall’inchiesta ‘Doppia curva’

Pm e investigatori della squadra mobile di Milano hanno raccolto nuovi indizi a carico di Nepi, già condannato a 4 anni e mezzo nel processo con rito abbreviato ‘doppia curva’ agli ultras per i traffici illeciti e le violenze intorno al Meazza. Nelle 12 pagine del provvedimento si legge che ora è “indiscutibile” il fatto che l’uomo abbia ricevuto, prima di consegnare il borsone, la “confidenza” del capo curva sulla volontà di eliminare il leader antagonista della Nord per evitare “azioni ritorsive” nei proprio confronti. Così come ha partecipato a un “incontro a tre” con Beretta e Ferdico nella ‘base’ per organizzare l’assalto (un chiringuito di Carugate, alle porte di Milano) in cui si era passati “dal proposito iniziale” alla “fase attuativa” e in cui l’ex uomo dei social del tifo organizzato nerazzurro “si era dichiarato disponibile” al compito. “Solo dopo questo incontro” è avvenuta la consegna dei soldi.

L’ultras era a conoscenza del piano di Beretta per uccidere Boiocchi

Per la gip, a prescindere dal fatto o meno che Nepi abbia funto da “gancio” tra i due maggiori esponenti della curva, “non può essere messo indubbio che egli fosse a conoscenza del proposito omicidiario maturato e comunicato da Beretta”. Non ha trasportato un “borsone qualunque” ma quello con i soldi per gli “esecutori dell’omicidio”. “Sicuramente”, aggiunge tuttavia, non ci sono prove “per smentire” quanto da lui riferito a sua discolpa, cioè di volersi dissociare dall’omicidio, di non avere “scelta” perché “chi si fosse rifiutato” avrebbe subito “denigrazione” e forse conseguenze da parte degli “altri”, come l’allontanamento dalla curva, di non aver preso “materialmente” parte alla sparatoria letale né di aver avvisato Ferdico il giorno della morte dei movimenti dei Boiocchi. Per questi motivi, accolti dalla Direzione distrettuale antimafia, a Nepi è contestato sì l’omicidio in concorso ma è l’unico accusato su cui non pende l’aggravante da ergastolo della premeditazione. 

Omicidio Boiocchi, nuovo arresto per l’uccisione dell’ex capo della curva dell’Inter
(photo Stefano Porta / LaPresse)

Per il delitto processo già in corso con 5 imputati

Per la morte di Vittorio Boiocchi è già in corso il processo davanti alla Corte d’assise di Milano con 5 imputati: Andrea Beretta, condannato a 10 anni nel filone per associazione a delinquere e per l’omicidio di Bellocco dopo essersi pentito ed essere diventato collaboratore di giustizia, ha confessato di essere il mandante e ha aiutato gli inquirenti a catturare i complici. Alla prima udienza il 10 dicembre 2025 Marco e Gianfranco Ferdico, ritenuti gli organizzatori del delitto che hanno reperito le “basi logistiche”, un Fiat Ducato, i cellulari criptati e l’arma, e Pietro Andrea Simoncini, uno degli esecutori materiali, hanno offerto 150mila euro alla moglie del capo ultras ucciso per ritirare la costituzione di parte civile, dicendosi consapevoli che “nessuna somma può colmare quel vuoto”. Imputato è anche il 30enne Daniel D’Alessandro, ritenuto il secondo dei killer e rintracciato e arrestato ad aprile 2025 sul Mar Nero nella città di Svetivlas in Bulgaria dopo 4 giorni di ricerche con la collaborazione della polizia bulgara e il coordinamento di Sco della polizia di stato e la Divisione ‘Sirene’ dello Scip. Il processo riprenderà ad aprile e si annuncia rapido con 3 udienze già fissate ad aprile e maggio e l’inizio della requisitoria il 25-27 maggio. Le difese, fra cui lo storico legale degli ultras Mirko Perlino, hanno dato il consenso all’acquisizione degli atti della Procura. Mauro Nepi, arrestato martedì, invece potrà decidere di chiedere il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna e un ulteriore sconto in caso di mancato ricorso contro la sentenza. E’ una delle possibilità visto che la Procura, a lui, non contesta la premeditazione. 

Nepi a Ferdico in carcere: “Non tirarmi in mezzo che confesso ai pm”

Mauro Nepi avrebbe detto a Marco Ferdico di “non tirarlo in mezzo alla vicenda” dell’omicidio di Boiocchi, perché avrebbe voluto “raccontare lui stesso” ai magistrati la “effettiva versione dei fatti”. E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dalla gip Francesca Ballesi nei confronti del 43enne arrestato oggi per concorso nell’omicidio per aver consegnato i 50mila euro di “compenso” del delitto per conto di Andrea Beretta. Il dialogo fra i due sarebbe avvenuto all’interno del carcere di Voghera, dove si trovavano per la condanna in primo grado del processo ‘doppia curva’ (8 anni Ferdico, 4 anni e 6 mesi Nepi), e per la gip dimostrerebbe la piena “consapevolezza” dell’indagato su quale fosse la destinazione di quel denaro. 

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