Referendum giustizia, Ceccarelli: “Toni campagna referendaria Anm aggressivi e fuorvianti”
“A mio parere l’Anm purtroppo, perché io ne faccio parte e ne ho a cuore la credibilità e il prestigio, ha commesso un grande errore di comunicazione. Ha improntato la campagna referendaria a toni aggressivi e fuorvianti che hanno spaventato l’opinione pubblica e hanno suscitato la reazione opposta dei sostenitori della riforma. Questo non giova al recupero di credibilità della categoria perché non dimentichiamo che il terreno sociale di elaborazione di questa riforma, che non è punitiva, ma è soltanto di completamento di un percorso per divenire al giusto processo che è partito diversi anni fa con l’introduzione del codice accusatorio Vassalli, ha imbastardito e intorbidito le acque di questo confronto di idee che da confronto sui contenuti della riforma è diventato purtroppo uno scontro tra tifoserie e questo non giova né al recupero di credibilità della magistratura né all’interesse dell’opinione pubblica di conoscere il contenuto effettivo della riforma e a esercitare consapevolmente il diritto di voto”. Così Natalia Ceccarelli, giudice della corte d’appello di Napoli appartenente all’Associazione Nazionale Magistrati, esponendo le sue ragioni per votare sì al referendum sulla giustizia, in contrasto con le posizioni maggioritarie dell’Anm, a margine dell’evento di inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani a Roma.
La magistrata interviene quindi sui due punti più criticati. In primis sulla separazione delle carriere: “Per quanto riguarda la separazione delle carriere che sarebbe, a dire della maggioranza dell’Anm, inutile perché esiste già la separazione delle funzioni, si tratta di una tecnica di spostamento dell’attenzione dell’interlocutore, in quanto le funzioni sono cosa diverse dalle carriere”. Poi sul sistema del sorteggio, differente per i magistrati e per i membri laici: “Tra i magistrati si sorteggia su una platea estremamente qualificata e molto ristretta di persone che hanno superato un concorso tecnico per diventare magistrati”, spiega Ceccarelli, mentre per i laici “è necessaria una selezione a monte di chi può competere a livello di conoscenze giuridiche con i consiglieri togati”. Per questo motivo, dunque, “la selezione di un paniere di sorteggiabili” risulta alla magistrata “coerente”, in quanto consente di portare al CSM “soggetti qualificati che, benché provenienti dal parlamento, non sono espressione della politica che vuole controllare la magistratura, ma sono semplicemente quella componente laica che, nella volontà dei padri costituenti, serviva a integrare la composizione mista del Consiglio Superiore di Magistratura anche e soprattutto al fine di evitare che diventasse una casta chiusa e autoreferenziale”, conclude.
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