Referendum Giustizia: il Cdm conferma la data del 22-23 marzo, cambia il quesito – La diretta

Febbraio 9, 2026 - 15:00
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Referendum Giustizia: il Cdm conferma la data del 22-23 marzo, cambia il quesito – La diretta

Alle 12 si terrà una riunione del Consiglio dei ministri per affrontare la questione referendum sulla riforma della Giustizia, all’indomani della decisione della Cassazione che ha accolto il nuovo quesito referendario nella versione proposta nel ricorso del ‘Comitato dei 15’.

Referendum sulla Giustizia – Le notizie in diretta
Inizio diretta: 07/02/26 08:00
Fine diretta: 07/02/26 23:00
Primo presidente Cassazione: "Illazioni non tollerabili"

“Il Primo Presidente della Corte di Cassazione, in merito alle polemiche sollevate dopo il recente provvedimento dell’Ufficio centrale per il referendum, sottolinea che le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticate sul piano tecnico con argomenti giuridici. Per contro, non sono tollerabili illazioni sul piano personale nei confronti dei giudici, che si risolvono in una delegittimazione della funzione giurisdizionale. Ciò è ancora più grave nei confronti del collegio dell’Ufficio centrale per il referendum, la cui composizione è predeterminata direttamente ed esclusivamente dalla legge”. Così in una nota il primo presidente della Corte di Cassazione, Pasquale D’Ascola.

Comitato 15: "Prendiamo atto forzatura, battaglia non è su data"

“La decisione del Cdm di mantenere ferma la data del referendum già fissata – pur modificando il quesito secondo le indicazioni dell’ordinanza dell’UCR che ha dichiarato pienamente legittima la nostra richiesta – non consente di usufruire pienamente del termine minimo di 50 giorni previsto dalla legge per la campagna referendaria, e non tiene conto della volontà dei 546.463 firmatari di essere correttamente informati. Prendiamo atto di tale decisione che rappresenta, a nostro avviso, una forzatura e ci riserviamo di spiegare, durante i prossimi incontri, per quali numerosissime ragioni sia opportuno votare No. La battaglia non deve essere sulla data, ma sull’esito referendario, ed anche questa vicenda contribuisce a far capire chiaramente l’assoluta necessità di difendere la nostra democrazia costituzionale”. Così il Comitato dei 15, che ha promosso la raccolta firme per il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della giustizia sulla separazione delle carriere.

Mattarella adotta nuovo dpr con precisazione quesito

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha adottato il dpr recante “Precisazione del quesito del referendum popolare confermativo del testo della legge costituzionale concernente norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della corte disciplinare”. Il testo, deliberato oggi dal Consiglio dei ministri, integra il testo del quesito referendario secondo le indicazioni dell’ufficio centrale della Corte di Cassazione, senza modificare le date di svolgimento del voto del 22 e 23 marzo prossimi.

 

Bonelli: "Bignami attacca le toghe, votare No per consegnare l'avviso di sfratto"
Roma - Camera dei Deputati, voto finale conversine DL infrastrutture

“Quello che sta accadendo attorno al Referendum sulla riforma della giustizia è una vergogna. Il comunicato indecente di Bignami, capogruppo FDI che nulla fa se Meloni non autorizza, conferma che la destra ha scelto di trasformare il Referendum in un continuo scontro politico con la magistratura e con l’opposizione. Questa destra con il decreto sicurezza e gli attacchi alla magistratura sta alzando il livello della tensione e il Referendum è solo un obiettivo politico per loro: dobbiamo fermarli con il No”. Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Ev.

“Dalla vicenda della famiglia nel bosco fino ai fatti di Torino, tutto viene piegato a una narrazione tossica: la colpa è sempre dei giudici o delle opposizioni. La destra meloniana non governa per risolvere i problemi reali del Paese, ma per occupare potere, spazi e poltrone. Hanno voluto politicizzare il Referendum? Bene. A questo punto è necessario mobilitarsi. Votare NO significa dare un segnale chiaro a questa maggioranza: un avviso di sfratto”, conclude. 

Pd: "Da Meloni prepotenza istituzionale"
Camera dei Deputati - Dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio Meloni e voto di fiducia al governo

“Prima non consentono al Parlamento di poter esercitare la propria funzione, poi fissano una data del referendum senza rispettare la raccolta firme di oltre 500 mila cittadine e cittadini italiani, poi sono costretti a modificare il quesito del referendum senza spostare la data fissata del referendum con la solita tracotante arroganza di chi comanda e non governa. Ora anche le accuse alla magistratura di aver semplicemente svolto il proprio lavoro applicando la legge e lamentando la non imparzialità della stessa. Ancora una volta prevale la linea della prepotenza e della mancanza di rispetto per le istituzioni. Un’altra buona ragione per votare no”. Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.

Cdm conferma data 22-23 marzo, cambia quesito

“Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, vista l’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum comunicata il 6 febbraio 2026, ha deliberato di proporre al presidente della Repubblica, per l’adozione del relativo decreto, di precisare il quesito relativo al referendum popolare confermativo già indetto con il decreto del 13 gennaio 2026 nei termini indicati dalla citata ordinanza, fermo restando lo stesso decreto. Pertanto, il testo del quesito del referendum già indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026 viene precisato come segue: ‘Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”. È quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

 

Pd, domani Schlein a Padova per il No

Prosegue il giro della segretaria del Pd, Elly Schlein, a sostegno della campagna ‘Vota No per difendere la Costituzione’ in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Elly Schlein sarà a Padova domani, domenica 8 febbraio, alle 16, nella Sala Mantegna del Centro Congressi di via Tommaseo. Lo rende noto il Partito democratico.

Magi: "Noi favorevoli ma il governo ha già tradito la sua riforma"

“Premetto che sono favorevole alla separazione delle carriere ritenendola uno strumento utile a garantire la terzietà del giudice e quindi ad inverare il giusto processo, pur con serie riserve su alcuni aspetti di questa riforma Nordio. Ma la destra di governo sta usando argomenti che sono opposti alle ragioni più profonde e direi al senso stesso della riforma che è la creazione delle condizioni migliori per garantire il giusto processo. Questo è più di un corto circuito, è un’esplosione di contraddizioni che può portare molti cittadini, non solo avvocati, pur convinti della bontà della riforma ad allontanarsene. A non sentirsi rappresentati da certi toni e a sospettare intenzioni diverse da quelle dichiarate dal governo. Con la loro propaganda e i pacchetti sicurezza stanno aiutando il No”. Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi in un’intervista a L’Unità.

“Non è la separazione delle carriere a determinare che vi sia una Giustizia che prende gli ordini dal governo ma – sottolinea Magi – la volontà politica del governo sta strumentalizzando indegnamente una riforma giusta. Quanto sta accadendo in questi giorni mi sembra eclatante e rivelatore. Tutti i sinceri democratici ritengono che i fatti di Torino meritino scrupolose indagini e sanzioni penali per tutti i responsabili individuati. Senza indulgenze o giustificazioni sul piano politico. La destra di governo, che è più compattamente a sostegno della propria riforma costituzionale, in questo caso il processo se lo scorda proprio”.

“Vuole la testa sul ceppo, subito. Si scorda quello che dovrebbe essere il motivo principale della riforma e in fondo ciò che conta davvero: avere un processo più giusto. Un’amnesia rivelatrice. Qualche giorno fa – aggiunge Magi – il sottosegretario Mantovano ha invitato ad abbandonare i toni da crociata ma dovrebbe rivolgersi prima di tutto a Fratelli d’Italia e al comitato promosso dal primo partito di maggioranza che diffonde quotidianamente inviti a votare Sì per reazione alle decisioni della magistratura che hanno disapplicato o sanzionato alcuni misure illegittime adottate dal governo”, conclude.

I promotori del quesito: "Fiduciosi che il governo fissi una nuova data"

“Restiamo in fiduciosa attesa della decisione del Consiglio dei Ministri in merito alla fissazione della nuova data del Referendum”. Lo scrivono in una nota i promotori della raccolta di firme per l’indizione del Referendum sul testo della legge di revisione costituzionale che accolgono “con grande soddisfazione la decisione dell’Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di Cassazione che ha ritenuto legittima la nostra richiesta e che ha riformulato il quesito referendario, facendo espresso riferimento alle norme che il testo della legge costituzionale ha modificato”.

“Tale decisione – sottolineano – è una conferma sia della utilità e della correttezza della nostra iniziativa, sia della necessità di fornire agli elettori la indicazione degli articoli della Costituzione che il testo approvato e sottoposto a Referendum intende modificare, e sui quali è richiesto il loro voto ed una loro consapevole riflessione”.

“Siamo, pertanto, molto soddisfatti del complessivo risultato raggiunto, già preceduto dalla risposta positiva dei 546.463 cittadini che hanno firmato, ed ai quali è rivolto il nostro ringraziamento per l’impegno mostrato in difesa della Costituzione: ciò – ribadiscono – rappresenta motivo di orgoglio, sia rispetto all’obiettivo di sollecitare la massima partecipazione alla vita civile, sia rispetto alla esigenza di diffondere una corretta informazione sulla reale ricaduta negativa che la riforma sottoposta a Referendum potrebbe avere sull’equilibrio dei poteri dello Stato e sulla giustizia”. 

Nordio: "Se ci sarà un rinvio sulla data sarà molto breve"

La Cassazione ha accolto il nuovo quesito per il Referendum sulla Giustizia. Slitterà la data? “E’ appena successo. Leggeremo. Pare che si tratti di un’ordinanza estremamente complessa che va studiata attentamente. Certamente bisognerà fare un’integrazione al quesito referendario, ma questo non dovrebbe avere conseguenze sulla data del Referendum. In ogni caso si tratterebbe di uno slittamento molto breve”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervistato dal Corriere della Sera. 

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