Stramaccioni: "La vittoria per 3-1 allo Stadium indimenticabile. Thuram, Conceicao, Bastoni e Bremer: ecco chi può decidere Inter-Juventus"
La lunga intervista a Stramaccioni in vista del big match tra Inter e Juventus del 14 febbraio.
L'Inter di Andrea Stramaccioni è stata la prima a vincere in quello che, nel 2012, era ancora Juventus Stadium. Era il 3 novembre e i nerazzurri, oltre a interrompere l'imbattibilità interna dei bianconeri, misero fine anche alla striscia da 49 risultati utili di fila della squadra di Antonio Conte.
In vista proprio di Inter-Juventus del 14 febbraio La Gazzetta dello Sport ha intervistato Stramaccioni, ora commentatore per Dazn, ricordando anche proprio la vittoria di oltre 13 anni fa: "La chiave del successo? Dare le indicazioni più specifiche individualmente e privatamente nella mia camera d’albergo la notte prima della partita. Piccoli colloqui più profondi di una riunione. I grandi calciatori che avevo a disposizione non solo concordarono nella preparazione della partita, ma si esaltarono: da Milito a Cambiasso a Zanetti passando per Cassano e Samuel".
IL RICORDO DEL 2012
"L'unico modo per mettere in difficoltà quella Juventus era provare ad attaccare, non difendersi perché i tifosi, a prescindere da come finisce, vogliono che la loro squadra se la giochi fino alla fine. Come festeggiammo? Cassano mi saltò sulle spalle al fischio finale urlando, poi ci fu un lungo abbraccio con Javier Zanetti nel tunnel. Non era solo il capitano ma anche per me un punto di riferimento umano dentro e fuori dal campo. Una bella pagina, indelebile, per chi vive o ha vissuto il mondo Inter".
LE DIFFERENZE TRA INTER E JUVENTUS
"L'Inter sta benissimo mentalmente e gioca molto bene. Arriva in condizioni eccellenti, ma anche la Juventus di Spalletti mi piace molto. Ha fatto un passo falso a Bergamo, ma ha un'identità forte: sarà un test per valutare il livello raggiunto dopo questo ciclo. 12 punti di differenza ci sono tutti, ma i progetti non sono paragonabili. L'Inter ha un gruppo solido ed esperto, che viene da finali di Champions, uno scudetto e uno scudetto perso all'ultimo. La Juventus ha appena iniziato a costruire con Spalletti".
CHIVU E GLI SCONTRI DIRETTI
"All'andata ha perso con Juve, Napoli e Milan e al ritorno ha pareggiato col Napoli. Chivu, dal punto di vista comunicativo, ha ragione a dire che vale tre punti come le altre, ma l'Inter può suggellare un percorso straordinario vincendo il primo scontro diretto. Sono gare uniche, con atmosfere uniche. Valgono sempre 3 punti come dice Chivu, ma hanno un valore speciale per chi le gioca e per le tifoserie. Inter-Juve è una delle partite della nostra Serie A che vengono viste in tutto il mondo. E ne è anche spesso lo specchio
DOVE SI DECIDERA' LA PARTITA
"Vedo due situazioni: la prima è la solidità della fase di non possesso della Juve contro la straordinaria capacità finalizzativa dell’Inter. E non parlo di difesa contro attacco ma di una fase difensiva di squadra, di duelli e occupazioni degli spazi. La seconda è capire se la Juventus riuscirà a togliere all’Inter le sue sicurezze, gestendo il pallone con personalità nella metà campo avversaria, passando per chi gestisce più palloni difficili come Yildiz, Conceiçao e Locatelli su tutti. Due protagonisti? Marcus Thuram e Conceicao, ma attenzione a Bastoni e Bremer sulle palle inattive".
CHIVU E SPALLETTI
"Contano il valore delle squadre, la preparazione della partita e la lettura dei momenti. Cristian è in simbiosi con i suoi ragazzi, è un allenatore leader riconosciuto unanimemente dallo spogliatoio, molto vicino alla testa dei calciatori ma che va dritto per le sue idee. Luciano è un maestro, tatticamente per me uno degli allenatori più preparati al mondo. Chivu ha giocato nella sua Roma spettacolare, lo conosce bene".
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