Torino, scontri al corteo per Askatasuna: 3 arresti e 24 denunciati
Tre persone sono state arrestate e 24 denunciate dopo gli scontri avvenuti sabato a Torino tra manifestanti e forze dell’ordine. La guerriglia è iniziata in seguito al corteo organizzato in sostegno del centro sociale Askatasuna, sgomberato a dicembre dello scorso anno. La Digos ha arrestato in flagranza un 31enne e un 35enne, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, e un 22enne, accusato di concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale. Nel capoluogo piemontese sono rimasti feriti circa un centinaio di agenti. Le presidente del Consiglio Giorgia Meloni e una delegazione del Partito Democratico si sono recati all’ospedale Le Molinette di Torino per mostrare la propria solidarietà ad alcuni poliziotti ricoverati.
Il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha informato i presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati della volontà del governo di riferire in Parlamento sui gravissimi scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna nella giornata di martedì. Le informative del ministro Piantedosi si svolgeranno martedì alle ore 14 alla Camera e alle 16 in Senato. Lo riferisce una nota dell’ufficio stampa del ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani.
È stato dimesso dall’ospedale Le Molinette di Torino Alessandro Calista, il poliziotto 29enne aggredito da un gruppo di manifestanti durante gli scontri di ieri avvenuti durante la manifestazione a sostegno di Askatasuna: 20 i giorni di prognosi. Dimesso anche il collega che lo ha aiutato nelle fasi del pestaggio: per lui la prognosi è di 30 giorni.
“La sicurezza è una cosa seria. Ieri avete visto che cosa è successo a Torino. Fatti di una violenza inaudita è gravissima. Abbiamo immediatamente condannato con parole nette e dure l’aggressione violenta agli agenti di polizia e ai giornalisti a Torino. Ma le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte, per questo siamo preoccupati dalle strumentalizzazioni che ascoltiamo anche in queste ore, per le quali ho chiamato la Presidente del Consiglio: perché in questi momenti le istituzioni devono unire, non dividere”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando all’iniziativa ‘Un’altra storia, l’alternativa nel mondo che cambia’, a Milano.
“Siamo qui oggi dove è giusto stare, da rappresentanti delle istituzioni e da cittadini torinesi. Siamo qui per esprimere la nostra vicinanza umane e concreta a chi ogni giorno mette a rischio la propria incolumità per garantire la sicurezza degli italiani”. Così hanno dichiarato i Parlamentari del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, Antonino Iaria e Elisa Pirro in visita all’ospedale Molinette di Torino dove hanno incontrato gli agenti feriti negli scontri di ieri.
“Le aggressioni che hanno subito Lorenzo e Alessandro sono gravissime e indegne di un Paese civile: a loro va tutta la nostra solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione, con la speranza che i responsabili vengano presto assicurati alla giustizia”. Poi la delegazione del M5S si è soffermata sulle proposte parlamentari: “La nostra vicinanza alle forze dell’ordine non può fermarsi alle parole: se vogliamo davvero rispettare coloro che indossano la divisa, dobbiamo metterli nelle condizioni di lavorare con dignità e in sicurezza”.
“Per questo continuiamo a portare avanti le nostre proposte: oltre a invocare maggiori fondi per assumere più personale e per ridurre i turni massacranti e i carichi insostenibili e stanziare risorse adeguate per alzare gli stipendi sempre più bassi, chiediamo di rafforzare la copertura delle spese legali per chi è chiamato a rispondere di procedimenti d’ufficio nello svolgimento del proprio lavoro. Chi serve lo Stato merita di essere tutelato ogni giorno. È il momento dei fatti e su queste proposte auspichiamo un cambio di marcia e di trovare convergenza anche con altre forze politiche”, conclude la delegazione M5S.
“È necessaria una condanna immediata, una condanna dura, una condanna trasversale che non deve avere colore politico e che non deve conoscere esitazioni. Perché quelli che abbiamo visto ieri a Torino non sono stati episodi di manifestazione, ma episodi criminali. E come tali devono essere condannati senza ambiguità da tutti”. Lo afferma, in una nota, la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato Licia Ronzulli.
“Condanniamo i criminali che hanno pestato, picchiato e aggredito le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che ieri, indossando la loro uniforme, sono scesi in piazza come fanno ogni giorno: per difendere ciascuno di noi, per difendere i cittadini, per difendere le nostre città, per difendere la nostra democrazia e per difendere l’Italia anche fuori dai confini nazionali – aggiunge -. Bene ha fatto Giorgia Meloni ad andare a trovare gli agenti barbaramente aggrediti”.
“Ieri, con la loro uniforme, hanno testimoniato il valore e il senso della difesa della nostra democrazia, e lo hanno fatto pagando un prezzo inaccettabile: un’aggressione violenta e ingiustificabile Ora la magistratura deve fare il proprio lavoro, e deve farlo in modo rapido e rigoroso, esprimendo una sentenza severa ed esemplare”.
“È vergognoso strumentalizzare le gravissime aggressioni di Torino alle nostre Forze dell’Ordine per costruire un’attacco politico immotivato contro il sindaco Lo Russo. A maggior ragione quando gli agenti feriti sono ancora in ospedale”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del ministro Paolo Zangrillo.
“Di fronte alle aggressioni criminali alle forze dell’ordine – sottolinea l’esponente dem – serve una condanna collettiva e unità delle istituzioni. Usarle per colpire politicamente un’amministrazione locale è scorretto e irresponsabile. Il sindaco Lo Russo ha sempre tenuto una linea chiara di difesa della legalità, di promozione del bene pubblico e di sostegno alle forze dell’ordine. Metterlo sotto accusa significa distorcere i fatti e alimentare una polemica che non aiuta né la sicurezza né la città”.
“Zangrillo – conclude Mauri – pensi piuttosto a fare il suo mestiere, che non sta facendo bene, invece di spiegare agli altri cosa dovrebbero fare. In momenti come questi servirebbe responsabilità istituzionale e fronte comune contro ogni forma di violenza, non propaganda politica sulla pelle degli agenti”.
“Una delegazione del Partito Democratico formata dalla vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, dal deputato Mauro Laus, dalla capogruppo Pd in Regione Piemonte, Gianna Pentenero, dal consigliere regionale Daniele Valle e dal capogruppo al Comune di Torino, Claudio Cerrato, si è recata oggi pomeriggio all’ospedale Le Molinette, per portare la solidarietà del Pd agli agenti feriti ieri a Torino”. Così in una nota il Partito democratico.
“Gli antagonisti che hanno devastato Torino sono stati condannati subito e senza ambiguità. Da tutti. Com’è accaduto in altre situazioni simili. Perché quanto è successo è gravissimo. Ma è gravissimo anche ciò che sta accadendo in queste ore. La destra sta usando quei fatti per accusare centrosinistra e magistratura di complicità con i violenti. Questo è un attacco diretto alle istituzioni della Repubblica, non una difesa dello Stato. Accusare giudici e opposizioni di essere ‘complici dei violenti’ è una strategia pericolosa. È il metodo di chi, come Donald Trump, ha provato a delegittimare le istituzioni per rafforzare il proprio potere. In Italia non deve passare”. Così su Instagram Debora Serracchiani, componente della segreteria Nazionale del Partito democratico e deputata dem.
Sono tre gli arresti e 24 le denunce da parte della polizia per gli scontri avvenuti nella giornata di ieri a Torino. A seguito degli attacchi alle forze dell’ordine, nel corso dei quali sono rimasti feriti circa un centinaio di operatori delle forze dell’ordine, la Digos della Questura torinese ha arrestato in flagranza di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
È stato arrestato, in flagranza differita, un 22enne, proveniente dalla provincia di Grosseto, per concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni: il giovane è stato infatti individuato, attraverso l’analisi di alcuni filmati, tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione a un operatore della Polizia di Stato del Reparto Mobile di Padova.
Il ventiduenne è stato anche denunciato per violenza a Pubblico Ufficiale per i medesimi fatti, essendo stato ritratto in un’altra occasione mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell’ordine nonché per rapina in concorso, facendo parte del gruppo che oltre a cagionare lesioni al poliziotto, lo ha anche spossessato dello scudo, dell’U-bot e della maschera antigas.
Durante le violente aggressioni in danno delle forze dell’ordine, operatori della Polizia di Stato sono altresì riusciti a bloccare 24 persone, accompagnate presso gli uffici della Questura di Torino ove sono state compiutamente identificate e denunciate a vario titolo per resistenza a P.U., porto d’armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità; a costoro è stato sequestrato diverso materiale per il travisamento, oggetti atti all’offesa come sassi (custoditi negli zaini), chiavi inglesi, frombole e coltelli.
La manifestazione nazionale di ieri, indetta in risposta allo sgombero della sede di ‘Askatasuna’ dello scorso 18 dicembre, ha visto i due spezzoni partiti dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova ricongiungersi, attorno alle 16, in corso Cairoli a quello partito dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, composto dai collettivi universitari e dalla gran parte dei centri sociali di tutto il territorio nazionale; il corteo, che ha raggiunto complessivamente le 20.000 unità, ha poi proseguito verso Corso San Maurizio.
Poco prima di raggiungere l’intersezione con Corso Regio Parco, circa 1.500 soggetti, dopo aver acceso una fitta coltre di fumogeni, si sono travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna, e si sono diretti, compatti, su Corso Regina Margherita in direzione dello sbarramento dei reparti posti a protezione della sede di Askatasuna, mentre il resto del corteo si è attestato all’imbocco di Corso Regio Parco, permanendovi per tutta la durata degli scontri. Proprio nelle fasi del travisamento alcuni antagonisti hanno aggredito una giornalista e la sua troupe televisiva, le cui attrezzature sono state distrutte.
Il gruppo dei 1.500 travisati ha poi occupato le tre carreggiate di Corso Regina Margherita, sferrando attacchi all’indirizzo dei contingenti delle Forze dell’Ordine utilizzando scudi protettivi in lamiera, lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta ed esplodendo batterie di artifici pirotecnici con l’utilizzo di tubi di lancio artigianali, oltre a materiale vario recuperato successivamente sul manto stradale (pezzi di selciato e componenti di cartellonistica stradale).
Per più difficoltosa l’azione dei reparti inquadrati, che hanno risposto ai violenti attacchi con l’uso dell’idrante, dei lacrimogeni e con puntuali azioni di respingimento, i facinorosi hanno anche realizzato barricate con cassonetti e altro materiale dato alle fiamme. In questi frangenti, un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino è stato dato alle fiamme, mentre un operatore del 2^ Reparto Mobile della Polizia di Stato di Padova è stato ripetutamente colpito da un gruppo di una decina di soggetti con calci, pugni, oggetti contundenti e colpi di martello, venendo poi soccorso da altro personale di polizia.
I reparti inquadrati hanno respinto progressivamente i manifestanti sulla sponda opposta del fiume Dora, verso l’esterno città, dove comunque le azioni violente sono proseguite su Corso Regio Parco, fino al definitivo deflusso di tutti i manifestanti. Nel corso degli attacchi, sono stati anche danneggiati arredi urbani, una filiale di un istituto bancario e un supermercato di corso Regina Margherita.
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