Vannacci e Futuro Nazionale, il simbolo è un caso

Febbraio 8, 2026 - 08:00
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Vannacci e Futuro Nazionale, il simbolo è un caso

Roberto Vannacci, dopo l’addio alla Lega e la decisione di fondare ‘Futuro Nazionale‘, si trova già alle prese con un problema. Rischia infatti di non poter essere utilizzato il simbolo ‘Futuro nazionale’ depositato da Vannacci come logo del suo nascente partito. L’allarme – come anticipato da alcuni quotidiani e confermato da esponenti del partito vicini a Vannacci – è stato lanciato dal presidente dell’associazione ‘Mondo al contrario’ Guido Giacometti, che in una nota ai ‘team’ del generale ha chiesto di evitare l’utilizzo del simbolo nelle comunicazioni pubbliche e social. Lo stesso simbolo sarebbe infatti già stato registrato nel 2011 dall’ex consigliere regionale del M5S in Abruzzo Riccardo Mercante, come ha raccontato al Fatto Quotidiano la moglie, che attualmente lo detiene.

Una circostanza che comunque non sembra spinga i fedelissimi del generale a demordere. “Che il nome e il simbolo di Futuro nazionale non possano essere utilizzati perché registrati è una pagliacciata. Quello che sta succedendo è demagogia, un modo per creare confusione e ‘rompere le scatole’. Avete letto il comunicato di Giacometti? È rivolto esclusivamente ai membri dell’associazione ‘Il mondo al contrario’, non ha alcuna valenza erga omnes. Non c’è alcuna intenzione di modificare né il nome né il simbolo, e non ce ne sarà bisogno”, dichiara a LaPresse Massimiliano Simoni, consigliere regionale eletto con la Lega in Toscana e che passerà nel nuovo partito di Vannacci.

Vannacci: “Simbolo sarà usato finché non me lo impediranno”

La polemica la fanno altri, non io. Il mio simbolo continuerà a essere usato finché non ci sarà qualcuno che me lo impedirà”. Così a LaPresse l’europarlamentare Roberto Vannacci, leader di ‘Futuro Nazionale’, a proposito della contesa in relazione al marchio della sua nuova creatura politica.

Marchio già registrato nel 2011 potrebbe essere scaduto

Potrebbe essere scaduto il simbolo ‘Futuro nazionale’ registrato nel 2011 dall’ex consigliere regionale M5S in Abruzzo Riccardo Mercante, poi deceduto. Dalla visura camerale in possesso di LaPresse risulta infatti il deposito in data 25 febbraio 2011 a firma dello stesso Mercante, all’ufficio nazionale brevetti, del marchio ‘Futuro nazionale’, che se non rinnovato sarebbe scaduto essendo trascorsi 10 anni.
Quindi “potrebbe essere libero per l’utilizzo, ma lo vedremo in punta di diritto”, dice a LaPresse Giancarlo Falconi, giornalista amico di Mercante, morto in un incidente stradale il 16 settembre 2020 a 50 anni. A quest’ultimo “mi hanno unito le lotte sociali e per una sanità giusta”, racconta Falconi, che nonostante siano passati dieci anni dal deposito del marchio, crede che Vannacci dovrà vedersela con gli eredi per poter utilizzare il simbolo: “Dovrà chiedere l’autorizzazione alla moglie di Riccardo, sua erede, insieme ai figli. Se ci sarà o meno una contrattazione economica sarà un discorso per noi poco interessante”.

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