Villa Pamphili, al via il processo contro Kaufmann per duplice omicidio

Febbraio 3, 2026 - 05:00
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Villa Pamphili, al via il processo contro Kaufmann per duplice omicidio

Francis Kaufmann non è in grado di sostenere un processo: per questo chiedo che venga valutata la sua capacità processuale”. Sono state le parole, pronunciate davanti ai giudici della Prima Corte d’Assise di Roma, dall’avvocato Paolo Foti all’apertura del processo a carico dell’uomo accusato del duplice omicidio della compagna e della figlia, trovate senza vita lo scorso giugno nel parco di Villa Pamphili. La richiesta di una perizia psichiatrica è arrivata già alla prima udienza.

Secondo il difensore, le condizioni mentali dell’imputato sarebbero incompatibili con la possibilità di affrontare un giudizio. Una tesi contestata dalla Procura di Roma che si è opposta all’istanza, lasciando ai giudici la decisione, attesa per la prossima udienza fissata il 9 febbraio. Kaufmann, cittadino statunitense di 47 anni, noto anche con l’alias Rexal Ford, è comparso oggi in aula a piazzale Clodio con l’accusa di duplice omicidio aggravato.

Kaufmann: “Sono innocente e i testimoni sono mafiosi”

È ritenuto responsabile della morte di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di appena quattordici mesi. Le due vittime furono rinvenute il 7 giugno scorso all’interno del parco a Roma nel quartiere di Monteverde. Seduto accanto al suo legale, Kaufmann ha avuto atteggiamenti definiti sconnessi. Durante l’udienza avrebbe pronunciato frasi deliranti, sostenendo la propria innocenza e accusando i testimoni di far parte della mafia. In più occasioni si sarebbe messo a piangere. Elementi che, secondo la difesa, confermerebbero un progressivo deterioramento delle sue condizioni psichiche negli ultimi mesi confermate anche dalla sua condotta nel carcere di Rebibbia dove è detenuto.

Delitto di Villa Pamphili, la difesa chiede una perizia

“Non ritengo che il mio assistito sia oggi in grado di stare in giudizio”, ha ribadito Foti, spiegando che la richiesta di perizia nasce dall’osservazione diretta del comportamento dell’imputato. Una valutazione che, se accolta, potrebbe incidere sull’iter processuale, con una sospensione di almeno sei mesi. Nel procedimento sono state ammesse tutte le parti civili, compresi i familiari delle vittime e diverse associazioni, tra cui ‘Telefono Rosa’ e e ‘Differenza Donna’, che già a luglio, tramite l’avvocata Maria Teresa Manente, aveva presentato un esposto sui presunti mancati controlli nelle settimane precedenti al delitto.

Aperto fascicolo su eventuali omissioni delle forze dell’ordine

La Procura ha infatti aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per fare luce su eventuali omissioni da parte delle forze dell’ordine. Secondo la penalista, Kaufmann sarebbe stato fermato più volte in stato di forte degrado, sotto l’effetto dell’alcol, insieme alla donna e alla bambina in fragili condizioni. “In una situazione simile – ha dichiarato – sarebbe stato necessario un intervento immediato. La minore doveva essere protetta”. La prossima udienza è stata fissata il 9 febbraio quando verranno ascoltati i medici legali e la polizia scientifica, mentre i giudici dovranno decidere se disporre o meno la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa. 

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