Brigitte Bardot? «Un modello: ci ha insegnato che la tutela degli animali è un interesse collettivo»

Dicembre 29, 2025 - 15:00
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Brigitte Bardot? «Un modello: ci ha insegnato che la tutela degli animali è un interesse collettivo»

Brigitte Bardot ha dimostrato che la sensibilità può diventare eredità. E che l’amore, quando si fa responsabilità, può costruire qualcosa di permanente per chi non ha voce. La sua Fondazione nasce nel 1986. Io, allora, avevo quattro anni. È un dettaglio che oggi mi emoziona, perché mentre io ero una bambina, lei stava già trasformando una sensibilità profonda in una struttura capace di durare e a distanza di 33 anni, le nostre strade si sarebbero in qualche modo incrociate. Nel 1992, quando la Fondation Brigitte Bardot viene riconosciuta di pubblica utilità, io avevo dieci anni: un passaggio che sancisce, anche sul piano giuridico, l’idea che la tutela degli animali sia un interesse collettivo, non un tema laterale.

Federica Faiella

È difficile chiedersi cosa mi accomuni a Brigitte Bardot. Certi riferimenti sono altissimi, quasi inarrivabili. Ma posso dire che è stata un modello. Non ci ho pensato nel momento in cui prendevo la decisione di costituire Fondazione Cave Canem: la mia scelta nasceva da un’urgenza personale, quella di essere utile, di sentire che la vita può avere senso quando diventa servizio. E con gli animali questo bisogno si fa ancora più forte, perché loro non hanno voce, non possono rivendicare diritti, non possono chiedere aiuto. E hanno un’autenticità disarmante: sono esseri trasparenti, capaci di muovere qualcosa di profondo in chi è pronto ad ascoltare.

Quando Cave Canem è nata e ho iniziato a cercare precedenti a cui ispirarmi, la prima realtà che mi è balenata nella mente è stata proprio la Fondazione Brigitte Bardot. Forse perché in quel gesto, creare una Fondazione, c’è una forma di amore che diventa responsabilità: dire “io non sarò per sempre, ma questo strumento sì”.

Il 24 giugno 2019, cinque giorni prima del mio compleanno, è nata la Fondazione Cave Canem. Anche per noi la Fondazione è uno strumento senza tempo per gli animali in difficoltà. Un impegno che si traduce ogni giorno negli interventi sul campo, dove la sofferenza ha un volto e un’urgenza; ma anche nel lavoro per migliorare le leggi, perché la tutela non resti un’eccezione ma diventi sistema; e nella formazione e sensibilizzazione, perché gli adulti di domani crescano con più consapevolezza, rispetto e responsabilità.

Oggi, ricordare Brigitte Bardot significa ricordare la forza di una visione: la capacità di rendere permanente la cura. E significa riconoscere che quella strada, tracciata tanti anni fa, continua ad accogliere chi decide di mettere sé stesso a disposizione di una causa nobile. Per gli animali. Per la loro dignità. Per la vita.

Nella foto di apertura/ La Presse: Martial, un cucciolo di foca di 7 mesi, posa con la star del cinema francese Brigitte Bardot su una spiaggia vicino a Cayeux, nel nord della Francia, martedì 27 marzo 1990, poco prima di tornare in mare.

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