I superpoteri di Brignone, e l’Europa come superpotenza dello sport

La giornata di ieri sarà ricordata per le molte emozioni. Vogliamo citarne una: un’atleta europea nata a Milano, Federica Brignone, per gli amici Tigre di La Salle, sciatrice, che il 3 aprile dell’anno scorso, dieci mesi fa, si rompe in un terribile incidente agonistico tibia, perone e legamento crociato, arriva a febbraio 2026 a correre le olimpiadi invernali. E questa è già una notizia. Ma il fatto che oltre a correre riesca anche a mettere in fila tutte le campionesse del pianeta e vincere la medaglia d’oro ha del prodigioso.
Ma la giornata sembra voler ribadire, con intensità ancora maggiore rispetto ai giorni precedenti, che il vecchio continente è la superpotenza dello sport. E che lo è e basta, senza fanfara, senza proclami. Tanto è vero che solo noi de Linkiesta lo ricordiamo a tutti ogni mattina, mettendo in evidenza il potenziale straordinario degli stati uniti d’Europa nello sport (e non solo).
In due competizioni si è ripetuto il cappotto blustellato dei primi tre posti: nel SuperG femminile di Cortina, grazie a Federica Brignone, a Romane Miradoli di Bonneville e a Cornelia Huetter di Graz. Quindi nel tardo pomeriggio nella staffetta a squadre miste di slittino sempre a Cortina grazie ai team tedesco, austriaco e italiano.
Poi c’è la processione di gare dove i colori europei hanno fatto due su tre, intesi come posti sul podio. Son ben quattro. Le solite fondiste Frida Karlsson ed Ebba Andersson, già prima e seconda nella giornata di apertura, danno il bis piazzandosi ai primi due posti nella prova su 10 km individuali a tecnica libera. Nello snowboard cross uomini Alessandro Hammerle di Turgovia, Svizzera, ma in corsa con l’Austria, e Jakob Dusek di St. Polten prendono rispettivamente oro e bronzo. Successo blustellato anche nel pattinaggio di velocità donne sulla distanza dei 5000 metri; si impone ancora Francesca Lollobrigida, da Frascati, che ha in bacheca anche l’oro sui 3000 conquistato sabato scorso. Bronzo alla nostra Merel Conijn di Amsterdam. E poi lo short track donne, dove mettiamo al sicuro l’oro con Xandra Velzeboer, di Culemborg a un tiro di schioppo da Utrecht, e l’argento con Arianna Fontana di Sondrio, habituée del podio da molti anni. Un’ora più tardi è la volta degli uomini nella stessa specialità, short track, ma lì ci prendiamo solo una medaglia, quella d’oro, grazie a Jens van T Wout di Almere, Paesi Bassi.
Curiosando nelle statistiche si può osservare una cosa importante: gli atleti europei hanno vinto sin qui sessantadue medaglie (circa la metà del totale!). Di queste, trentasei sono andate a donne contro ventisei a uomini. Che dire: bello, grazie ragazze europee! Possiamo dire che siamo una superpotenza sportiva gentile?
|
ORO |
ARGENTO |
BRONZO |
TOTALE |
||
| UNIONE EUROPEA |
25 |
26 |
19 |
70 |
|
| NORVEGIA |
7 |
2 |
5 |
14 |
|
| USA |
4 |
7 |
3 |
14 |
|
| SVIZZERA |
4 |
1 |
2 |
7 |
|
| GIAPPONE |
2 |
2 |
6 |
10 |
|
| COREA DEL SUD |
1 |
1 |
2 |
4 |
|
| AUSTRALIA |
1 |
0 |
0 |
1 |
|
| CANADA |
0 |
3 |
4 |
7 |
|
| CINA |
0 |
2 |
2 |
4 |
|
| NUOVA ZELANDA |
0 |
1 |
1 |
2 |
|
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