Kering, il Q4 è in “graduale miglioramento” e il mercato crede nel recupero: il titolo vola in Borsa

Febbraio 11, 2026 - 09:30
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Kering, il Q4 è in “graduale miglioramento” e il mercato crede nel recupero: il titolo vola in Borsa
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“Il 2025 è stato un punto di svolta”, ha sottolineato Luca de Meo in apertura della conference call della presentazione dei dati annuali di Kering. E nonostante la strada per stabilizzare il gruppo sia ancora lunga, il quarto trimestre ha visto un rallentamento inferiore rispetto al resto dell’anno. Il Q4 ha visto, infatti, ricavi in calo del 9% (-3% al netto delle fluttuazioni valutarie) a 3,9 miliardi di euro, “riflettendo un graduale miglioramento nel corso dell’anno”. Nell’intero 2025 il fatturato è sceso del 13% a 14,7 miliardi di euro (-10% a tassi costanti). I risultati stanno facendo ‘volare’ le azioni di Kering sulla piazza parigina: in apertura di seduta il titolo sta guadagnando circa il 10%, trascinando l’intero comparto del lusso.

Le vendite nei negozi propri e su internet hanno registrato un ribasso dell’11% su basi comparabili, “con una performance eterogenea tra le varie maison”, evidenzia la nota, che inoltre annuncia che il giro d’affari del wholesale ha registrato un calo del 9% a tassi comparabili e che Kering Eyewear è andata bene.

Il risultato netto delle attività ricorrenti attinente al gruppo si è attestato a 532 milioni, in calo del 56% rispetto a 1,2 miliardi del 2024. “Se si tengono presenti gli elementi non ricorrenti legati alle misure di ottimizzazione e ristrutturazione, il risultato del gruppo è stato negativo per 29 milioni”, segnala la nota. Il free cash flow a fine 2025 era di 4,4 miliardi e al netto delle operazioni immobiliari di 2,3%, in calo del 25% rispetto a quello di fine 2024.

“La performance del 2025 non riflette il vero potenziale del Gruppo”, commenta de Meo nella nota. “Nella seconda metà dell’anno, abbiamo intrapreso azioni decisive – rafforzando il bilancio, riducendo i costi e facendo scelte strategiche che pongono le basi per il nostro prossimo capitolo. Il 16 aprile, durante il nostro Capital Markets Day, presenteremo una chiara roadmap per aumentare l’attrattiva delle nostre  maison di lusso e rilanciare la crescita, con strategie di brand ben definite, un’organizzazione più efficace e una forte disciplina finanziaria”.

A trascinare al ribasso i risultati 2025 c’è il marchio ammiraglio Gucci i cui ricavi sono crollati del 22% nel corso dell’anno a 6 miliardi di euro (-19 per cento). La “svolta” auspicata da de Meo starebbe però interessando anche il marchio della doppia G: nel quarto trimestre la caduta del fatturato si è ridimensionata segnano un calo del 16%, un risultato migliore rispetto alle attese degli analisti.

Tra le altre maison del gruppo, Yves Saint Laurent ha visto un calo dell’8% dei ricavi nel 2025 (-6% su base comparabile 2025 a 2,6 miliardi) e del -5% nel quarto trimestre (0% a tassi costanti), Bottega Veneta ha registrato invece un andamento flat a tassi correnti e in crescita del 3% a tassi costanti a 1,7 miliardi di euro del -3% nel quarto trimestre (+3% a tassi correnti). I ricavi del segmento “Other Houses” sono scesi del 10% a tassi correnti (-6% a tassi costanti) a 2,9 miliardi di euro e del -4% nel Q4 (+3% a tassi costanti). La divisione Kering Eyewear ha totalizzato un incremento dell’1% delle vendite (+3% a tassi costanti) a 1,6 miliardi di euro e del -3% nell’ultimo trimestre (+2% a tassi costanti).

A livello geografico, ha rallentato dell’11% le vendite nel corso del 2025 con un Q4 a -7%, il Nord America ha registrato un calo del 5% ma nell’ultimo trimestre ha aumentato del 2 per cento. Anche il Giappone ha migliorato la performance nel quarto trimestre con un -7% rispetto al dato annuale del 16 per cento. L’Asia Pacific ha registrato un -16% nel 2025 e -6% nell’ultimo trimestre ed infine il resto del mondo ha visto un andamento flat nel 2025 con un Q4 a +3 per cento.

Per quanto riguarda il Q4 dove il gruppo, come anticipato, ha sperimentato un miglioramento delle performance, le vendite della rete di vendita al dettaglio gestita direttamente sono diminuite del 4% su base comparabile, spiega la nota, che aggiunge come l’Europa occidentale e il Nord America siano rimasti sostanzialmente in linea con il terzo trimestre, mentre i trend sono migliorati sequenzialmente in tutte le altre regioni.

Il 2026 sarà un anno cruciale per il gruppo, come sottolineato dallo stesso de Meo nel corso della conference call. “Entrando nel 2026, l’intero team è pienamente impegnato a realizzare un Kering più snello e veloce, migliorando il posizionamento e le vendite dei brand, ricostruendo i margini e rafforzando la generazione di liquidità per garantire una creazione di valore sostenibile e a lungo termine”, ha sottolineato.

L’ex ad di Renault ha anche ricordato il passaggio definito “fondamentale” con L’Oreal che consente a Kering di “accelerare lo sviluppo del business beauty insieme al leader mondiale del settore, liberando un potenziale che da soli non avremmo potuto raggiungere”, preparando anche il gruppo all’ingresso “in un segmento in forte crescita del wellness e della longevita”. Altro driver di crescita per il gruppo sarà il settore della gioielleria, un settore dove de Meo vede un “potenziale enorme”. .

De Meo ha puntato l’indice anche sulla revisione della strategia distributiva con la chiusura di 75 negozi, una rete retail più selettiva e di qualità superiore, una riduzione dell’8% delle scorte a fine anno. “Andremo avanti nel 2026: 925 milioni di euro di risparmi sui costi, -9% rispetto al 2024, per migliorare agilità e focalizzazione, preservando creatività e artigianalità”.

 

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Redazione Redazione Eventi e News