L’Unione europea prende la testa ai Giochi Olimpici

Febbraio 9, 2026 - 17:00
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L’Unione europea prende la testa ai Giochi Olimpici

Se vi sembra che manchino alcune “nazioni” nel medagliere, magari persino la vostra, avete visto bene. Ma guardate meglio, troverete uno squadrone che vi include e che è molto più forte.

Dopo la notte della grande festa diffusa i ragazzi della famiglia olimpica sabato si sono alzati all’alba per affrontare il primo weekend di gare.

Le atlete e gli atleti blustellati partono bene e alla fine della seconda giornata si trovano nettamente al primo posto del medagliere.

A Bormio e Cortina, rispettivamente sabato e domenica, va in scena la madre di tutte le gare alpine, la discesa libera: fulmine, torpedine, miccia, scintillante bellezza, fosforo e fantasia, direbbe Francesco De Gregori. Prima hanno corso i maschi, sulla massacrante pista Stelvio, e gli eurojet si sono presi due dei tre posti sul podio: Giovanni Franzoni da Brescia si aggiudica l’argento e Dominik Paris da Merano il bronzo. L’oro ce lo soffia lo svizzero Von Allmen, che precede Franzoni di un metro e mezzo su una pista lunga 3,2 chilometri. Un niente.

Destino parallelo per le euro-discesiste domenica a Cortina: argento alla nostra Emma Aicher che nasce a Sundsvall, mamma svedese e papà tedesco, e bronzo alla nostra Sofia Goggia da Bergamo, soprannominata Ninja. L’oro se lo prende la statunitense Breezy (ventilata) Johnson, nomen omen. Peccato.

Il primo oro europeo non si fa aspettare troppo. Non solo, ma arriva sabato mattina insieme al secondo argento. Ci viene recapitato all’ora di pranzo dalla Val di Fiemme, la specialità è lo sci da fondo skiatlon 10+10 femminile e il gradino più alto lo conquista Frida Karlsson che viene dai sobborghi di Stoccolma. L’argento ce lo dà Ebba Andersson, che vive a un centinaio di chilometri a nord di Uppsala. Bravissime.

Nel pomeriggio, sempre di sabato, i fuochi artificiali si fanno a Milano. Un po’ li sparano, ahinoi, contro la polizia i soliti (pochi) agitatori antagonisti al termine di una manifestazione di protesta contro i Giochi. Ma gli altri li fa una ragazza di Frascati, Francesca Lollobrigida, che nel pattinaggio di velocità sui tremila metri vince l’oro, il secondo per l’Unione europea, e si impone sulle colleghe rispettivamente norvegese (la favorita della vigilia) e canadese.

L’ultimo lampo blustellato della prima giornata lo fa la nostra Nica Prevc, di Kranj, ridente città delle Alpi slovene. Nel salto con gli sci si aggiudica l’argento, preceduta solo dalla norvegese Stroem.

Nel fondo maschile arriva domenica un nuovo argento europeo, è quello di Mathis Desloges da St. Martin d’Hères, in Alvernia-Rodano-Alpi, alle porte di Grenoble.

Poi, nel pomeriggio il grande botto. Arrivano ben tre en plein: in tre gare si vedono tre podi tutti solo europei. Prima le danzatrici di snowboard blustellate a Livigno: oro a Zuzana Maderova ceca di Liberec, argento a Sabine Payer di Wolfsberg, a un’ora da Graz, e bronzo a Lucia Dalmasso bellunese di Feltre. Quindi ad Anterselva biathlon in staffetta mista: Francia, Italia e Germania nell’ordine. Infine, a Cortina nello slittino, terzo cappotto dei nostri ragazzi con le dodici stelle: Max Langenhan che viene dalla Turingia si prende l’oro, Jonas Mueller che invece viene dai monti austriaci nel Vorarlberg si aggiudica l’argento e Dominik Fischnaller di Bressanone vince il bronzo.

E poi ancora: oro e bronzo europei nello snowboard parallelo uomini; argento e bronzo europei nel pattinaggio di velocità uomini.

Infine, a sera tarda, al Forum di Assago, Milano sud, con la splendida performance di Matteo Rizzo da Roma, un ultimo acclamatissimo bronzo per i colori blustellati.

Sipario sul primo weekend olimpico. Malgrado le gaffe in telecronaca inaugurale, le invasioni di pista della politica di qua e di là dell’Atlantico e i petardi dei black bloc, c’è qualcosa di speciale nell’aria quando ci sono le Olimpiadi. Lo sentono certamente gli atleti, ma lo sentiamo anche noi. La presidente del Cio Kristy Coventry durante la cerimonia inaugurale si è rivolta agli atleti: «Attraverso di voi vediamo il meglio di noi stessi. Ci ricordate che possiamo essere coraggiosi, che possiamo essere gentili, che possiamo rialzarci non importa quanto duramente cadiamo (a proposito, forza Lindsey Vonn)».

E allora magari facciamo il tifo, ma sentiamo anche un’emozione, per qualcosa di più grande che vincere o perdere. E comunque…. forza Europa.

ORO

ARGENTO

BRONZO

TOTALE

UNIONE EUROPEA

6

9

8

23

NORVEGIA

3

1

2

6

GIAPPONE

1

2

1

4

SVIZZERA

1

0

0

1

USA

2

0

0

2

COREA DEL SUD

0

1

0

1

CANADA

0

0

1

1

CINA

0

0

1

1

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Redazione Redazione Eventi e News