Ponte sullo Stretto, governo costretto al dietrofront su commissario e limiti alla Corte dei conti

Febbraio 7, 2026 - 22:00
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Ponte sullo Stretto, governo costretto al dietrofront su commissario e limiti alla Corte dei conti

Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto infrastrutture che è in pratica una totale smentita di tutto quel che il governo e soprattutto il ministro Salvini hanno tentato di farvi entrare nelle ultime settimane, in particolare dopo le bocciature riguardanti il ponte sullo Stretto di Messina pronunciate dalla Corte dei conti. «Il provvedimento – si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi – è volto a garantire il tempestivo completamento dell’iter approvativo del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, assicurando il coordinamento delle amministrazioni competenti e disciplinando gli adempimenti istruttori, l’aggiornamento del piano economico-finanziario, l’acquisizione dei pareri e la predisposizione di una nuova delibera del Cipess. È disciplinato il completamento delle procedure ambientali e il dialogo con la Commissione europea». Poche righe da cui emerge quel che c’è – la necessità di una nuova delibera del Cipess – e soprattutto quel che non c’è.

Dal testo è infatti scomparsa la figura del commissario per il Ponte: nonostante i rumours indicassero Pietro Ciucci (ad di Stretto di Messina spa) come nuovo commissario straordinario, il testo finale del decreto affida il coordinamento tecnico dell’opera direttamente ai dipartimenti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E analogamente sono scomparsi tutti i riferimenti a limiti al potere di controllo preventivo da parte della Corte dei conti, che erano stati ipotizzati per superare la bocciatura della delibera Cipess.

Come mai queste scomparse? I retroscena parlano di un faccia a faccia Mattarella-Salvini che avrebbe indotto il leader della Lega a fare dietrofront rispetto ai desiderata su commissario e giudici contabili. Quel che è certo è che le misure presenti nella bozza di decreto erano a rischio incostituzionalità e che un incontro tra il Capo dello Stato e il ministro delle Infrastrutture c’è stato mercoledì 4 febbraio: ufficialmente l’argomento del colloquio è stato il dossier infrastrutture in relazione ai Giochi invernali di Milano-Cortina, ma da più fonti viene confermato che il Quirinale ha espresso forti perplessità sul testo circolato nei giorni scorsi. Le criticità più evidenti contenute in quella bozza erano appunto il rischio di incostituzionalità nel limitare con decreto i controlli della Corte dei Conti e anche l’attribuzione di poteri di super-commissario a Ciucci, che tra l’altro in quanto amministratore delegato della società Stretto di Messina avrebbe innescato un caso di conflitti di interesse e di sovrapposizioni tra controllore e controllato.

Il dietrofront del governo su commissario e limiti ai giudici contabili non basta però a placare le polemiche su un’opera di cui al momento l’unica certezza è il costo spropositato di 13,5 miliardi di euro, ben superiore a quello originariamente previsto. Dice il portavoce di Europa Verde e deputato di Avs Angelo Bonelli: «Con l’approvazione del decreto, Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, limitando il parere alla sola relazione della società che ha progettato l’opera. Siamo alle solite furbizie».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia