Saf ed e-fuel: la lunga rotta della decarbonizzazione dell’aviazione
La decarbonizzazione dell’aviazione passa necessariamente dai carburanti sostenibili. Saf, biofuel avanzati ed e-fuel si impongono come soluzioni chiave in un settore difficilmente elettrificabile, tra vincoli tecnologici, politiche emergenti e nuove traiettorie industriali
Il settore dei trasporti è responsabile di circa il 20% delle emissioni globali di CO2 e, al suo interno, l’aviazione rappresenta uno dei comparti più complessi da decarbonizzare.
A differenza della mobilità stradale, dove l’elettrificazione costituisce una prospettiva concreta nel medio-lungo periodo, il trasporto aereo sconta vincoli stringenti legati alla densità energetica delle batterie e ai requisiti di sicurezza operativa.
In questo contesto, i carburanti a basse emissioni di carbonio si configurano come una soluzione obbligata per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica.
Secondo le analisi di IdTechEx, la capacità produttiva globale di diesel rinnovabile e Saf – sustainable aviation fuel – supererà i 67 milioni di tonnellate annue entro il 2036, con un tasso di crescita medio annuo dell’8,1% nel periodo 2026-2036.
Un’espansione sostenuta da politiche pubbliche sempre più stringenti, come i mandati europei e britannici introdotti con ReFuelEu Aviation, e da strumenti fiscali come il credito d’imposta 45Z negli Stati Uniti.
A ciò si aggiunge la pressione esercitata da compagnie aeree e operatori di flotte, chiamati a ridurre l’impronta carbonica lungo l’intero ciclo di vita dei carburanti utilizzati.
Le possibili soluzioni per la decarbonizzazione del trasporto aereo
Nella fase iniziale di sviluppo del mercato, la filiera Hefa/Hvo (Hydroprocessed Esters and Fatty Acids) si è affermata come tecnologia dominante per la produzione di Saf.
Basata sull’idrotrattamento di oli e grassi, utilizza processi affini a quelli della raffinazione petrolifera, consentendo costi relativamente contenuti e l’impiego di infrastrutture esistenti.
Tuttavia, la disponibilità di feedstock – oli alimentari esausti, grassi animali e sottoprodotti – è intrinsecamente limitata. Oltre il 2030, la domanda globale di Saf è destinata a superare l’offerta Hefa, dando origine a quello che l’industria definisce Hefa tipping point.
Il superamento del tipping point renderà necessario il ricorso a percorsi tecnologici alternativi. Tra questi, il processo alcohol-to-jet (Atj) consente di convertire etanolo o metanolo in carburanti per aviazione attraverso fasi di disidratazione, oligomerizzazione, idrogenazione e distillazione.
Attualmente più costosa rispetto all’Hefa, questa tecnologia è destinata a crescere in attrattività con l’aumento della domanda di Saf. Attori industriali come ExxonMobil, Honeywell Uop, LanzaJet e Axens risultano tra i principali sviluppatori.
Parallelamente, la gassificazione delle biomasse produce syngas impiegabile per la sintesi di idrogeno, metanolo o idrocarburi più complessi. Il biometanolo emerge come uno dei prodotti più promettenti nel breve termine, grazie a costi di investimento inferiori e tempi di ritorno più rapidi rispetto ad altre opzioni.
La domanda è trainata dal settore marittimo, dalla chimica e dal suo potenziale utilizzo come intermedio per Saf tramite il percorso methanol-to-jet.
L’etanolo cellulosico rappresenta un’evoluzione rispetto ai biocarburanti di prima generazione, riducendo le criticità legate al cambiamento d’uso del suolo. Nonostante le difficoltà tecniche e i fallimenti progettuali del passato, sono oggi operative alcune installazioni su scala industriale, in particolare in Europa e America Latina.
L’incremento previsto della domanda di Saf potrebbe rafforzare ulteriormente questo segmento. Accanto ai biofuel avanzati, gli e-fuel – prodotti a partire da idrogeno verde e CO2 catturata – offrono una prospettiva di lungo periodo, soprattutto per l’aviazione.
Il loro principale limite risiede nell’efficienza energetica complessiva e nei costi ancora elevati, che richiedono un deciso supporto normativo e industriale per diventare competitivi.

Quali prospettive future
Il 2025 ha segnato un punto di svolta per i carburanti sostenibili, con l’entrata in vigore di obblighi di miscelazione in Europa e nel Regno Unito. Il mercato globale del Saf potrebbe raggiungere un valore di 50 miliardi di dollari nel 2036.
Permangono tuttavia incertezze, in particolare negli Stati Uniti, dove il sostegno pubblico potrebbe non essere sufficiente a orientare stabilmente la produzione verso il Saf a scapito del diesel rinnovabile.
La traiettoria dei Saf e degli e-fuel evidenzia un equilibrio delicato tra innovazione tecnologica e continuità industriale. In un settore storicamente fondato su filiere consolidate, la transizione richiede soluzioni scalabili, affidabili e compatibili con le infrastrutture esistenti.
Come spesso accade nei grandi passaggi energetici, il futuro dell’aviazione sostenibile sembra destinato a costruirsi per stratificazioni successive, più che per rotture improvvise.
Crediti immagine: Depositphotos
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