“Verso gli Stati Uniti d’Europa”. Il manifesto federalista della delegazione UE del Partito Democratico

Febbraio 8, 2026 - 01:30
 0
“Verso gli Stati Uniti d’Europa”. Il manifesto federalista della delegazione UE del Partito Democratico

Bruxelles – Aprire una grande stagione di cambiamento, alla vigilia del 70esimo anniversario della svolta storica che gettò le basi dell’Unione europea. Nello spirito dei Trattati di Roma, la delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo ha presentato il manifesto ‘Verso gli Stati Uniti d’Europa. Ora’, che propone il rilancio del progetto federalista europeo e denuncia “i rischi del ritorno ai nazionalismi e la debolezza decisionale dell’UE”. Così il PD prova a scuotere anche il gruppo socialista, di cui è la delegazione più numerosa, incastrato in un’alleanza con il Partito Popolare europeo che però sempre più spesso guarda verso la destra dell’emiciclo.

La delegazione dem parte da una fotografia inesorabile: “Il livello di integrazione politica, economica e produttiva raggiunto oggi non basta più”. Perché non è più in grado di “proteggere le nostre conquiste sociali, garantire la nostra sicurezza e sostenere un’azione diplomatica“. C’è da cambiare registro su tutta la linea: dalle sfide tecnologiche in cui l’Europa “non produce più innovazione”, ma si limita a “regolarla”, lasciando agli altri player globali ricchezza e occupazione. Ai temi più cari alla famiglia socialista, di cui il PD fa parte: la coesione sociale e la lotta alle disuguaglianze, minacciate da un bilancio europeo – quello per il 2028-2034 proposto da Ursula von der Leyen – che “va nella direzione opposta, indebolisce la coesione territoriale, taglia le risorse e riduce lo spazio delle politiche sui territori”.

Anche l’allargamento dell’UE va ripensato: entro il 2030 gli Stati membri potrebbero diventare addirittura 30, e senza “decisioni che garantiscano capacità decisionale e unità di intenti”, il PD denuncia il rischio di “tornare indietro, a un’Europa bloccata dai governi nazionali, a una logica puramente intergovernativa“.

Il manifesto federalista redatto dal PD individua così 4 punti per imprimere una nuova svolta al progetto europeo: un bilancio europeo più forte, una vera politica estera, il superamento del potere di veto, un maggiore ricorso a cooperazioni rafforzate. In particolare, sul budget c’è bisogno di “coraggio”, “ricorrendo a debito comune e a nuove risorse proprie da indirizzare verso l’innovazione, la transizione verde e per garantire la coesione sociale”. Va promossa “una vera difesa comune europea tra gli Stati”, è necessario accelerare sulla riforma dei trattati per “abolire l’unanimità nel sistema decisionale dell’UE”, e vanno “avviati da subito progetti e politiche comuni con gli Stati Membri che vogliono farlo, senza aspettare l’accordo di tutti”.

La prossima settimana, durante la sessione plenaria di Strasburgo del 9-12 febbraio, sarà lanciata la raccolta firme per il manifesto. Nicola Zingaretti, capodelegazione dem, ha sottolineato: “Non è genericamente l’Europa a frenare, sono le destre sovraniste oggi al governo in molti Paesi. Noi non staremo fermi nella contemplazione orgogliosa di una storia, ma apriremo una stagione di cambiamento”. I commenti dei membri della delegazione al Parlamento europeo si moltiplicano: Camilla Laureti evidenzia che “alla luce di quanto stiamo attraversando, cioè la crescente spinta dei nazionalismi e l’aggressiva politica americana imposta da Trump, soltanto un’Europa più forte e federale può rappresentare una speranza concreta”, per Dario Nardella “ora sono finiti gli alibi: l’opinione pubblica favorevole, le minacce di Trump, la necessità di giungere ad una Pace in Ucraina, tutto ci dice che è il momento di fare il passo decisivo”.

Stefano Bonaccini, presidente del partito, ha affermato: “Ci troviamo davanti a un bivio: costruire un’Unione europea capace di essere un grande attore politico, in grado di competere con Stati Uniti e Cina, oppure accettare di esserne vassalli”. Brando Benifei ha sottolineato che la strada indicata dal manifesto ricalca quella “già recentemente tracciata da Mario Draghi: l’Europa deve passare da confederazione di Stati a federazione”.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia