Afghanistan: stop ai farmaci dal Pakistan, carenze e rincari nelle farmacie
L’Afghanistan ha vietato l’importazione di farmaci dal Pakistan, che ne è storicamente il principale fornitore, aggravando le carenze di medicinali che già affliggono la popolazione. Il ministero della Sanità ha dichiarato che Kabul sta cercando forniture alternative e punta sulla produzione interna e su nuovi accordi con Paesi come Cina, India, Iran e Malesia. Il divieto, annunciato già lo scorso novembre, è entrato in vigore questa settimana e segue la chiusura della frontiera con il Pakistan avvenuta in ottobre e il peggioramento delle relazioni bilaterali dopo attacchi transfrontalieri reciproci. In precedenza, Islamabad copriva circa il 70 per cento del mercato farmaceutico afgano.
I farmacisti di Kabul segnalano una grave scarsità di medicinali per ipertensione e diabete, con forti aumenti dei prezzi. Secondo testimonianze raccolte nella capitale dal quotidiano “Nikkei”, i costi di alcuni farmaci essenziali sono più che raddoppiati, mettendo sotto pressione famiglie già in difficoltà economiche. L’agenzia “Bakhtar”, organo di informazione delle autorità talebane, ha riferito che il vice primo ministro Abdul Ghani Baradar ha chiesto ai commercianti di individuare nuove rotte e fornitori. Il ministero della Sanità ha giustificato ufficialmente il bando citando la “scarsa qualità” dei medicinali pachistani, ma la misura si inserisce in un contesto di tensioni politiche e commerciali con il Paese vicino.
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