Alcolici, l’allarme di MOHRE: «Preoccupa consumo dalle prime ore del mattino, giovani a rischio»

Febbraio 13, 2026 - 12:30
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Alcolici, l’allarme di MOHRE: «Preoccupa consumo dalle prime ore del mattino, giovani a rischio»

«L’assunzione regolare in giovane età aumenta il rischio di sviluppare dipendenza e patologie alcol-correlate, inclusi diversi tipi di tumore» spiega la direttrice di MOHRE Johann Rossi Mason commentando i dati dell’Osservatorio sugli Stili di Vita che registra il preoccupante fenomeno del consumo di alcolici da parte di studenti al mattino. In Italia si stimano 1,2 milioni di giovani tra gli 11 e i 24 anni a rischio consumo. «Agire subito con campagne di prevenzione» raccomandano gli esperti

Non più solo aperitivi serali o brindisi del fine settimana. A Ferrara si registra un fenomeno che preoccupa medici ed esperti: il consumo di superalcolici nelle prime ore del mattino da parte di studenti universitari poco più che ventenni. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio sugli Stili di Vita, che parla di una tendenza ormai visibile anche prima dell’inizio delle lezioni.

Secondo le testimonianze raccolte dalla cronaca locale, già dalle 9.30 molti ragazzi ordinano cocktail ad alta gradazione, spesso più di uno. Lo spritz — tradizionalmente legato all’aperitivo — è diventato una presenza fissa anche nelle pause tra una lezione e l’altra. Un cambio di abitudini che non può essere liquidato come semplice moda.

I numeri che preoccupano

I dati confermano che non si tratta di episodi isolati. L’Osservatorio Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Ferrara segnala che la quota di giovani tra i 18 e i 29 anni in carico ai servizi è raddoppiata nell’ultimo decennio: dal 4,7% nel 2015 al 9,5% nel 2024.

A livello europeo, le ricerche sugli stili di vita adolescenziali indicano che il 75% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha già consumato alcolici, con un’esposizione particolarmente marcata nella fascia 15-17 anni. Un dato che evidenzia quanto il primo contatto con l’alcol avvenga sempre più precocemente

I rischi per il cervello e la salute

«Bere superalcolici al mattino compromette immediatamente capacità cognitive come attenzione, memoria e rendimento scolastico», spiega Johann Rossi Mason, direttrice dell’Osservatorio MOHRE. L’assunzione regolare in giovane età, sottolinea, aumenta il rischio di sviluppare dipendenza e patologie alcol-correlate, inclusi diversi tipi di tumore. Particolarmente delicato è l’impatto sul cervello, che completa la sua maturazione intorno ai 25 anni. L’esposizione precoce all’alcol può interferire con questo processo, lasciando conseguenze durature.

La “normalizzazione” del bere tra i giovani

Emanuele Scafato, consulente dell’OMS e membro dell’Advisory Board della SIA – Società Italiana di Alcologia, parla apertamente di un fallimento della prevenzione. Secondo l’esperto, negli anni si è consolidata una pericolosa normalizzazione del consumo, che mette l’alcol al centro della socialità giovanile.

Non fa differenza che si tratti di spritz, vino, birra o cocktail: ciò che conta è la frequenza e il contesto. La ricerca dell’alcol al mattino, evidenzia Scafato, è uno dei segnali tipici di un possibile sviluppo di dipendenza.

In Italia si stimano 1,2 milioni di giovani tra gli 11 e i 24 anni a rischio consumo, di cui circa la metà minorenni. Dei 780 mila consumatori con un disturbo da uso di alcol che necessiterebbero di trattamento, solo 68 mila vengono intercettati e presi in carico dal Servizio sanitario nazionale: il 93% resta fuori dai percorsi di cura.

Non proibizionismo, ma educazione

Fabio Beatrice, direttore scientifico del MOHRE, invita a evitare approcci ideologici. «Servono strategie graduali e scientifiche: informazione corretta sui rischi, alternative di socializzazione senza alcol, supporto psicologico per comprendere le ragioni di questo bisogno di disinibizione già al mattino». L’obiettivo, chiarisce, non è il proibizionismo ma la promozione di scelte consapevoli.

Le azioni urgenti richieste dagli esperti

Gli specialisti chiedono interventi su più livelli: identificazione precoce dei comportamenti a rischio, contrasto alle fake news che minimizzano i danni dell’alcol, riduzione del marketing aggressivo — soprattutto sui social — e campagne di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università.

Tra le priorità anche una maggiore alfabetizzazione sanitaria per le famiglie, formazione specifica per operatori sanitari e gestori di locali, controlli più rigorosi nei luoghi di aggregazione e sanzioni più severe per chi viola le norme.

Il timore è che il consumo di alcol al mattino possa radicarsi come pratica accettata. Un rischio che, se sottovalutato, potrebbe tradursi in conseguenze profonde e durature sulla salute pubblica delle nuove generazioni.

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