Auto: l’indotto piemontese coinvolto da Stellantis sulle opportunità in Algeria

Febbraio 2, 2026 - 18:00
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Auto: l’indotto piemontese coinvolto da Stellantis sulle opportunità in Algeria

Si è svolto questa mattina all’Unione Industriali di Torino l’incontro “Stellantis Algeria meets Turin companies”. Circa cento imprese dell’indotto automobilistico torinese e piemontese hanno partecipato all’incontro che ha messo al centro la possibile collaborazione tra lo stabilimento algerino di Tafraoui, nei pressi di Orano, destinato a un progressivo aumento dei volumi produttivi, e le aziende italiane. Stellantis ha confermato che l’incontro non è un preludio ad una delocalizzazione, ma piuttosto un’opportunità in più per le aziende italiane: “L’incontro di Torino è nato dalla consapevolezza dell’importanza delle imprese dell’indotto auto italiano per la crescita del mercato algerino – ha spiegato l’azienda automotive -. Non ha nulla a che fare con delocalizzazioni o produzioni realizzate in Algeria per essere esportate in Europa, ma si tratta di un modello di produzione sul mercato algerino per il mercato algerino”.

Un messaggio di rassicurazione confermato anche dall’ambasciatore algerino in Italia Mohamed Khelifi che nel corso di un’intervista ad ‘Agenzia Nova’ ha parlato di una “cooperazione win-win: non si tratta di competitività, né di delocalizzare le attività industriali dall’Italia all’Algeria. Al contrario, si tratta di una cooperazione in cui entrambe le parti traggono beneficio. L’Italia continuerà a sviluppare il proprio tessuto industriale e l’Algeria farà lo stesso. È una partnership basata sulla crescita reciproca”.

Dai sindacati emergono però delle preoccupazioni: “Apprendiamo con profonda preoccupazione dell’organizzazione di una kermesse volta a presentare opportunità di investimento in Algeria – hanno affermato le organizzazioni sindacali di FIM, FIOM, UILM, FISMIC, UGLM e AQCFR che oggi si sono trovate davanti all’Unione Industriali per protestare rispetto all’incontro organizzato da Stellantis con l’Algeria -. Nello scenario già fragile, l’incontro di oggi preoccupa. Promuovere la delocalizzazione verso Paesi con bassi costi salariali e incentivi governativi esteri ci appare come un segnale contraddittorio e inopportuno. Invece di difendere e rilanciare l’eccellenza manifatturiera locale, si rischia di suggerire alle imprese la via dell’abbandono del territorio. Non possiamo arrenderci a questa visione”.

Una posizione appoggiata anche da alcuni partiti politici che erano presenti davanti alla sede di Unione Industriali. Per Alice Ravinale e Valentina Cera, consigliere regionali di Alleanza, Verdi e Sinistra “è un brutto segnale il fatto che oggi Stellantis inviti i fornitori e quindi l’indotto a trasferirsi in Algeria, nel giorno in cui avrebbero dovuto rientrare gli operai di Mirafiori dalla cassa integrazione, ma invece sono stati rimandati a casa perché l’unica linea di produzione ha avuto problemi”.

Alberto Unia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, ha affermato: “Il disegno di Stellantis è chiaro e palese: la delocalizzazione indiscriminata, senza rendersi conto che il tessuto torinese piemontese è praticamente lasciato allo sbando e i lavoratori sono molto molto preoccupati. L’azienda deve mettere mano al portafoglio, perché non è possibile sfruttare una nazione per tanti anni e poi andarsene via lasciando tutto in braghe di tela”, ha concluso.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia