Banca del Giappone segnala ulteriori aumenti dei tassi a causa di una “politica ancora troppo accomodante”
Un membro del consiglio della Banca del Giappone (Boj) citato dall’agenzia di stampa “Kyodo” ha affermato che la politica finanziaria del Paese resta “ancora considerevolmente accomodante” rispetto ai fondamentali economici, sottolineando la necessità di ulteriori aumenti dei tassi dopo la recente svalutazione dello yen. L’inflazione tendenziale si sta avvicinando al 2 per cento fissato come obiettivo dalla banca centrale e sarà necessario “continuare ad adeguare il grado di accomodamento monetario al momento opportuno”. A gennaio, la banca centrale ha mantenuto invariato il tasso di riferimento allo 0,75 per cento, il massimo trentennale raggiunto a dicembre, valutando gli effetti dell’aumento precedente. Alcuni membri della Boj hanno indicato che la lotta all’inflazione è una “priorità urgente” e che i rialzi potrebbero avvenire “a intervalli di qualche mese”.
La debolezza dello yen sta spingendo profitti e salari delle grandi imprese, riducendo quelli delle piccole e medie aziende, con possibili effetti sulla disuguaglianza socioeconomica. Alcuni membri della banca centrale hanno espresso preoccupazione per il rapido aumento dei tassi a lungo termine, definito un “rialzo unilaterale della curva dei rendimenti”. Il governatore Ueda ha ribadito che la banca è pronta a intensificare gli acquisti di titoli di Stato in “casi eccezionali” per garantire la stabilità dei mercati, mentre i rendimenti dei titoli giapponesi hanno raggiunto a gennaio oltre il 2,3 per cento, il livello più alto in circa 27 anni.
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