Bimba di 2 anni morta in casa, indagato anche il compagno della madre: “Mi farò 40 anni, ma la verità deve emergere”

Febbraio 14, 2026 - 14:00
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Bimba di 2 anni morta in casa, indagato anche il compagno della madre: “Mi farò 40 anni, ma la verità deve emergere”

Anche il compagno della madre della bambina di due anni morta in casa a Bordighera, in provincia di Imperia, è stato iscritto nel registro degli indagati. Ancora molti punti oscuri nella vicenda: la donna aveva parlato di una caduta dalle scale della figlia, i rilievi nelle indagini avevano portato all’arresto dalla 42enne di Perinaldo dopo aver individuato delle incongruenze nel suo racconto. Accusati entrambi di omicidio preterintenzionale, si conoscevano da quando erano ragazzini ma avrebbero ripreso a frequentarsi da un paio di mesi. La dinamica della tragedia è ancora molto confusa.

La bambina era andata in crisi respiratoria, era andata in arresto cardiaco e i soccorsi dell’ambulanza del 118 chiamata dalla madre erano risultati inutili. La donna ha altri due figli di 10 e 9 anni. Avrebbe raccontato in un primo momento che la bambina era caduta dalle scale qualche giorno prima del malore, ma che in seguito si sarebbe ripresa. Inizialmente era emersa la versione secondo cui la madre avesse lasciato i figli in casa e fosse uscita sola, quando era tornata aveva trovato la figlia più piccola in condizioni critiche.

All’arresto si era arrivati dopo la visione dei filmati del sistema di videosorveglianza e gli esami sul corpo della piccola vittima. Il cadavere della bambina era pieno di lividi, il medico legale nell’ispezione sul cadavere aveva parlato di “colpi volontari, alcuni dei quali procurati con oggetti contundenti”. La donna era stata arrestata dopo un lungo interrogatorio. In programma per lunedì prossimo l’autopsia sul corpo.

L’uomo è indagato in quanto la donna, nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, aveva dichiarato che le figlie erano rimaste la mattina di domenica 8 febbraio in casa con lui, mentre lei si era recata a Bordighera per sbrigare alcune faccende in campagna e a fare la spesa. Sarebbe tornata dopo circa un paio d’ore. Aveva raccontato di aver passato la notte, con le bambine, a casa dell’uomo. L’abitazione di Montenero, una frazione di Bordighera, è stata sequestrata dai Carabinieri. Il gip Massimiliano Botti di Imperia non ha convalidato l’arresto ma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ravvisando i gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di inquinamento delle prove. La difesa aveva fatto richiesta di arresti domiciliari presso la residenza del padre della donna.

“Mi farò quarant’anni, ma la verità deve emergere”, ha detto ai propri legali, che speravano in una misura più tenue come gli arresti domiciliari. “La signora ha ribadito di non aver mai messo le mani addosso alle bambine, che sono le ragioni della sua vita”, ha dichiarato citato da ANSA l’avvocato Bruno Di Giovanni all’uscita del palazzo di giustizia di Imperia. “Potrebbe esserci, come il pm aveva chiesto in via subordinata, un abbandono di incapace seguito da morte, che però pretende che non via siano lesioni o percosse oppure un atteggiamento colposo di negligenza nell’assistenza alle figlie, che potrebbe derivare dall’intervento di terze persone”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia