Ciclone Harry, i migranti dispersi nel Mediterraneo sarebbero almeno mille: la strage più grave e “l’inazione” di Italia e Malta
I 380 dispersi di cui si parlava nei giorni scorsi facevano già pensare ad una tragedia immane nel Mediterraneo, ma ora quei numeri sembrano essere sorpassati da stime che farebbero del disastro provocato dal ciclone Harry la strage di migranti più grande della storia recente.
Secondo la Ong Mediterranea Saving Humans, sulla base di nuove testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia sarebbero mille le persone disperse in mare durante il ciclone Harry, che nelle scorse settimane ha colpito il Sud Italia e il Nord Africa.
Se l’unica comunicazione ufficiale dell’Autorità marittima europea indicava in almeno 380 le persone disperse in mare al 24 gennaio scorso, quei numeri sarebbero in realtà superati dalle testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, che forniscono “un quadro molto più ampio e allarmante”, con diverse decine di imbarcazioni che sarebbero partite da Sfax nei giorni del ciclone, molte mai tornate.
“Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito“, denuncia la presidente di Mediterranea, Laura Marmorale.
Nell’ultima settimana sono emersi “nuovi nomi: persone che si sapeva essere partite e che ora risultano irraggiungibili, senza chiamate dalla Libia, senza contatti dai centri di detenzione, senza conferma della morte e senza tracce dal deserto algerino. I Intanto le autorità maltesi hanno recuperato decine di corpi in mare. Il 30 gennaio il corpo di una donna è stato recuperato dalla nave di soccorso civile Ocean Viking nella zona di ricerca e soccorso maltese e sbarcato sabato a Siracusa. Le informazioni restano frammentarie e talvolta contradditorie, ma un dato è certo: la portata di quanto è accaduto supera di gran lunga le uniche notizie ufficiali finora diffuse. Resta il fatto che centinaia di famiglie, parenti e amici dei dispersi sono disperati”.
“Di fronte a questo – conclude la presidente di Mediterranea Saving Humans – il silenzio e l’inazione dei governi di Malta e Italia sono agghiaccianti: di chi ha perso la vita in mare non si deve parlare, soprattutto quando queste morti mostrano il fallimento delle politiche migratorie e della collaborazione con Libia e Tunisia, e mentre si stanno preparando nuovi brutali provvedimenti contro le persone migranti e la solidarietà. Ma, come all’apertura venerdì scorso del processo per la strage di Cutro, insieme a Refugees in Libia e Tunisia, non smetteremo di chiedere con forza verità e giustizia anche di fronte a questa tragedia di inaudite proporzioni.”
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