Difesa, ‘sì’ alla partecipazione del Canada al programma europeo SAFE
Bruxelles – Non solo UE. Il programma SAFE da 150 miliardi di euro di prestiti per l’industria della difesa viene aperto anche al Canada. Il Consiglio dell’UE ha adottato una decisione che autorizza l’Unione europea a firmare l’accordo bilaterale tra Bruxelles e Ottawa che consente la partecipazione delle aziende canadesi e dei prodotti originari del Canada agli appalti nell’ambito dello speciale strumento SAFE. Il Canada diventerà così il primo Paese non europeo a partecipare allo strumento SAFE.
“Le decisioni di oggi dimostrano che l’UE non si limita a parlare di difesa: sta portando avanti i suoi obiettivi“, sottolinea Vasilis Palmas, ministro della Difesa di Cipro, Paese con la presidenza di turno del Consiglio UE. “Attraverso SAFE stiamo rafforzando la nostra sicurezza dove più conta”.
Intanto il consiglio Difesa ha approvato la proposta della Commissione di concedere prestiti al primo gruppo di Stati membri per cui l’esecutivo comunitario ha dato luce verde il mese scorso: si possono erogare i fondi a Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Spagna, Portogallo e Romania. Il secondo gruppo di Stati membri invece dovrà attendere ancora una settimana: le decisioni attuative del Consiglio UE per l’assistenza finanziaria tramite SAFE a Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia sono state approvate dagli ambasciatori dell’UE e dovrebbero essere formalmente adottate dal Consiglio il 17 febbraio.
Intanto l’Estonia affossa ancora una volta l’idea di un esercito comune europeo: “Abbiamo già un esercito comune europeo: è costituito dagli eserciti nazionali“, taglia corto il ministro della Difesa estone, Hanno Pevkur, al suo arrivo a Bruxelles per partecipare ai lavori del consiglio Difesa. “Quando gli eserciti nazionali si uniscono formano l’esercito europeo“. Poche parole ma sufficienti per sconfessare il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che chiedeva di superare i 27 eserciti nazionali, e lasciare le cose come stanno. “La Nato è responsabile per programmazione e organizzazione, l’UE deve aiutare gli Stati a raggiungere gli obiettivi Nato”, sintetizza il ministro di Tallin
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