IL GIOCO DELL’UNIVERSO in scena martedì 17 febbraio al Teatro Goldoni di Firenze e incontro con la scrittrice DACIA MARAINI
La declinazione di un legame straordinario tra padre e figlia, attraversato dagli elementi della Natura meravigliosa, della Cultura e dell’Universo che le contiene. Tratto dall’omonimo libro di Dacia Maraini, “Il gioco dell’universo” è lo spettacolo teatrale che vedrà protagonisti Manuela Kustermann e Maximilian Nisi, martedì 17 febbraio al Teatro Goldoni di Firenze, nell’ambito della stagione 25/26 del Teatro delle Donne.
Lo spettacolo sarà preceduto (ore 18,30, sempre al Teatro Goldoni) da un incontro con Dacia Maraini condotto dalla giornalista e scrittrice Agnese Pini, direttrice di Qn, La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno.
Scrittore, viaggiatore, fotografo, etnologo, alpinista, padre ma anche figlio e fratello: Fosco Maraini è stato tutto questo agli occhi della figlia Dacia che, rileggendo i taccuini e gli appunti paterni dalla grafia minuscola, compone in questo libro il ritratto di un uomo straordinario secondo il proprio, intenso lessico familiare.
Nella restituzione scenica di questo dialogo attraverso la memoria, sono la terra, le montagne, le 34 case sparse nel mondo, le storie, i paesi, l’umanità, la letteratura, la poesia a declinare la figura di un padre e un uomo che appartiene alla Terra e all’universo.
In ogni parola vive la bellezza terrena e il tormento dei sentimenti, dove l’altro è intimamente conosciuto, eppure sempre misterioso, femminile e maschile vicini e lontani, come sanno essere le persone e le cose che più nel profondo segnano l’esistenza.
“Fosco Maraini indaga tanto l’umano quanto il divino e il naturale con sensibilità e rigore – spiega la regista Consuelo Barilari – li esplora, li fotografa e soprattutto li racconta, per provare a racchiudere ogni cosa in un sistema comprensibile e spiegabile. Lo sguardo inafferrabile di Fosco, curioso e sempre impaziente di vita, di nuove conoscenze ed esperienze, si ferma su geografie favolose – l’Oriente affascinante e ostile delle alte vette innevate – su popoli remoti – come gli Ainu cacciatori d’orsi nell’isola di Hokkaido – per tornare come un Ulisse dopo un lungo peregrinare alla sua Itaca, alle amate Alpi Apuane che vide da bambino e dove trascorrerà gli ultimi 26 anni della vita con la moglie giapponese e dove scelse di essere seppellito”.
Drammaturgia di Maria Dolores Pesce. Lo spettacolo nasce nell’ambito dell’indagine teatrale e artistica sulla Memoria al Femminile che il Festival dell’Eccellenza al Femminile opera nella cultura italiana e internazionale. Le immagini di Fosco Maraini sono state gentilmente concesse dalla Fondazione Alinari e dal Gabinetto Vieusseux di Firenze.
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