Intervista con Matteo Martari, protagonista di “Cuori 3”: “Il mondo di Alberto Ferraris è affascinante e molto lontano dal mio”
“E’ un personaggio al quale sono molto legato e tornare a vestirne i panni è sempre una gioia”. Attore trasversale e dalla grande sensibilità interpretativa, Matteo Martari è protagonista nel ruolo del Dottor Alberto Ferraris della terza stagione della serie “Cuori”, da domenica 1° febbraio su Rai 1, con la regia di Riccardo Donna, coprodotta da Rai Fiction e Aurora TV Banijay con il Centro Produzione Rai di Torino e con il supporto della Film Commission Torino Piemonte.
Alberto è il cardiochirurgo di maggior talento delle Molinette. Negli ultimi tempi ha dovuto mettere da parte la professione per prendersi cura della sorella Luisa (Benedetta Cimatti), accompagnandola in Svizzera, dove ha atteso con lei un trapianto di cuore. L’intervento è riuscito e Ferraris sta tornando alla sua vita, al reparto e alla sua famiglia. A Carlo, il figlio che ha avuto da Karen e che abita a Stoccolma, ma che di tanto in tanto arriva a Torino, e soprattutto a Delia (Pilar Fogliati), che ha sposato e con cui condivide il desiderio di un altro figlio. La quiete, però, sta per essere stravolta dall’arrivo di una misteriosa donna legata al suo passato.
Matteo Martari e Pilar Fogliati in “Cuori 3” – credit foto ufficio stampa
Matteo, come è stato tornare a interpretare il dottor Ferraris e quali sviluppi avrà il suo personaggio nel corso della terza stagione di “Cuori”?
“Tornare a vestire i panni di Alberto per me è sempre una gioia, è un personaggio al quale sono molto legato, quindi riesco ogni volta abbastanza facilmente a impersonarlo. All’inizio della terza stagione di Cuori c’è un momento di grande gioia, tanto atteso da tutti: il matrimonio tra Delia e Alberto. Però poi arriverà una donna, Irma (Carolina Sala), che creerà dei disequilibri all’interno della storia e sarà curioso scoprirne il motivo. Nella serie farà anche il suo ingresso il sensitivo Gregorio Fois (Giulio Scarpati) che avrà un incontro speciale con Delia, che dovrà così gestire nuove informazioni, sensazioni ed emozioni”.
“Cuori 3” è ambientata nel 1974 ma ci sono diverse tematiche come il femminismo, il divorzio, le difficoltà che vivono Alberto e Delia nel diventare genitori, che sono sempre attuali …
“Nonostante ci sia stata un’evoluzione storica e sociale, è incredibile vedere quanto ciò che era attuale negli anni ’70 lo sia anche nel 2025. C’è un balzo temporale importante, eppure alcune cose non sono state consolidate del tutto, ancora ad esempio bisogna lottare per le pari opportunità”.
Qual è la caratteristica di Alberto Ferraris che più apprezza?
“Mi affascina il mondo di Alberto, che è molto lontano dal mio, anche a livello di costume, perché l’ambientazione storica ha un peso specifico all’interno del racconto. Il dottor Ferraris inoltre è un genio perché fa delle scoperte importanti, aspetto che assolutamente non mi appartiene, dato che non ho mai scoperto niente (ride). E’ piacevole condividere questi suoi successi ma anche gli insuccessi, perché comunque da ogni sconfitta trae quello che potrebbe servire per un’eventuale futura vittoria. Apprezzo infine il suo enorme senso di responsabilità e la dedizione che ha nei confronti del lavoro e della sorella Luisa”.
Quest’anno oltre al sensitivo Fois, entra nella serie anche un nuovo primario che porterà dei cambiamenti all’interno dell’ospedale, che non verranno ben accettati da tutti …
“Il primario La Rosa (Fausto Maria Sciarappa) descriverà in maniera abbastanza netta alcuni passaggi storici che sono avvenuti in quel periodo, quindi sarà sicuramente un personaggio divisivo. Con Delia ad esempio avrà dei contrasti rispetto al suo progetto di ricerca, mentre mostrerà stima verso Alberto, che si troverà così tra due fuochi”.
Matteo Martari e Carolina Sala in “Cuori 3” – credit foto ufficio stampa
Matteo Martari e Pilar Fogliati in “Cuori 3” – credit foto ufficio stampa
Uno dei punti di forza della serie è sicuramente la capacità di unire i buoni sentimenti, l’amore, con la scienza, le invenzioni, il racconto delle vicende storiche …
“Sono assolutamente d’accordo e aggiungerei anche che è una serie che ha più linee di racconto e che gli spettatori possono empatizzare con i personaggi, non solo con quelli principali, avvicinarsi a loro, avere una sorta di connessione. Oltre alle storie d’amore, poi, c’è la fascinazione per l’ambientazione, per i fatti storici accaduti a quell’epoca, quindi per chi come me non era ancora nato è un’occasione per vivere alcune situazioni e per chi era presente a quei tempi per riassaporarne il gusto”.
Che cosa ha aggiunto il personaggio di Alberto al suo percorso artistico e umano?
“Vivo profondamente i personaggi nel momento in cui li interpreto, ma tendo a non portarli a casa. “Cuori” è una serie che ha lavorazioni molto lunghe, siamo alla terza stagione, trascorriamo tanti giorni sul set e i ritmi sono serrati, quindi a livello professionale è una bella palestra. Inoltre devi essere quasi uno sportivo in quanto quotidianamente per dieci ore bisogna assumere le posture di un’altra persona, oltre ad entrare mentalmente nel personaggio”.
Lei è anche un grande sportivo, quanto gli insegnamenti che trasmette lo sport le sono stati utili sul set?
“Lo sport, oltre a mantenere le persone in forma, trasmette importanti insegnamenti. Ho avuto la fortuna di praticare diverse discipline sportive a livello agonistico da ragazzino e porto ancora con me valori quali l’impegno e la dedizione che sono utili anche sul set”.
Nella serie “Prima di noi”, recentemente in onda su Rai 1, ha interpretato Renzo, un ragazzo ribelle, inquieto, come è stato entrare nei panni di questo personaggio?
“Rispetto a Cuori, è un altro tipo di racconto, è stato in un certo senso più semplice entrare in quella storia perché mi ha riportato ai suoni legati al Nord-Est che mi appartengono da quando ero nella culla, però la struttura del personaggio è chiaramente più complessa. Il processo di creazione di Renzo è stato un lavoro di gruppo. Tendenzialmente cerco di avere chiaro il personaggio nella mia mente prima di arrivare sul set dove però inizia la relazione con gli altri protagonisti, quindi devi essere aperto e disposto a cambiare le tue idee iniziali. In questo caso il dialogo con la regista Valia Santella e con gli altri miei colleghi è stato prezioso. Abbiamo trascorso i primi dieci giorni di lavorazione tutti insieme in un albergo e in quel contesto si è creato un legame umano particolare che secondo me si percepisce anche in Renzo nel corso del racconto”.
credit foto Disney
Ha dato voce al Sindaco Brian Winddancer, uno dei personaggi del film Disney “Zootropolis 2”, che esperienza è stata?
“Se da piccolo mi avessero detto che un giorno avrei dato voce ad un personaggio Disney non ci avrei mai creduto. I film di animazione della Disney hanno fatto parte della mia infanzia e della mia adolescenza, e tutt’oggi mi fanno compagnia. Zootropolis poi è multistrato, ha più livelli di lettura. Nella lavorazione del progetto c’è stato un grande supporto e aiuto da parte di tutto il team, quindi è stata un’esperienza incredibile”.
Pensando ai film di animazione della Disney che guardava da bambino, c’è un personaggio in particolare che amava di più?
“Sono un grandissimo fan de “Le follie dell’imperatore”, ancor oggi ogni tanto lo rivedo o lo metto come sottofondo”.
Sulla sua pagina Instagram, nei post pubblicati è presente l’hashtag Saghè, come è nato?
“Saghè è un’espressione veronese che letteralmente tradotta significa “cosa c’è”, però dipende anche dal tono con cui la dici. In realtà può significare tante cose e questo è estremamente affascinante, può essere una parola di avvicinamento, nel senso di “raccontami”, “dimmi come stai”, oppure può voler dire “qual è il problema?'”, “ci sono dei problemi?””.
La scritta “filo realista”, presente in homepage, è invece un suo modo di vedere le cose?
“Non vivo di eccessi di entusiasmo. Per filo realista intendo che non mi sento pessimista ma tendo a guardare le cose per quelle che sono senza cercare di addolcire la pillola, né di renderle dei drammi se non lo sono”.
A proposito della sua città, Verona, sempre su Instagram c’è una foto bellissima di lei con Papa Francesco, all’Arena nel 2024, in occasione della Giornata per la pace. Che ricordo conserva di quell’incontro?
“È difficile avere un ricordo nitido di quel momento perché non ho mai provato una tensione così alta nella mia vita. Per me era un’occasione incredibile, vivevo un senso di responsabilità esagerato. E’ stata un’esperienza gratificante e un onore poter leggere il Salmo 85 all’interno dell’Arena, nella mia città, davanti a Papa Francesco. E’ un’altra di quelle cose che non avrei mai pensato potessero capitarmi. Curiosamente però, nonostante lo stato di agitazione, non appena le letture sono iniziate era come se non ci fosse più nessuno intorno, come se fosse un incontro a tu per tu con il Pontefice, ho provato una sensazione quasi mistica. Ci sono state altre situazioni in cui ero molto emozionato, ma la Giornata per la Pace era un contesto unico e raro, coadiuvato dal fatto che si svolgeva all’Arena di Verona, un luogo che tendenzialmente ho sempre vissuto come spettatore. Non ho mai provato un’emozione così intensa”.
Matteo Martari in “Cuori 3” – credit foto ufficio stampa
Collegandomi all’Arena di Verona ma anche a “Cuori” e al Dottor Ferraris che opera con le canzoni americane in sottofondo, che ruolo ha la musica nella sua vita?
“Ha un ruolo importante, un po’ come tutte le forme artistiche. Ascolto tantissima musica ma sono un po’ fermo alla fine degli anni ’80, devo essere sincero, quindi non sono aggiornatissimo, se non relativamente a pochi cantautori italiani. Rock e cantautorato sono i miei main characters, musicalmente parlando”.
Oltre a “Cuori 3” in quali progetti sarà prossimamente impegnato?
“Dovrebbero iniziare a breve le riprese della seconda stagione della serie “Libera”, in onda su Rai 1, e poi mi vedrete in “Maschi veri 2″ su Netflix”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Daniela Piu
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