La prevenzione investimento primario: successo dell’incontro del Fasi

Febbraio 8, 2026 - 08:30
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La prevenzione investimento primario: successo dell’incontro del Fasi

Se è vero che la prevenzione è il primo farmaco, dalla sua reale applicazione si misura l’efficacia della politica sanitaria di un Paese. Non solo i numeri parlano chiaro: per un tumore al colon, ad esempio, una diagnosi precoce porta le probabilità di guarigione dal 56% a oltre il 90%. L’impatto economico è altrettanto misurabile: basti considerare che le malattie cardiovascolari costano all’Italia oltre 42 miliardi di euro l’anno!

Da tale consapevolezza nasce la terza edizione, dopo Milano e Torino (il quarto ed ultimo incontro sarà in aprile a Taranto), dell’evento “Fasi al tuo fianco – dalla prevenzione alla cura”, svoltosi nella sede diConfindustria a Roma nella giornata del World Cancer Day, promosso dal Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa per i dirigenti industriali (Fasi), l’associazione costituita da Confindustria e Federmanager che eroga ai propri assistiti prestazioni socio-sanitarie integrative a quelle del Servizio Sanitario Nazionale.

Con una sala gremita e oltre mille persone in collegamento diretto, i lavori sono stati aperti dal videomessaggio di Silvio Garattini, oncologo, farmacologo e ricercatore italiano, presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’: “La prevenzione deve diventare il nostro principale obiettivo – ha detto Garattini -. Fare prevenzione è, prima di tutto, una forma di sano egoismo, perché vuol dire evitare le malattie. Ma anche una forma di solidarietà nei confronti della propria famiglia e dei propri cari”.

Gli ha fatto eco il Presidente Fasi, Daniele Damele: “Riteniamo fondamentale garantire ai dirigenti industriali e alle loro famiglie un accesso agevolato e qualificato alla prevenzione e alla cura. Eventi come questo ci consentono di consolidare il legame con gli iscritti, fornendo informazioni e strumenti per vivere in salute e con consapevolezza”.

Ha aperto i lavori Maurizio Tarquini (Direttore Generale Confindustria), che ha sottolineato come “Il Fasi ha superato 40 anni di attività e rappresenta un servizio prezioso per la salute, un autentico gioiello della bilateralità nel nostro Paese ed è dimostrazione concreta di come i modelli condivisi siano in grado di funzionare in modo efficace e sostenibile. Si tratta di uno strumento di welfare di straordinario valore, il cui contributo è spesso sottovalutato dagli stessi beneficiari e che merita, per questo, un impegno ancora più forte sul piano della comunicazione e della valorizzazione.

Per questo il FASI svolge un ruolo sempre più rilevante nella promozione della prevenzione, favorendo l’accesso tempestivo alle cure e contribuendo a ridurre la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale. Spingere su prevenzione, salute, benessere, ha vantaggi evidenti: prevenire è meglio che curare e ciò vale per i conti della sanità pubblica. L’evidenza statistica già oggi lo dimostra: basta pensare al costo di alcuni interventi o di patologie croniche, come il diabete di tipo 2 e a quanto sarebbe vantaggioso investire per prevenirne l’insorgenza.

Ma al di là dell’aspetto economico, ciò che conta davvero è il valore imprescindibile della salute. La chiave è creare una vera cultura del benessere, capace di parlare anche ai più giovani”.

Ha fatto seguito l’intervento di Valter Quercioli, Presidente di Federmanager, ha sottolineato il ruolo del Fasi nella diffusione di una cultura della prevenzione e nella protezione dei percorsi di cura, anche sul fronte dell’innovazione: “Nelle aziende più avanzate è chiara l’importanza strategica della prevenzione. Ed è anche grazie a realtà come il Fasi che si diffonde questa cultura in azienda. Con pacchetti dedicati alla prevenzione e l’incentivo all’innovazione – con rimborsi più alti per prestazioni effettuate con macchinari più avanzati, utili a individuare patologie quando sono ancora ‘piccole’ – il Fondo dimostra visione e responsabilità, ma anche un’attenzione crescente alla cronicità e alla long-term care. Il Fasi, inoltre, non seleziona il rischio: chi ha bisogno di molte cure resta parte della comunità. È questa la sua forza”.

La sessione medica ha messo a fuoco prevenzione, appropriatezza e nuove traiettorie della diagnosi. Riccardo Masetti, Fondatore di Komen Italia, ha ricordato come “la prevenzione è uno strumento fondamentale: tutela la salute, ha un enorme valore economico e produce ricadute sociali molto rilevanti”.

Non solo: “L’alfabetizzazione sanitaria è un elemento altrettanto importante per la tutela della salute individuale e per l’efficacia del sistema sanitario”. In Italia, ad esempio, “la spesa sanitaria annua per il tumore del seno è di circa un miliardo di euro” e gli studi indicano che, applicando correttamente le misure di prevenzione, “questa spesa potrebbe essere dimezzata”. Andrea Mancuso, Responsabile del Reparto di Oncologia della clinica romana Villa Mafalda, ha posto l’accento sulla personalizzazione dei percorsi e sull’integrazione tra dati clinici e nuove tecnologie: “La prevenzione è già cura del cancro.

Oggi la sfida è spostare la prevenzione da un modello basato su età e popolazione a uno sempre più centrato sul profilo di rischio individuale, anche genetico e genomico. La direzione è chiara: costruire algoritmi clinico-biologici che integrino anamnesi, stili di vita e profilo genomico per stimare il rischio oncologico individuale e rendere la programmazione sanitaria più efficace e sostenibile, permettendo un’integrazione anche con l’intelligenza artificiale”.

Amato De Monte, primario anestesista e rianimatore, già Direttore dei SORES 118 FVG ed esperto in ozonoterapia, ha parlato proprio dell’uso clinico dell’ozono, una vecchia sostanza che tutti conoscono ma il cui impiego non è abbastanza diffuso: “L’ozonoterapia è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni. Per la sua modalità d’azione raggiunge tutte le cellule del corpo e riesce a determinare effetti generali sul riequilibrio metabolico di tutte le cellule dell’organismo.

Può essere molto efficace durante il trattamento della patologia acuta, perché va a potenziare le capacità rigenerative e riparative di guarigione dell’organismo. E se questa tecnica viene impiegata anche in assenza di malattie acute, questo non fa altro che avere anche un’azione preventiva a livello generale, proprio perché va a combattere l’instaurazione di situazioni di generale infiammazione dell’organismo che possono essere predisponenti per qualunque tipo di patologia”.

Nelle conclusioni, il vicepresidente del Fasi, Fabio Pengo, ha ricondotto il filo dell’iniziativa alla parola “consapevolezza” che vale più di uno slogan, perché chiede un cambio di comportamento.

“Prevenzione, diagnosi precoce, appropriatezza, innovazione sono tutti concetti solidi, condivisi, eppure spesso restano sullo sfondo della vita quotidiana – ha sottolineato – Il punto non è sapere che la prevenzione è importante: il punto è riconoscerla come priorità e agire di conseguenza. La prevenzione non è solo un obiettivo sanitario: è una scelta che migliora la salute dei cittadini e contribuisce a rendere più sostenibile il sistema sanitario nel suo complesso”.

Valentina Morgia, responsabile comunicazione del Fasi, ha evidenziato, infine, la centralità della comunicazione nel trasformare servizi e strumenti in scelte quotidiane: “La tutela della salute e del benessere dei dipendenti è una priorità per il Fasi, che affianca i propri assistiti lungo tutto il percorso, dalla prevenzione alla cura. In questo quadro, la comunicazione non è un accessorio: è lo strumento che trasforma i servizi in consapevolezza e la consapevolezza in scelte concrete”.

NELLA FOTO il tavolo di presidenza dell’incontro nella sede di Confindustria a Roma

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