L’alert dell’industria elettrica europea: «Le infrastrutture sono un obiettivo per gli avversari, vanno protette»

In occasione della Conferenza sulla sicurezza in corso a Monaco, Eurelectric ha presentato un’analisi che funge più che altro da monito e da sprone per l’Europa, che dal punto di vista della sicurezza energetica corre al momento dei seri rischi. L’associazione che rappresenta l’intera industria elettrica europea parte da una considerazione tanto chiara quanto al momento sottovalutata, a guardare quel che succede nel Vecchio continente: «Le infrastrutture energetiche sono un obiettivo per gli avversari e devono essere protette». In uno scenario di guerra su vasta scala, scrivono gli analisti di Eurelectric, le risorse energetiche «sono prese di mira da droni, missili e bombardamenti per mettere fuori uso l’energia elettrica e minare il morale della società e l’efficacia della difesa. Le minacce ibride mirano a ottenere lo stesso risultato, ma con minore prevedibilità e attribuibilità. La preparazione e la resilienza alle minacce ibride sono il minimo che possiamo fare oggi, ma dovremmo guardare alle lezioni apprese dall’Ucraina per raggiungere uno standard di protezione più elevato che funga da polizza assicurativa in caso di attacchi ibridi e fornisca reali dividendi di mitigazione in caso di guerra».
La seconda considerazione è di segno positivo, e riguarda cioè il fatto che le aziende di servizi pubblici sono consapevoli dell’evoluzione del panorama delle minacce provenienti da fuori i confini dell’Ue e stanno iniziando a rafforzare le opportune misure di difesa. «In pochi anni si è verificato un netto cambiamento nella situazione geopolitica, al quale le aziende di servizi pubblici si stanno ancora adattando. Sebbene vi siano variazioni in base all’esposizione alle minacce, le aziende di servizi pubblici in Europa possono adottare misure senza rimpianti per migliorare la preparazione alle emergenze che limitano l’esposizione a varie minacce anche al di là degli attacchi ibridi».
Quanto fatto finora però potrebbe non essere sufficiente di fronte a un’escalation dei conflitti, e da qui la terza considerazione che apre questo rapporto pubblicato da Eurelectric: le aziende di servizi pubblici, gli Stati membri e l’Ue possono adottare misure per migliorare la preparazione. «Esistono soluzioni a basso costo per la preparazione organizzativa, come l’aumento della consapevolezza della situazione, la cooperazione con le autorità locali e nazionali e l’esercitazione delle risposte alle crisi. Allo stesso tempo, con gli incentivi economici adeguati e il sostegno degli Stati membri, le aziende di servizi pubblici possono rafforzare le infrastrutture fisiche, accumulare scorte di attrezzature critiche e aumentare gli sforzi in materia di sicurezza informatica». Sul fronte politico, inoltre, l’Ue può adottare misure per accelerare l’attuazione di misure e finanziamenti volti a garantire la resilienza delle infrastrutture critiche, per esempio attraverso quadri di investimento e la definizione di una solida struttura di governance con linee guida su come identificare le minacce nella revisione dell’architettura di sicurezza energetica europea.
Gli analisti di Eurelectric sottolineano che questo è il momento di agire. Anche senza essere direttamente in guerra, l’Europa è già esposta a minacce ibride che vanno dal sabotaggio e dagli attacchi informatici alla disinformazione. Nel 2024, almeno 11 attacchi hanno danneggiato infrastrutture critiche, mentre dal 2022 si sono verificati 23 cyberattacchi che hanno colpito il settore energetico europeo. Indipendentemente dai responsabili, questi incidenti stanno aumentando in scala e frequenza, esercitando una pressione crescente sulle utility per garantire un approvvigionamento affidabile.
«Viviamo in una nuova realtà caratterizzata da minacce crescenti. Ciò richiede un cambiamento fondamentale di mentalità», ha dichiarato Markus Rauramo, presidente di Eurelectric. «La preparazione, la risposta e il recupero da attacchi fisici e ibridi devono diventare un elemento chiave delle strategie delle aziende elettriche in futuro».
Il nuovo report di Eurelectric rileva che, sebbene la consapevolezza dei rischi sia in aumento, il livello di preparazione nel settore rimane disomogeneo. Con le infrastrutture critiche già sotto pressione, il rapporto avverte che determinate scelte non possono essere ulteriormente rinviate. «Questo report traduce le dure lezioni apprese in Ucraina in azioni concrete per il resto d’Europa», ha affermato Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric. «Mostra ciò che le utility possono fare già oggi – dal miglioramento del coordinamento e della formazione in caso di crisi, al rafforzamento degli asset, alla messa in sicurezza delle comunicazioni e allo stoccaggio di attrezzature critiche – per prepararsi meglio, rispondere e riprendersi dagli attacchi».
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