Nuove tensioni tra UE e USA sulle regole europee per il digitale
Bruxelles – Un’accusa di attacco frontale alle compagnie americane attive nel settore digitale, con tanto di ‘lista di proscrizione’ di tutti i funzionari europei che in questi anni hanno lavorato e stanno lavorando ai file in materia di servizi e mercato digitale. Un documento di 160 pagine della commissione Giustizia statunitense che parla di “censura” di internet da parte dell’Unione europea e che rilancia da una parte le pressioni USA sulle politiche UE, e dall’altra rinverdisce le tensioni trans-atlantiche.
“Il giusto processo prevede che prima di pubblicare qualcosa ci si prenda il tempo necessario per rimuovere informazioni sensibili, per le aziende e per gli individui. Questo è ciò che la Commissione fa sempre e questo modo di fare dell’UE dovrebbe essere seguito da entrambe le parti”, sottolinea Thomas Regnier, portavoce responsabile della Commissione europea, in quella che è una esplicita critica agli Stati Uniti.
Non è la prima volta che l’amministrazione Trump è intervenuta in modo diretto contro le normative comunitarie in materia di internet. Nel corso dell’estate il presidente USA aveva mosso minacce contro la legge sui servizi digitali (DSA), la legge sui mercati digitali (DMA) e la tassazione delle grandi compagnie del web. Nuove pressioni sono state fatte anche in autunno. Trattandosi di società statunitensi, la lettura dell’inquilino della Casa Bianca è che si tratti di misure anti-USA, una narrativa che ha aveva già prodotto le ferme reazioni dell’UE che oggi (6 febbraio) Regnier si vede costretto a ripetere.
“In Europa c’è il principio generale per cui ciò che è illegale nella vita reale lo è anche online“, scandisce il portavoce, che chiarisce: “Quando ci sono grandi piattaforme che amplificano un determinato tipo di contenuto in Europa sono soggette a obblighi e diventano responsabili”. Tradotto: ci sono regole, regole europee, che vanno rispettate.
Le relazioni tra Unione europea e Stati Uniti restano, dunque, tese e anzi conoscono un nuovo, ulteriore, aggravamento. La pubblicazione di atti considerati confidenziali non viene presa bene a Bruxelles, dove si è decisi a tenere il punto. L’esecutivo comunitario si è prontamente attivato, assicura lo stesso portavoce, per provvedere alla tutela del proprio personale menzionato nel rapporto redatto a Washington. “Molti nomi di funzionari che lavorano su questo fascicolo sono stati resi pubblici. Permettetemi di rassicurarvi sul fatto che, naturalmente, la Commissione sostiene pienamente il suo personale” e “ai sensi dell’articolo 24 dello Statuto del personale ha anche il dovere e l’obbligo di proteggerlo nell’esercizio delle proprie funzioni. E questo potrebbe portare a fornire loro assistenza legale e finanziaria, se e quando necessario”, precisa.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




