Rider sfruttati e sottopagati, Glovo commissariato per caporalato: “40mila lavoratori sotto la soglia di povertà”

Febbraio 10, 2026 - 16:30
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Rider sfruttati e sottopagati, Glovo commissariato per caporalato: “40mila lavoratori sotto la soglia di povertà”

Paghe sotto la soglia di povertà per oltre 40mila lavoratori, collaboratori esterni utilizzati come dipendenti ma senza quelle garanzie contrattuali: l’accusa della Procura di Milano è di Caporalato da parte di Glovo e così Foodinho, la società che gestisce la piattaforma di food delivery, è stata messa sotto controllo giudiziario. Commissariata: un decreto d’urgenza eseguito dai carabinieri del Nucleo ispettorato lavoro di Milano che dovrà essere vagliato da un gip entro dieci giorni.

Secondo l’accusa ai rider sarebbero state erogate retribuzioni in alcuni casi “inferiori fino al 76,95%” rispetto alla soglia di povertà e dell’81,62% rispetto ai contratti collettivi di settore. In violazione dell’articolo 36 della Costituzione, quei salari non sarebbero stati adeguati né proporzionati alla qualità e alla quantità di lavoro per perseguire “una esistenza libera e dignitosa” dei lavoratori. Sono più di 40mila in tutta Italia.

“Sono sempre geolocalizzato tramite l’app e, se sono in ritardo con una consegna, Glovo mi chiama per sapere cosa succede (…) Il compenso varia tra 2,50 e 3,70 euro a consegna”, una delle testimonianze raccolte nelle indagini. Alcuni rider hanno raccontato che nel centro di Milano, tra la zona di Piazza Duomo e la Stazione Centrale, riuscivano a guadagnare anche 800 o 900 euro al mese per 12 ore di lavoro, l’equivalente di due euro e cinquanta di compenso medio. Altri hanno raccontato di aver “subito penalizzazioni” in caso di ritardi nelle consegne. Duemila i rider soltanto a Milano.

Iscritti nel registro degli indagati, dal pubblico ministero Paolo Storari, l’amministratore unico dell’azienda, lo spagnolo Miguel Oscar Pierre, e la società per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti per aver impiegato manodopera in “condizioni di sfruttamento” e “approfittando dello stato di bisogno”. Foodinho, fondata nel 2015, è interamente controllata da Glovo. Il suo capitale è detenuto da Glovoapp23 SA, la società ha sede a Barcellona e l’83% appartiene al gruppo tedesco Delivery Hero. Nessuna delle società controllanti è coinvolta nell’indagine della Procura di Milano.

Il controllo giudiziario prevede che la nomina di un amministratore da affiancare al management della società. Il boom delle consegne a domicilio con la pandemia da covid. Secondo la CGIL il 73% dei rider lavorano sei o sette giorni a settimana. Sono controllati costantemente tramite geolocalizzazione. Molti di questi lavoratori sono stranieri, hanno raccontato di mandare parte dei soldi nei loro Paesi d’origine ma anche di essere “in stato di bisogno economico”, per cui hanno scelto di lavorare a quelle condizioni.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia