Sorella uccisa con una coltellata, la lite tra Jlenia e Giuseppe Musella: “Mi ha svegliato urlando, la mia vita è finita”

Febbraio 5, 2026 - 12:30
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Sorella uccisa con una coltellata, la lite tra Jlenia e Giuseppe Musella: “Mi ha svegliato urlando, la mia vita è finita”

Giuseppe Musella ha ripetuto più volte agli agenti che non voleva uccidere la sorella Jlenia. “La mia vita è finita con quella di mia sorella. Non voglio l’avvocato, voglio andare in galera”, ha detto lo stesso 28enne fermato per l’omicidio di martedì pomeriggio a Ponticelli, Napoli Est, al Rione Conocal. Una sola coltellata, alla schiena, ma fatale per la sorella di 22 anni. Accusato di omicidio volontario – la convalida del fermo è prevista per domani – il ragazzo si è costituito, ha confessato, si trova nel carcere di Secondigliano.

Fratello e sorella vivevano insieme, figli di due genitori entrambi finiti in carcere. Ambiente legato allo spaccio e alla criminalità organizzata. Il 28enne ha spiegato di essersi arrabbiato perché stava dormendo e la sorella l’avrebbe svegliato urlando. Futili motivi. La sorella si sarebbe arrabbiata perché il cagnolino del fratello aveva fatto pipì nella sua stanza. La lite è degenerata: Jlenia avrebbe dato un calcio all’animale, schiaffi e pugni tra fratello e sorella.

Lui avrebbe alla fine afferrato un grosso coltello da cucina appoggiato su un mobile, avrebbe raccontato di averlo lanciato e non brandito. La lama ha comunque colpito e trafitto la sorella che scappava. La 22enne si è accasciata sul marciapiede. Ancora a torso nudo, il 28enne avrebbe caricato a quel punto la sorella sull’automobile e l’avrebbe portata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Villa Betania. E lì l’avrebbe lasciata, dove poco dopo sarebbe morta. Scene di dolore e disperazione all’esterno dell’ospedale, dove si è radunata una folla di parenti e amici. Non si sono registrate tensioni.

Poco prima di quella lite fatale, Jlenia Musella aveva pubblicato sui social un filmato in cui un uomo sembrava apparire con un coltello in mano, ma forse poteva essere anche una sigaretta elettronica. Il ragazzo intanto si era reso irreperibile, una ricerca che sarebbe durata poco. Gli inquirenti erano sulle sue tracce dopo aver visionato le immagini di una telecamera di video sorveglianza nei pressi del pronto soccorso. Si sarebbe costituito poco dopo confessando l’omicidio ma dicendo di non aver voluto uccidere la sorella. Sul caso indaga la Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinata dalla Procura partenopea.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia