Trapianto di cuore fallito a bambino di due anni, sono 6 i sanitari indagati: “Ogni giorno può essere l’ultimo”
Sono sei gli indagati per il trapianto di cuore a un bambino di due anni all’ospedale Monaldi di Napoli: cuore che sarebbe stato danneggiato, “bruciato” in una delle fasi prima dell’operazione. E il bambino intanto è in gravissime condizioni, in vita grazie a un macchinario al quale è attaccato da oltre 50 giorni. Sulla soglia di un coma farmacologico, la famiglia aspetta un altro trapianto urgente. A indagare sulla vicenda i Carabinieri del Nas di Napoli.
Gli indagati iscritti nel registro dalla Procura di Napoli sono medici e paramedici, tutti sarebbero stati coinvolti nell’equipe che ha effettuato l’espianto dell’organo a Bolzano e il trapianto a Napoli. Il reato ipotizzato al momento è quello di lesioni colpose. Non tutti i sanitari sospesi dalla direzione dell’ospedale risultano indagati. Sequestrato il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo dai militari del Nas su delega della Procura, sarà sottoposto a una perizia da parte di consulenti.
Il trapianto era stato fatto lo scorso 23 dicembre, la vicenda è emersa soltanto nei giorni scorsi dopo la denuncia dei genitori del bambino e alcuni approfondimenti. Il ministero della Salute ha previsto l’invio di ispettori all’ospedale di Bolzano, dove il cuore era stato espiantato. Dovranno fare chiarezza sulla vicenda, su tutta la dinamica dal trasporto via terra alla decisione di procedere con l’intervento.
Secondo le prime indiscrezioni, l’organo potrebbe esser stato danneggiato dall’utilizzo di ghiaccio secco al posto del ghiaccio normale. Secondo l’avvocato della famiglia del bambino, Francesco Petruzzi, sarebbe stato ustionato a freddo a causa delle temperature che possono scendere anche a 70 gradi sotto zero. Le indagini accerteranno le circostanze. Il bambino soffriva di una malformazione cardiaca, secondo la difesa, che comunque al momento gli permetteva di vivere la sua vita quotidiana e di andare a scuola. L’espianto avrebbe resto inutilizzabile l’organo malato e alla madre, sempre il legale, sarebbe stato detto che il cuore nuovo per qualche motivo non funzionava.
Il bambino resta comunque in condizioni molto critiche, è nella lista europea dei trapianti ma il cuore pediatrico è molto raro. Le sue condizioni peggiorano giorno dopo giorno. “Ogni giorno potrebbe essere l’ultimo”, le parole dell’avvocato. Un filone dell’inchiesta riguarda la chiusura del reparto: gli inquirenti stanno indagando sulla decisione di sospendere il servizio trapianti pediatrici adottato dalla direzione dell’ospedale Monaldi, dopo la denuncia presentata dai genitori del bambino.
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