Trump cede due comandi, ma non la leadership Nato

Febbraio 11, 2026 - 00:00
 0
Trump cede due comandi, ma non la leadership Nato

Come anticipato dalla testata francese La Lettre, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno lasciato il controllo di due dei tre principali comandi operativi della Nato agli alleati europei. L’Italia assume la guida del Joint Force Command Naples, responsabile del fianco Sud dell’Alleanza, mentre il Regno Unito prende in mano il Joint Force Command Norfolk, orientato all’Atlantico del Nord. Germania e Polonia si alternerebbero invece alla testa del JFC Brunssum, sul fianco orientale.

A prima vista, sembra un cambiamento storico. Ma basta leggere i dettagli per capire che la sostanza del potere rimane dove è sempre stata. Washington conserva il Saceur, il comando supremo alleato in Europa, mantiene la guida di Aircom e Landemo, e si appresta a prendere il controllo anche di Marcom. In pratica, gli Stati Uniti continuano a dominare la pianificazione delle capacità aeree, terrestri e marittime dell’alleanza, oltre all’infrastruttura di comando, controllo e tecnologia. Una svolta simbolica verso un pilastro europeo più forte, certamente. Ma il volante resta a Washington.

Questa tensione non è nuova, né sorprendente. Un recente rapporto del Centre for Security, Diplomacy and Strategy di Bruxelles analizza con precisione il nodo strutturale che il riassetto solleva: qualunque redistribuzione dei comandi deve essere guidata dalle capacità operative reali degli europei, non da logiche di equilibrio istituzionale. «Una prematura cessione di responsabilità di comando rischia di produrre una leadership vuota, minare la deterrenza ed erodere la fiducia nella capacità della Nato di agire con decisione in una crisi», si legge nel documento

Il documento propone un percorso in quattro tappe da completare prima e dopo il 2030: rafforzamento della capacità operativa europea su base multinazionale, riallineamento geografico dei comandi, cessione progressiva delle Joint Force Commands agli europei e, in una fase successiva, eventuale trasferimento anche dei comandi di dominio come Landcom, Aircom e Marcom. Ma tutto questo, avvertono gli autori, deve avvenire in sincronia con lo sviluppo effettivo delle capacità europee, non per anticiparlo.

Il problema è strutturale. La Nato dipende tuttora in misura sproporzionata dai fattori “abilitanti”statunitensi: intelligence e sorveglianza, difesa aerea integrata, attacco a lungo raggio, spazio, cyber, trasporto strategico. Questa dipendenza si riflette direttamente nella composizione dei comandi: oggi, i generali americani guidano non solo Saceur, ma anche i comandi di Napoli e Norfolk, Aircom, Landco e StrikforNato. Gli europei guidano Jfc Brunssum, Marcom e il Comando di supporto e abilitazione alleata.

Il riassetto prospettato rovescia in parte questo schema, ma non cambia la logica profonda: gli Stati Uniti si ritirano dalla prima linea operativa regionale, mantenendo però il controllo strategico assoluto. È, nelle parole del centro di Bruxelles, la differenza tra essere supported commanders – i comandi regionali, che ricevono supporto – e supporting commanders – i comandi di dominio, che lo erogano. I secondi, quelli che contano davvero in termini di fuoco e controllo dello spazio di battaglia, restano americani.

Per l’Italia, guidare il comando di Napoli sarebbe un riconoscimento politico significativo e un banco di prova operativo concreto sul Mediterraneo e il Mar Nero. Ma per trasformare quella poltrona in vera leadership, Roma dovrebbe investire molto di più in capacità multinazionali integrate, contribuire a costruire le flotte permanenti europee ipotizzate dal rapporto, e accettare un cambio di paradigma dalla logica nazionale – in cui si sommano contributi separati – a quella integrativa, in cui si fondono strutture di comando. Una transizione culturale, prima ancora che militare.

La domanda che rimane aperta – e che il documento riservato di La Lettre non risolve – è se questo riassetto rappresenti l’inizio di un’Europa che impara davvero a difendersi, o l’ennesima ristrutturazione organizzativa che soddisfa tutti senza cambiare nulla di essenziale. Il Centre for Security, Diplomacy and Strategy ha le idee chiare: «Riequilibrare i comandi Nato è necessario e fattibile – ma solo se guidato dalle capacità, non dal simbolismo».

L'articolo Trump cede due comandi, ma non la leadership Nato proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News