Tumore al pancreas, perché in questi giorni si parla tanto di Mariano Barbacid?
La recente pubblicazione su PNAS firmata dal gruppo di Mariano Barbacid ha mostrato, nei modelli murini, una strategia terapeutica capace di eliminare completamente il tumore al pancreas senza sviluppare resistenze. Un risultato che riaccende l’attenzione su uno dei tumori più aggressivi e difficili da trattare
di Elisabetta Turra
La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo: per la prima volta in modelli sperimentali il tumore al pancreas più aggressivo – l’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) – è stato eliminato completamente e in modo duraturo in topi da laboratorio utilizzando una nuova strategia terapeutica. I risultati di questo studio, pubblicati sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), rappresentano un potenziale punto di svolta nella ricerca su uno dei tumori più letali, caratterizzato da una sopravvivenza a cinque anni inferiore al 10% in molti Paesi. A guidare questo lavoro è stato Mariano Barbacid, biochimico spagnolo di fama internazionale e capo del gruppo di Oncologia Sperimentale del Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (CNIO) a Madrid. Ma chi è davvero questo scienziato e quale percorso lo ha portato a essere considerato uno dei nomi più importanti nella biologia del cancro?
Un’impresa scientifica nelle pagine di PNAS
Lo studio pubblicato in PNAS descrive una tripla terapia combinata che ha eliminato i tumori pancreatici nei topi senza sviluppare resistenza né causare effetti tossici rilevanti. Questa forma di approccio, che colpisce il cancro su più bersagli molecolari contemporaneamente, è particolarmente rilevante perché il PDAC è noto per la sua capacità di eludere trattamenti mirati bloccando una via di crescita e riattivandone altre. I ricercatori, guidati da Barbacid con la prima co-autrice Carmen Guerra e altri collaboratori, hanno combinato tre farmaci (inibitori diretti e molecole degradatrici) che insieme impediscono al tumore di sfruttare vie di fuga molecolari. Nei modelli murini, questi trattamenti hanno indotto regressione completa e duratura dei tumori senza effetti collaterali gravi, un risultato eccezionale per una delle neoplasie più difficili da trattare.
Dalle origini alla scoperta degli oncogeni: chi è Mariano Barbacid
Mariano Barbacid è nato a Madrid nel 1949 e ha completato il dottorato all’Universidad Complutense di Madrid nel 1974. Dopo un periodo di formazione negli Stati Uniti come post-doc presso il National Cancer Institute (NCI), ha avviato il suo gruppo di ricerca, dedicandosi allo studio delle basi molecolari del cancro già negli anni ’70. Nel 1982, Barbacid divenne celebre per l’isolamento del primo oncogene umano (H-RAS) e per aver identificato la prima mutazione genetica associata allo sviluppo di un tumore umano — risultati che hanno gettato le basi della moderna biologia oncologica. Nel corso della sua carriera ha anche isolato il gene TRK da un carcinoma del colon, contribuendo alla base molecolare di approcci di terapia agnostica (cioè indipendenti dall’organo d’origine del tumore). (fonte Mariano Barbacid – CNIO)
Un profilo internazionale tra premi, accademie e leadership scientifica
La reputazione di Barbacid trascende i confini spagnoli: nel 2012 è stato eletto membro straniero della National Academy of Sciences (USA) e nel 2014 è stato nominato Fellow dell’AACR (American Association for Cancer Research) Academy — uno dei riconoscimenti più prestigiosi per i ricercatori in oncologia a livello mondiale. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il Charles Rodolphe Brupbacher Cancer Research Prize e la Medaglia Echegaray della Royal Academy of Exact, Physical and Natural Sciences di Spagna. (Mariano Barbacid, PhD – American Association for Cancer Research (AACR)
Dal CNIO al mondo: una carriera dedicata alla lotta contro il cancro
Dopo anni di lavoro negli Stati Uniti e nel settore privato (inclusa una posizione di leadership alla Bristol Myers-Squibb), Barbacid è tornato in Spagna nel 1998 per fondare il Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (CNIO). Sotto la sua guida, il CNIO è diventato uno dei principali centri di ricerca oncologica in Europa, integrando laboratori di biologia molecolare, oncologia sperimentale e terapie innovative. Negli ultimi anni, pur avendo lasciato la direzione formale del CNIO per concentrarsi sulla ricerca, Barbacid è rimasto al centro di progetti volti a sviluppare strategiedi terapia molecolare avanzata per i tumori guidati da mutazioni del gene KRAS, inclusi quelli del pancreas e del polmone.
Quello che resta: tra entusiasmo scientifico e realismo
Ritornando allo studio che ha riportato Barbacid al centro del dibattito scientifico è importante ricordare, come sottolineano gli stessi autori, “che i risultati ottenuti nei modelli animali non sono immediatamente traslabili nelle cure cliniche per l’uomo”. Sebbene lo studio su PDAC abbia eliminato i tumori nei topi, non si tratta ancora di una cura pronta per i pazienti: serviranno anni di studi clinici, ottimizzazione dei dosaggi e valutazioni di sicurezza. Tuttavia, l’ecosistema scientifico internazionale riconosce che questo passo rappresenta una nuova traiettoria nella lotta contro uno dei tumori più letali, e sottolinea l’importanza di approcci sistemici e combinati nella terapia oncologica.
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