Tutti in attesa di aprire un vertiporto in Italia. Varese compresa
In attesa del piano regolatorio e autorizzativo da parte di Enac, Enav e Easa, gli addetti ai lavori, costruttori di infrastrutture in primis, pianificano le strutture che verranno. Ne parliamo con Giancarlo Zema, della Zema Design Group che sta progettando il Vertiporto Hub di Varese
Varese in pole position per essere in grado di ospitare uno tra i primi vertiporto italiani, ovvero un’infrastruttura che permetterà il decollo, l’atterraggio e la gestione di velivoli Vtol (Vertical Take-Off and Landing), compresi i taxi volanti elettrici (eVtol) che, forse, modificheranno la mobilità aerea urbana o di piccolo cabotaggio.
La notizia rimbalza all’evento organizzato proprio a Varese da Adi Lombardia per attenzionare il tema del ruolo del design sistemico, strategico e operativo nello sviluppo di infrastrutture legate alla mobilità urbana e suburbana.
Ma non è una novità. È dal 2024 che Giancarlo Zema, dell’omonima Zema Design Group sta lavorando perché il progetto dalla carta diventi realtà. Anche con l’appoggio del sindaco di Varese, Davide Galimberti.
Il progetto del Vertiporto di Varese
Perché questo avvenga servono ancora dei passaggi, anche burocratici e amministravi da smarcare. Non solo in Italia: “a oggi in Europa non si può ancora volare con questo genere di sistemi – spiega Zema, che abbiamo raggiunto per avere contezza del tema – stiamo attendendo il piano regolatorio e autorizzativo da parte di Enac, Enav ed Easa“.
Zema prevede che entro cinque anni ci sia il via libera, ma avvisa: “è importante partire da subito con la pianificazione delle infrastrutture e dei collegamenti per non perdere il vantaggio competitivo con il resto del mondo, che invece viaggia a velocità doppia, come Cina e Medio Oriente“.
Ma perché proprio a Varese un vertiporto?
Si è partiti da Varese perché è quella logisticamente più vicina agli altri progetti di vertiporti previsti in Italia (Bologna, Milano, Roma e Venezia), ma soprattutto perché è all’interno dell’area dei sette laghi a due passi dalla Svizzera.
Location d’eccezione da un punto di vista paesaggistico e di business strategico. Il progetto di rigenerazione urbana è quello di realizzare un nodo di intermodalità sostenibile e lanciare una nuova forma di turismo aereo culturale, alla riscoperta del territorio Italiano da un punto di vista inedito, il cielo.
Qual è l’area individuata e perché vi siete concentrati su questa?
Il progetto nasce dalla volontà di Fs Sistemi Urbani del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane di riqualificare le aree accanto alle principali stazioni ferroviarie d’Italia, attraverso degli edifici polifunzionali, dei Mobility Hub eco sostenibili.
Quindi, l’area individuata è quella di Piazzale Trieste, accanto alla Stazione di Varese e il magazzino merci, ormai in disuso dagli anni 90. Attualmente vi è un parcheggio ma il potenziale urbanistico di quest’area è enorme per la realizzazione di un Vertiporto.
Vuole riassumere anche i dettagli tecnici del progetto?
L’intervento per il progetto del Vertiporto Hub di Varese si colloca nell’area di forma trapezoidale, adiacente alla Stazione Ferroviaria di Varese ed esattamente all’interno di Piazzale Trieste per una superficie totale di circa 7.000 Mq con annesso magazzino merci, ormai in disuso, di 1.200 Mq di superficie.
L’area di intervento confina a nord-est con il complesso ospedaliero Filippo Del Ponte. Il progetto di riqualificazione di Piazzale Trieste, rientra all’interno di un più ampio Masterplan che coinvolge Piazzale Kennedy.
L’edificio si sviluppa su tre livelli, così composti: piano terra da 1.850 Mq, piano primo da 1.500 Mq e un tetto giardino destinato a vertiporto di 3.200 Mq. L’area esterna attrezzata è così composta: spazi comuni 480 Mq, aree verdi attrezzate 1.500 Mq, Smart Kiosk – Info Point 20 Mq.
Il parcheggio si colloca nei due piani interrati di 3.800 Mq ciascuno per un totale di 300 posti auto, oltre a 6 posti a livello stradale per auto elettriche o disabili con ricariche ultra fast.
La copertura del Vertiporto è caratterizzata da ampia superficie fotovoltaica per un totale di 1.200 Mq per una produzione di 200 kWp. Per lo stoccaggio dell’energia prodotta di prevedono batterie a idrogeno di ultima generazione.
L’edificio utilizzerà anche sistemi e tecnologie a idrogeno per la produzione di energia e riscaldamento per un totale previsto di 300 kWp. Il Vertiporto Hub di Varese, punta a essere la prima infrastruttura polifunzionale in Europa, completamente dedicata alla mobilità aerea urbana del futuro.
Un progetto di architettura organica, eco sostenibile che si slancia verso l’alto, quasi sospesa, all’interno di un parco urbano tecnologico totalmente off-grid. Il tetto giardino diventa sofisticata area di decollo per droni passeggeri.
Come è finanziato il progetto e quanto costa?
Sono progetti questi molto particolari e delicati che si avviano solo con finanziamenti di tipo pubblico-privato. Il costo non sarà eccessivo, considerando il ritorno per la città in termini di riqualificazione urbana, usi sociali e rilancio del turismo locale.
Una volta in regola con tutti i permessi in quanto tempo riuscirete a realizzare l’opera?
Con i tempi italiani, circa 2-3 anni.
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