UniCredit: utile netto in aumento a 10,6 miliardi nel 2025, obiettivo 11 miliardi nel 2026

Febbraio 10, 2026 - 11:00
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UniCredit: utile netto in aumento a 10,6 miliardi nel 2025, obiettivo 11 miliardi nel 2026

UniCredit chiude il 2025 con un utile netto pari a 10,6 miliardi di euro, in aumento del 13,6 per cento su base annua. Il gruppo registra risultati “record” per il quarto trimestre dell’anno e l’interno esercizio, con “aspettative superate su tutte le linee operative, sull’utile netto e sul capitale, nonostante l’assorbimento di 1,4 miliardi di euro di poste straordinarie (nelle linee dei proventi da negoziazione e degli oneri di integrazione) per rafforzare e proteggere ulteriormente la traiettoria di medio periodo futura”. Il completamento del piano “UniCredit Unlocked” ha portato al raggiungimento di “20 trimestri consecutivi di una crescita redditizia di qualità e in grado di generare capitale, che riflettono cinque anni di attuazione disciplinata del piano”. I ricavi netti ammontano a 23,9 miliardi di euro nel 2025, in calo del 1,4 per cento rispetto al 2024. I costi operativi si attestano a 9,4 miliardi di euro, sostanzialmente invariati su base annua. UniCredit fissa l’obiettivo di un utile netto di circa 11 miliardi di euro nel 2026 e di circa 13 miliardi nel 2028. L’ambizione, inoltre, è quella di incrementare i ricavi netti ad oltre 25 miliardi di euro nel 2026 e a circa 27,5 miliardi nel 2028. Il gruppo prevede poi distribuzioni totali cumulate agli azionisti pari a circa 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni e pari a circa 50 miliardi nei prossimi cinque anni. Distribuzioni annue aggiuntive saranno valutate di anno in anno sulla base del capitale in eccesso a disposizione.

“UniCredit ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 raggiungendo 10,6 di euro miliardi di utile netto, in rialzo del 14 per cento rispetto allo scorso anno, ed un RoTE del 19,2 per cento, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative”, ha dichiarato l’Amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel. “Questo risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi di euro nell’anno, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo. Abbiamo concluso l’anno con un solido Cet1 ratio del 14,7 per cento e una distribuzione agli azionisti tra le migliori nel settore per 9,5 miliardi, di euro dei quali 4,75 miliardi in dividendi. Abbiamo dato prova ulteriore di una efficienza operativa fra le migliori nel settore e pari al 38 per cento. La nostra ambizione sta portando con costanza a sovraperformare in termini di crescita redditizia e in grado di generare capitale e in termini di distribuzioni, e siamo fiduciosi di poter mantenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni”, ha sottolineato Orcel, che ha proseguito: “Guardando avanti, la forza combinata delle nostre persone, delle nostre fabbriche prodotto, della nostra capacità di servire i clienti con un approccio multicanale, e delle nostre risorse nell’ambito digitale, dei dati e della IA supporta la nostra ambizione di conseguire una crescita redditizia attrattiva e in grado di generare capitale che porti ad un utile netto pari a circa 13 miliardi di euro e ad un RoTE superiore al 23 per cento nel 2028, con la prospettiva di un ulteriore miglioramento nel 2030. Rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico e siamo entusiasti di quello che il futuro ha in serbo per UniCredit, per i nostri investitori, per i nostri clienti, per le nostre persone e per le nostre comunità”.

Il nuovo piano “UniCredit Unlimited”, secondo l’Ad, può generare “molto più valore delle fusioni e acquisizioni. Tuttavia, l’Europa ha bisogno di più fusioni e acquisizioni, in ogni singolo mercato, ma in particolare a livello transfrontaliero”. “Abbiamo molto da offrire agli azionisti anche senza queste operazioni. Siamo estremamente disciplinati”, ha specificato Orcel, che ha aggiunto: “Riteniamo che ci sia molto valore da creare per le banche di altri mercati che si uniscono al nostro percorso. E se gli azionisti decideranno di farlo a condizioni vantaggiose per loro, noi agiremo”. Le operazioni di fusioni e acquisizioni “non sono una necessità per noi”, ha ribadito l’Ad di UniCredit, evidenziando come tali operazioni rappresentino “un acceleratore” della strategia di crescita ma saranno realizzate “solo se rispetteranno i nostri parametri e se aumentano valore per i nostri azionisti”. Su Commerzbank “pensiamo che al momento giusto, se le condizioni saranno favorevoli, tutto accadrà nel modo corretto. E se non dovesse accadere, abbiamo molto da fare in alternativa”, ha precisato. Con Generali “parliamo regolarmente, sono uno dei nostri partner industriali”. Il resto “sono fantasie di persone che hanno bisogno di creare storie, non c’è nient’altro”, ha rimarcato Orcel, che ha infine escluso un piano di fusione con la greca Alpha Bank, di cui il gruppo di Piazza Gae Aulenti detiene circa il 30 per cento. “Il livello di cooperazione è a volte maggiore di quello che abbiamo con banche che controlliamo al 100 per cento”, ha concluso.

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