27 gennaio, il Giorno della Memoria 2026 – Mattarella: “Serve azione rigorosa Ue contro l’antisemitismo”. Segre: “Non si può usare Gaza contro questa giornata”
Oggi 27 gennaio 2026 è il Giorno della Memoria: il mondo ricorda le vittime dell’Olocausto. La ricorrenza è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu per non dimenticare l’orrore del genocidio nazista che portò allo sterminio del popolo ebraico e di altre minoranze. Cerimonie e commemorazioni in Italia e all’estero: al Quirinale presenti il presidente Mattarella e la premier Meloni oltre alla senatrice a vita Liliana Segre e Sami Modiano, sopravvissuti alla Shoah. Ma ci sono anche le polemiche dei gruppi pro-Pal contro il Pd per il disegno di legge contro l’antisemitismo a firma di Graziano Delrio, accusato di voler censurare le critiche contro Israele per quanto accaduto a Gaza: un presidio sotto la sede dem a Roma, vietato ieri (lunedì) dal questore della Capitale, dovrebbe tenersi ugualmente senza autorizzazione. Segui la giornata con la nostra diretta.
Nel Giorno della Memoria aleXsandro Palombo torna alla Caserma Montello di Milano con un nuovo murale che ritrae Primo Levi e Anna Frank, realizzato su ciò che resta delle opere dedicate nel 2025 ai sopravvissuti della Shoah Liliana Segre, Edith Bruck e Sami Modiano, “murales ripetutamente colpiti da azioni antisemite”, si specifica in una nota. Nella prima opera, intitolata ‘Arbeit Macht Frei’ e dedicata a Edith Bruck, la grande stella blu di David era stata rimossa dalla bandiera d’Israele che copriva le spalle della scrittrice ungherese. Sulle figure dei tre sopravvissuti era stata disegnata una grande stella di David, il segno uguale e la svastica nazista. Tutte le stelle di David gialle, simbolo di esclusione e sterminio, erano state sfregiate. Negli episodi più recenti le opere erano state completamente ricoperte di vernice bianca; su quella superficie erano poi comparse nuove scritte, tra cui ‘Israeliani nazisti’, ‘Palestina libera’ e ‘Gaza campo di concentramento’, quest’ultima tracciata proprio sopra il motto ‘arbeit macht frei’ presente in uno dei lavori originali. “È in questo clima globale di violenza antisemita conclamata che nasce ‘Memory Is No Longer Enough’ con cui l’artista trasforma quei muri feriti dall’odio antiebraico in un gesto di denuncia e di riflessione sul ruolo della Memoria oggi”, si legge ancora nella nota. Il murale raffigura Primo Levi e Anna Frank seduti a terra, entrambi in uniforme da deportati di Auschwitz con la stella gialla cucita sul petto. I loro volti guardano verso l’alto, dove si apre una volta simbolica composta da decine di stelle gialle con la scritta ‘Jude’. “Nell’opera questi simboli non sono più un marchio di esclusione imposto dal regime nazista, ma diventano un firmamento in memoria dei sei milioni di ebrei uccisi nel genocidio nazista”, prosegue la nota. “La Memoria resta fondamentale, ma da sola non basta più a contrastare l’antisemitismo nelle sue forme nuove e mutevoli – afferma aleXsandro Palombo – Dall’antisemitismo è iniziato tutto, è da quell’odio che ha preso forma la macchina della Shoah. Per questo serve un’azione collettiva e legislativa urgente”. Nel 2025 il Museo della Shoah di Roma ha acquisito nella propria collezione le opere Anti-Semitism, History Repeating e The Star of David di Palombo, oggi esposte di fronte al Portico d’Ottavia. I lavori raffigurano Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck, “sopravvissuti alla Shoah e testimoni della memoria – conclude la nota – e rappresentano uno dei nuclei più riconosciuti dell’impegno dell’artista contro l’antisemitismo”.
L’Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in occasione del Giorno della Memoria. Al fianco del presidente Ignazio La Russa è seduta la senatrice Liliana Segre.
“Durante il nazismo, tra il 1940 e il 1944, il Castello di Hartheim fu trasformato in un centro di sterminio: qui migliaia di persone con disabilità fisiche e mentali, malate psichiatriche o considerate dal regime ‘inermi, e quindi ‘inutili’, furono uccise soprattutto attraverso le camere a gas. Le vittime venivano spesso trasferite in questo castello con l’inganno, per esempio promettendo cure e terapie. Il programma Aktion T4 fu infatti uno dei precedenti diretti dell’Olocausto, coinvolgendo perfino il personale sanitario, basandosi in primis sull’ideologia dell”eugenetica’ e della ‘vita indegna di essere vissuta’. Per questo nel Giorno della Memoria voglio oggi ricordare questa parte ulteriormente drammatica della storia, spesso lasciata in penombra, per ricordarci quanto sia importante difendere non solo la vita ma anche la dignità di ogni persona a prescindere dalla sua condizione psico-fisica”. È quanto dichiara Iacopo Melio, consigliere del Pd nel consiglio regionale della Toscana, in occasione del Giorno della Memoria.
“Ricorre oggi il Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio del popolo ebraico e delle altre innumerevoli vittime da parte della ferocia nazifascista. A distanza di tanti anni, resta immutato il profondo orrore di fronte a una simile barbarie. La Shoah non può essere in alcun modo cancellata dalla memoria collettiva. Non dobbiamo mai dimenticare il massacro di milioni di donne, di uomini inermi, di anziani indifesi, e di bambini innocenti”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione della commemorazione del Giorno della Memoria nell’Aula di Montecitorio. “Le leggi di Norimberga che sancirono la politica antisemita del regime nazista e le leggi razziali adottate nel ’38 dal fascismo restano una delle pagine più buie e vergognose della nostra storia – ha sottolineato nel suo intervento -. Ma in quegli anni crudeli vi furono uomini e donne che, anche nel nostro Paese, a rischio della propria incolumità, si prodigarono per salvare tanti ebrei, aiutandoli a fuggire dalla morte sicura. 794 italiani sono stati riconosciuti tra i Giusti tra le nazioni”.
La commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato a maggioranza – con i voti contrari di Pd, M5S e Avs – il ddl a prima firma Massimiliano Romeo come testo base sull’antisemitismo. Il termine per la presentazione degli emendamenti scadrà il prossimo 10 febbraio.
“La parola ‘memoria’, che celebriamo oggi, non significa solo custodire un ricordo del passato, ma renderlo vivo e attuale ogni giorno. Per questo, oggi, la Giornata della Memoria degli orrori del Novecento non può non essere anche memoria degli orrori del 7 ottobre. E per questo il ‘mai più’ che pronunciamo solennemente il 27 gennaio di ogni anno passa oggi anche dall’esistenza e dalla sicurezza di Israele. Confinare l’antisemitismo nel tempo e nello spazio, mentre riemerge prepotente intorno a noi sfruttando cinicamente le sofferenze delle popolazioni, sarebbe solo un esercizio di retorica. Mai più è ieri, oggi, domani”. Lo dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
“Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è solo un dovere della memoria: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso. Questa cerimonia è l’occasione per esprimere, con orgoglio e responsabilità, il patriottismo italiano e repubblicano che ci rende custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica e inalienabile, della persona umana. Custodi della democrazia“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
“Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione per chi coltiva odio”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
“Elena Loewenthal, parlando della tragica concatenazione degli eventi che si ricorda nel ‘Giorno della Memoria, ha scritto che gli ebrei, che l’hanno subita, ‘ci sono precipitati dentro. Era buio’. Il buio di cui parla Elena Loewenthal è quello della ragione, della morale, dei sentimenti di umanità e di pietà. La notte, senza stelle e senza speranza, di Elie Wiesel, dove appaiono solo le fiamme dei forni crematori e dove il cielo disperde nel fumo corpi, identità, storie, affetti, sogni di migliaia e migliaia di vittime. Il buio in cui si sviluppò la fitta nebbia di paura, di indifferenza, di opportunismo che pervase tanta parte della popolazione: anche padri e madri esemplari, rispettosi della propria religione, cittadini irreprensibili, educatori scrupolosi, militari e funzionari che ritenevano di avere un alto senso dell’onore. Quella cupa oscurità che si scatenò come un ciclone spaventoso nel cuore della civile Europa, abbattendo secoli di conquiste, di istituzioni civili, di grandi scuole di diritto, supera il suo tempo e i suoi confini, perché si insinua nel profondo dell’animo umano”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
“Quest’anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia. Come ha scritto il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste ‘è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica’. La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per quello in cui credevano”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
“Oggi, Giornata della Memoria, vorrei ricordare che la Chiesa rimane fedele alla posizione ferma della Dichiarazione ‘Nostra Aetate’ contro tutte le forme di antisemitismo e respinge qualsiasi discriminazione o molestia per motivi etnici, di lingua, nazionalità o religione”. Lo scrive su X Papa Leone XIV. Il Pontefice posta anche un link al testo della dichiarazione ‘Nostra Aetate’.
“In questo giorno siamo qui per ricordare la schiera di vittime incolpevoli – sei milioni di persone – soffocate nelle camere a gas, trucidate dai plotoni di esecuzione, perite per i maltrattamenti e per l’inedia dentro le cupe mura dei ghetti: anziani, giovani, donne, uomini, bambini, neonati. Ebrei, in massima parte, rom e sinti, omosessuali, dissidenti politici, appartenenti a minoranze religiose, disabili, malati di mente. Tutti definiti appartenenti a categorie non degne di vivere. Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo; e da tanti dei suoi adepti venduti ai carnefici nazisti, con la complicità della monarchia, di tanti che si ritenevano intellettuali, di parte della popolazione”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale. “Non possiamo limitarci a questo sentimento, per quanto sincero e doveroso: sarebbe un’occasione mancata. Sarebbe un errore”, ha però aggiunto.
“Di queste menzogne si sono nutriti i totalitarismi del Novecento. Se ne alimentano ancora oggi razzismo e antisemitismo. A queste menzogne attingono ai nostri giorni i despoti, gli aggressori”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
“Il sistema di sterminio, di morte, di depravazione, che ha il suo culmine nella spaventosa macchina di morte di Auschwitz, è stato il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna. Una menzogna che si sviluppa lungo la storia e di cui la Shoah è stata la conseguenza più grave e mostruosa. La menzogna che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani. Che la vita, la dignità, i diritti, inviolabili e inalienabili, di ciascuno di essi possano essere posti in dubbio, negati, calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale. “Ma la grande menzogna della Shoah, nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti, nelle menti perverse di ideologi e di gerarchi, si diffuse e si sparse attraverso una infìda ma efficace campagna di propaganda e di manipolazione, che sfruttava l’antico pregiudizio antiebraico presente in larghi strati della popolazione europea. Fu così che la pretesa inferiorità razziale, teorizzata, proclamata, insegnata e, infine, tradotta in legge, portò ineluttabilmente all’individuazione degli ebrei – una minoranza assai ridotta dal punto di vista numerico – come il pericolo per la sopravvivenza del popolo, della nazione”, ha aggiunto il Capo dello Stato.
Negli attacchi alla senatrice a vita Liliana Segre ci sono “volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati. Volgarità e imbecillità che non ne riducono la gravità: il loro riproporsi e diffondersi è indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
“Ogni volta che ci accostiamo al tema della Giornata della Memoria, ogni volta che assistiamo alla rievocazione di quell’inferno sulla terra, ogni volta che sentiamo narrare le storie delle vittime e dei loro aguzzini, veniamo colti, nonostante i tanti decenni che ormai ci separano da quella tragica catena di mostruosità, da angoscioso sbigottimento. Come se quella discesa dolorosa – ricordata, studiata, analizzata – al punto più oscuro della storia dell’uomo, riservasse sempre la scoperta di nuovi episodi, di nuove pagine, di un orrore che sembra non avere mai fine. Perché, in realtà, non ha mai fine”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale.
“Se mi chiedono se si può parlare di Gaza nel Giorno della Memoria rispondo che certamente se ne può parlare. Il valore universale degli insegnamenti che derivano dalla Shoah ci porta a riflettere sempre sulle tragedie e i crimini che ancora dilagano nel modo. Si può, si deve parlare di Gaza, di Iran, di Ucraina, del Venezuela, del Sudan e di tutto ciò che offende l’umanità e chiama in causa la nostra responsabilità di cittadini di un mondo globale. Il problema è un altro: non si può usare Gaza contro il giorno della memoria, tentare di oscurarlo, alimentare o lasciar correre ossessivi tentativi di banalizzazione, di distorsione o di inversione della Shoah”. Così la senatrice a vita Liliana Segre, nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Assistiamo a “un terremoto umano, morale. Un crollo del sapere e del rigore metodologico e scientifico. Un dirupo sul quale si è giunti nuovamente dopo novant’anni dal varo delle leggi razziali a Norimberga nel ’35, di processi avviati 80 anni fa oggi celebrati sommariamente contro ogni sopravvissuto ed ebreo”. Così Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Vediamo sassi di pietra vera lanciati contro ebrei e luoghi ebraici, pietre di inciampo calpestate e offese alla memoria che ci lasciano impietriti e sgomenti“, sottolinea.
Il presidio pro-Pal di questo pomeriggio alle 17 a Roma davanti alla sede del Pd nazionale “si terrà lo stesso” nonostante il provvedimento di divieto firmato dal questore della Capitale. “Nessun passo indietro”, scrivono gli organizzatori in una storia su Instagram. “L’unica cosa che deve indietreggiare sono i ddl che vogliono criminalizzare la solidarietà con la Palestina. La nostra memoria è buona e quando si dice: ‘mai più’ intendiamo basta genocidio del popolo palestinese basta complicità con lo stato sionista”.
“Purtroppo, a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione del Giorno della Memoria.
“Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione del Giorno della Memoria.
Al via, al Quirinale, la celebrazione del Giorno della Memoria con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Presenti tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il vicepremier Antonio Tajani, i ministri Giuseppe Valditara, Matteo Piantedosi, Alessandro Giuli e Andrea Abodi, la senatrice a vita Liliana Segre e Sami Modiano, sopravvissuti ai campi di sterminio.
“Auschwitz rappresenta il capitolo più buio della storia umana. Sei milioni di ebrei furono assassinati dai nazionalsocialisti tedeschi durante la Shoah. Il ricordo di questo evento non deve mai svanire. La nostra responsabilità storica rimane: in questo Giorno della Memoria, ricordiamo questi crimini incommensurabili. Antisemitismo, razzismo e xenofobia non devono avere posto in Germania. Questo vale oggi, domani e per sempre”. Così il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in un messaggio sui suoi canali social.
“Il 27 gennaio non è una data che appartiene solo al passato. Ricordare la Shoah, l’abisso dei campi di sterminio e la vergogna delle leggi razziali non è un rito formale né una stanca consuetudine istituzionale. Onorare le memoria di tutte le vittime della barbarie nazifascista è oggi più che mai fondamentale, non solo per contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, ma anche per combattere un nemico più subdolo e insidioso: l’indifferenza che permette al male di radicarsi. Nel nostro Paese non potrà mai esserci spazio per la violenza e l’antisemitismo. Per questo è necessario dare nuovo slancio all’impegno di Istituzioni e società civile nel contrastare i reati d’odio, fronteggiare l’intolleranza e preservare il tessuto sano della nostra società. Mi appello alle giovani generazioni: la memoria è l’antidoto più forte per difendere e proseguire nella costruzione di quel futuro di pace e coesione che abbiamo ereditato grazie al sacrificio di tutti coloro che hanno combattuto contro regimi e totalitarismi, a costo della propria vita”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
“Per non dimenticare mai. Siamo nel cuore del ghetto ebraico più antico d’Europa. Venezia 1516, per ricordare. E ancora oggi i bimbi, le famiglie, i veneziani e i turisti che passano ricordano quello che mai più nella storia dovrà accadere: la persecuzione e il tentativo di sterminio, di cancellazione di un intero popolo. È uno dei ghetti delle comunità ebraiche meglio conservati del mondo. Però nel ‘Giorno della Memoria’, al di là di tante parole, tanti impegni, tanti convegni, perché mai più accada quello che è accaduto, occorre costruire rispetto. Quindi, sempre con le comunità ebraiche, col diritto alla libertà di religione, di parola, di pensiero in tutto il mondo e contro chi vuole ancora oggi cancellare dalla faccia della terra un intero popolo“. Così il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, in un video su Facebook. “E penso ai fanatici, agli estremisti islamici che anche in queste ore hanno parole di odio e di violenza. E, quindi, che nel cuore del ghetto ci sia un simbolo di pace e di futuro è qualcosa di fondamentale”, aggiunge indicando un albero di ulivo. “E occorre ricordare quello che è accaduto perché non riaccada e combattere ogni tipo di violenza e di parole che riportano allo sterminio che mai più accada. Sempre dalla parte del popolo ebraico, sempre dalla parte di Israele contro ogni forma di violenza e di antisemitismo in Italia e in tutto il mondo“, conclude.
“Bisogna ricordare e la speranza e l’auspicio è che questo non accada mai più. L’antisemitismo è odio per gli ebrei in quanto ebrei. Non ci sono altre spiegazioni. È talmente terribile che bisogna ancora lavorare sull’elaborazione perché abbiamo visto dopo il 7 ottobre un rigurgito di antisemitismo. In alcune città addirittura la caccia agli ebrei. Inaccettabile per le società moderne. Non solo per proteggere gli ebrei ma le nostre democrazie. Questo il senso della lotta all’antisemitismo”. Sono le parole del presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun a margine della tradizionale deposizione floreale in Largo 16 ottobre, nel quartiere ebraico, a ricordo del rastrellamento degli ebrei romani nel 1943, in occasione della Giornata della memoria.
“Fare memoria non vuol dire solo ricordare: vuol dire coltivare l’impegno quotidiano perché ciò che è accaduto non accada più. La memoria dell’Olocausto, il momento più buio della storia umana, è consapevolezza di ciò che ha portato all’assassinio sistematico e pianificato di oltre 6 milioni di ebrei cancellando intere generazioni, e di altre comunità che i nazifascisti e chi ha collaborato con loro ritenevano inferiori, di rom e sinti, di persone con disabilità e omosessuali, di oppositori politici. Uno sterminio perpetrato negando la loro stessa umanità”. Lo scrive sui social la segretaria del Pd Elly Schlein. “La Giornata della Memoria è stata istituita per ricordare l’Olocausto, le leggi razziali, la resistenza di chi si è opposto all’orrore. Per questo la memoria deve chiamare tutte e tutti a una costante e attiva vigilanza per estirpare le radici dell’odio dalle nostre società, a una concreta opera di costruzione quotidiana di una società fatta di rispetto per l’altro, di eguaglianza, di giustizia e libertà, di contrasto di ogni revisionismo e di ogni discriminazione, a partire dai rigurgiti antisemiti. Su questo non ci stancheremo mai di tenere alta l’attenzione. Perché se ciò è accaduto, nessuno può esser certo che non accada di nuovo, e abbiamo il dovere di imparare dalla storia e dalla memoria“, aggiunge.
“La Shoah è un male universale che non potrà mai essere dimenticato. Oggi ricordiamo le vittime dell’Olocausto perché la Memoria è l’unico antidoto contro l’indifferenza. Difendere i diritti e la dignità della persona umana è una responsabilità che va trasmessa alle nuove generazioni per prevenire ogni forma di odio e di discriminazione. In un mondo già duramente segnato da conflitti e crisi umanitarie, la #Shoah resta un monito attuale che richiama al dovere di respingere la violenza, in qualunque forma essa si manifesti. La crescita dell’antisemitismo e del razzismo è una deriva inaccettabile che va contrastata con fermezza, ogni giorno. Ricordare l’orrore è necessario per non voltarsi mai dall’altra parte”. Lo scrive sui social la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati.
“Ricordiamo oggi milioni di vite innocenti spezzate dal nazifascismo, da un’ideologia di odio e negazione della dignità umana. Onore a chi, a rischio della vita, scelse l’umanità contro l’indifferenza“. Lo scrive sui social il presidente della Camera Lorenzo Fontana in occasione della Giornata della Memoria.
Questo articolo 27 gennaio, il Giorno della Memoria 2026 – Mattarella: “Serve azione rigorosa Ue contro l’antisemitismo”. Segre: “Non si può usare Gaza contro questa giornata” proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




