Ciclone Harry, Ue: “Intensificare la preparazione agli impatti, in arrivo quadro per la resilienza climatica”
Bruxelles – “Intensificare radicalmente la preparazione agli impatti climatici”, perché i tragici eventi in Spagna, Portogallo, Italia, Malta e Grecia “non saranno gli ultimi di questa portata”. È l’appello che la commissaria europea per la Cooperazione internazionale, gli Aiuti umanitari e la Risposta alle Crisi, Hadja Lahbib, ha portato oggi (10 febbraio) alla plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo, nel corso del dibattito sugli eventi meteorologici estremi e, nello specifico, sul ciclone Harry che dal 19 al 21 gennaio ha causato danni profondi in Grecia, Italia, Malta e Portogallo. “I nostri strumenti finanziari devono essere a prova di danni estremi”, ha spiegato la commissaria belga anticipando agli eurodeputati le prossime mosse dell’esecutivo europeo in materia di catastrofi naturali. “La valutazione climatica fatta nel 2024 dall’Unione Europea ha dimostrato che non siamo pronti” e per questa ragione “la Commissione europea sta preparando un quadro integrato per la resilienza climatica, un programma di sostegno per costruire la resilienza fin dalla progettazione”, ha annunciato.
La recente catastrofe naturale che ha colpito il Sud Europa è approdata tra i primi temi all’ordine del giorno dell’Eurocamera di Strasburgo. Il dibattito non si è concentrato tanto sulle cause degli eventi estremi, quanto sulla necessità di rafforzare la prevenzione e la capacità di risposta dell’Unione Europea, anche attraverso strumenti finanziari comuni in grado di sostenere gli Stati membri colpiti.
“Sappiamo che questi eventi tragici in Spagna, Portogallo, Italia, Malta e Grecia non saranno gli ultimi” e, pertanto, “investire nella preparazione paga sempre, sia economicamente che di vite salvate”, ha affermato la commissaria. Lahbib ha ricordato che la Commissione Europea “ha adottato la strategia sulla prontezza e resilienza idrica l’anno scorso”. Un documento che punta a ripristinare e proteggere il ciclo dell’acqua, dalla sorgente al mare, per rafforzare la resilienza dell’Europa di fronte a inondazioni, siccità e carenze idriche. La commissaria ha citato anche altri strumenti di sostegno messi a disposizione dall’Unione Europea. Come il fondo di solidarietà dell’Unione Europea, creato “per contribuire nel sostegno post calamità e aiutare Paesi a superare eventi estremi”. Il fondo è destinato a integrare le spese pubbliche sostenute dagli Stati colpiti – che hanno 12 settimane dalla data della catastrofe per presentare la richiesta di accesso al Fondo europeo di solidarietà -, finanziando le operazioni essenziali di emergenza.
Ma non basta. Secondo la Commissione Europea, gli strumenti esistenti non sono sufficienti per affrontare le catastrofi naturali sempre più frequenti e intense. Per questo, nell’agenda di palazzo Berlaymont figura anche la creazione di un quadro integrato per la resilienza climatica, accompagnato da un programma di sostegno per “costruire la resilienza fin dalla progettazione: comprenderà una proposta legislativa snella e misure di sostegno”, ha anticipato Lahbib. Il punto è che “i cittadini, le imprese e i responsabili politici hanno bisogno di informazioni migliori sulle realtà climatiche che potrebbero dover affrontare e su come prepararsi a tali impatti”, e il nuovo quadro “contribuirà a chiarire la responsabilità dei rischi, a sfruttare le conoscenze sul campo e a garantire la flessibilità necessaria per tenere conto delle circostanze particolari di ciascuno Stato membro dell’UE”. Inoltre, Lahbib ha osservato che, per il prossimo Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034, la proposta della Commissione europea è di quintuplicare i fondi per il Meccanismo di protezione civile dell’Unione, portandoli a 10,7 miliardi.
Nel corso del dibattito in aula, il parlamentare della Lega (Patrioti per l’Europa, PfE), Raffaele Stancanelli, ha evidenziato la necessità di “adottare misure temporanee straordinarie per garantire certezza giuridica e continuità economica per le attività economiche”. Sulla stessa linea, il collega di Fratelli d’Italia (Conservatori e Riformisti europei, Ecr), Ruggero Razza, ha sottolineato l’importanza di intervenire con il regolamento RESTORE (Regional Emergency Support to Reconstruction), un piano che consentirebbe agli Stati membri colpiti da catastrofi legate al clima di beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 95 per cento per le misure di ripresa e che sarebbe complementare all’aiuto del Fondo di solidarietà dell’Unione Europea. Ma “quando la commissione Europea ha proposto di estendere il regolamento RESTORE, i co-legislatori hanno detto no; serve ripensare a questa decisione”, ha precisato Razza. Sul tema si sono concentrati anche l’eurodeputato del Partito Democratico (S&D), Giuseppe Lupo, che il collega del Movimento 5 Stelle (La Sinistra), Giuseppe Antoci. “Aspettiamo che il governo italiano intervenga stanziando risorse adeguate” ed “è urgente che le istituzioni collaborino per attivare il Fondo europeo di solidarietà e gli altri strumenti disponibili e per prorogare il regolamento RESTORE, per soccorrere cittadini, attività produttive, valutando la sospensione della Bolkestein per le aree colpite, per salvare l’occupazione e il futuro dei territori in difficoltà”, ha chiesto Lupo, dopo aver ricordato che “a Niscemi la frana avanza, mettendo a rischio abitazioni e attività economiche”, mentre “già oltre 1500 persone hanno perso la propria casa”. Mentre Antoci ha chiesto “alla Commissione un supporto immediato a Sicilia, Sardegna e Calabria per attivare tutti gli strumenti europei, a partire dal Fondo di Solidarietà e dalla flessibilità dei fondi, con procedure rapide, chiare e trasparenti. E chiedo prevenzione e adattamento: mettere in sicurezza i territori significa proteggere vite e restituire dignità”. Infine, secondo l’eurodeputato dei Verdi (Alleanza Verdi-Sinistra, gruppo La sinistra), Ignazio Marino, il problema è alla base: “C’è ancora chi nega il cambiamento climatico: questo, dal punto di vista scientifico, è come avere un infarto e chiedere di essere portato da uno sciamano invece che al pronto soccorso”. Mentre la sua collega di Sinistra Italiana, Ilaria Salis, ha sottolineato che “la crisi climatica aggrava una questione meridionale che non si può non vedere” e che “le risposte non possono limitarsi all’emergenza”, ma “serve prevenzione, cura del territorio, investimenti nei piccoli comuni, protagonismo delle comunità locali”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




