Crans-Montana, Procura di Roma ascolterà i superstiti italiani. La Francia nomina due superconsulenti
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla strage di Capodanno nel bar Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove la notte del 31 dicembre hanno perso la vita 41 persone e oltre cento sono rimaste ferite, di cui molte in modo grave. Tra le vittime anche sei giovani italiani. Queste le ipotesi di reato formulate: disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche.
Strage a Crans-Montana, la rogatoria internazionale
L’indagine, avviata attraverso una rogatoria internazionale, è coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio. Un fascicolo, che mira a fare piena luce sulle cause dell’incendio e sulle eventuali responsabilità penali legate alla gestione del locale, ai sistemi di sicurezza e al rispetto delle norme antinfortunistiche. Un passaggio chiave dell’inchiesta sarà ora rappresentato dalle testimonianze dei sopravvissuti.
I magistrati di piazzale Clodio hanno delegato la squadra mobile della questura di Roma, a sentire i feriti non appena le condizioni cliniche lo consentiranno, disponendo anche l’acquisizione delle cartelle cliniche. Nelle scorse settimane, intanto, sono state già eseguite le autopsie sulle vittime italiane, subdelegate alle procure di Milano, Bologna e Genova, in un’indagine nell’ottica della cooperazione giudiziaria con le autorità elvetiche.
Un primo vertice tra i pm romani e i magistrati del Canton Vallese è previsto nella seconda metà di febbraio in Svizzera, con l’obiettivo di coordinare le indagini e condividere gli elementi raccolti. Nella rogatoria, la procura di Roma ha chiesto l’intera documentazione composta dagli atti d’indagine, dalla lista degli indagati, fino ai documenti sui controlli comunali, sulle autorizzazioni e sui materiali utilizzati nel bar.
Una volta ricevuto l’incartamento, i magistrati capitolini procederanno all’iscrizione nel registro degli indagati dei gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, valutando anche eventuali ulteriori responsabilità. Resta inoltre aperta la richiesta di affiancare agli inquirenti svizzeri un team investigativo italiano composto da agenti della Squadra Mobile e da specialisti dei vigili del fuoco, passo che potrebbe preludere alla creazione di un team investigativo europeo.
Il fronte internazionale
Sul piano internazionale, la Francia ha intanto nominato due coordinatori nazionali per assistere le vittime francesi e le loro famiglie. Si tratta del magistrato Dominique Ferrière ed Emmanuel Douhaire, con un passato da amministratore giudiziario. I due coordineranno, oltre che l’assistenza dei feriti francesi, anche i rapporti con le autorità elvetiche, gli assicuratori e le procedure per gli indennizzi, in un contesto segnato – secondo la Fenvac – da gravi criticità organizzative.
Nella tragedia di Crans-Montana infatti sono morti nove cittadini francesi e 25 sono rimasti feriti. Sul caso è intervenuto anche il Partito democratico. “Non abbiamo mai cavalcato l’onda emotiva – afferma Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera – ma il tempo trascorso prima della convocazione dei coniugi Moretti, nove giorni, rappresenta un’anomalia, soprattutto alla luce del rischio di inquinamento delle prove”. Ricciardi ha ricordato la scomparsa delle immagini di 250 telecamere ed ha ribadito la necessità di un “dialogo, cooperazione e un impegno comune per arrivare alla verità”, nel rispetto delle vittime e dei loro familiari.
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