Da Busto Arsizio ai social: don Alberto Ravagnani non è più prete, sospeso il ministero presbiterale

Don Alberto Ravagnani ha deciso di sospendere il ministero presbiterale, almeno per il momento. La scelta è stata comunicata all’arcivescovo di Milano e segna una pausa nel percorso di uno dei sacerdoti più conosciuti e seguiti anche sui social network, soprattutto tra i giovani.
La notizia è stata resa nota da monsignor Franco Agnesi, vicario generale della Diocesi di Milano, con un comunicato rivolto ai fedeli della parrocchia di San Gottardo al Corso. «Con oggi non svolge più il compito di vicario parrocchiale e di collaboratore della Pastorale giovanile diocesana» – monsignor Franco Agnesi, vicario generale – scrive nel testo. «La sofferenza che una simile decisione provoca in tante persone può diventare anzitutto occasione di preghiera e di affidamento al Signore», aggiunge.
La scelta e la comunicazione alla diocesi
Don Alberto Ravagnani ha quindi informato la diocesi della volontà di fermarsi, sospendendo le attività legate al ministero sacerdotale. Una decisione che arriva dopo anni di impegno pastorale e di presenza attiva nel mondo giovanile, sia nelle parrocchie sia online, dove era diventato un punto di riferimento per molti ragazzi.
Dalla Brianza a Busto Arsizio
Nato in Brianza nel 1993, don Alberto è stato ordinato sacerdote nel 2018. È particolarmente legato alla provincia di Varese per il suo lungo servizio a Busto Arsizio, dove è rimasto per cinque anni come responsabile dell’oratorio San Filippo della parrocchia di San Michele.
Proprio a Busto Arsizio prende forma la sua figura di sacerdote-comunicatore, capace di parlare il linguaggio delle nuove generazioni e di usare con naturalezza gli strumenti digitali.
Il ruolo dei social durante la pandemia
Dopo l’ordinazione e l’inizio del ministero a Busto Arsizio, don Alberto si trova ad affrontare, a poco più di un anno di distanza, il periodo del lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19. L’impossibilità di incontrare di persona i ragazzi dell’oratorio diventa il punto di svolta.
Quello che rischiava di essere un limite si trasforma in un’opportunità: attraverso i social network don Alberto continua a mantenere un contatto quotidiano con i giovani, sperimentando nuovi linguaggi e nuove modalità di annuncio. Un’esperienza che lo porterà a essere conosciuto ben oltre i confini della sua parrocchia.
Un percorso che ora si interrompe
La sospensione del ministero presbiterale apre ora una fase nuova e delicata, che la diocesi affida alla riflessione personale e alla preghiera della comunità. Per molti fedeli, soprattutto giovani, resta il segno di un cammino che ha saputo parlare il loro linguaggio e intercettare domande e fragilità del presente.
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