Giorno del Ricordo, Meloni: “Pagina dolorosa vittima per decenni di imperdonabile congiura del silenzio”

Febbraio 10, 2026 - 22:00
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Giorno del Ricordo, Meloni: “Pagina dolorosa vittima per decenni di imperdonabile congiura del silenzio”

La premier Giorgia Meloni con un post su X parla del Giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, che si celebra oggi, 10 febbraio, anche con una commemorazione in programma alla Camera alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mattarella è giunto a Montecitorio accolto da un lungo applauso dell’Aula. “Oggi – scrive Meloni – si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza”.

“Ricordiamo – prosegue la presidente del Consiglio – i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi. Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest’anno, come il ‘Treno del Ricordo‘ che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera. Ad ognuno di noi“.

La Russa: “Celebrare memoria è spartiacque dopo vergogna e oblio”

“Siamo qui non solo per ricordare, per tramandare, ma anche per rinnovare la nostra richiesta di perdono per il colpevole silenzio che ha avvolto e coperto queste voci per troppi anni”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa durante la cerimonia per il Giorno del Ricordo a Montecitorio. “Poco più di 20 anni fa, il 30 marzo 2004, il Parlamento italiano approvava, quasi all’unanimità, solo 12 i voti contrari la legge (92/2004) che istituiva il Giorno del Ricordo” afferma La Russa parlando di una data “spartiacque”. “Oggi ricordiamo le vittime, ricordiamo il loro dolore, ricordiamo la vergogna perpetrata ai loro danni, ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che li riportava in Italia, nel febbraio del 1947. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini e che invece in quella occasione venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli e per l’oblio nel quale molti di loro lasciammo. Ricordare e tramandare è un atto di verità, di amore e di giustizia, che per fortuna non è stato più dimenticato, annullato. Un atto che dobbiamo compiere come dicevo all’inizio tutti i giorni, non solo per onorare la memoria ma anche affinché simili tragedie non possano mai più avvenire“.

Nel discorso La Russa ha ricordato quando sui libri di storia “non c’erano le pagine, sulla tragedia delle foibe”. “Non è che fossero state strappate, non c’erano proprio – ha aggiunto -. Annullate, inesistenti, sia chiaro. La mia non vuole essere un’accusa a qualcuno, anzi, è un riconoscimento a quelle forze politiche che mute per decenni hanno però saputo fare un passo coraggioso per far conoscere la verità”. Dopo l’istituzione del giorno del ricordo, “sono stati fatti molti altri passi avanti. Certo, esistono tuttora sacche di negazionismo, o nella migliore delle ipotesi sacche riduzionistiche, chiamiamole così, ma di queste non voglio parlare, si qualificano da sole”.

Fontana: “Nessuna disputa politica alibi per trucidare persone”

“La popolazione italiana pagò il prezzo più caro di una contesa territoriale esasperata dai risvolti della sconfitta bellica. Ma nessuna disputa ideologica o politica potrà mai costituire un alibi per trucidare senza pietà donne e uomini inermi, bambini e anziani indifesi. È questa una convinzione che deve trovarci tutti concordi per fare fronte comune contro qualsiasi tentativo di giustificazione o di negazione di quei crimini. Solo così sarà possibile commemorare quanti persero la vita e restituire, almeno in parte, un senso di giustizia ai superstiti e ai loro familiari”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo nell’Aula di Montecitorio, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Tajani: “Foibe pulizia etnica feroce e ancora poco conosciuta”

“Ogni autentico percorso di riconciliazione può nascere solo dal ricordo, dal ricordo infatti deriva la consapevolezza del dolore che da questa può maturare il perdono. Per questa ragione lavoriamo senza sosta per mettere insieme tutte le informazioni a disposizione, registri, fotografie, oggetti di uso comune, perfino le povere spoglie consegnate dagli aguzzini di Tito all’oscurità dell’abisso”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani parla in Aula alla Camera durante la cerimonia per il Giorno del Ricordo. “In un mondo sempre più complesso e attraversato da conflitti che hanno spesso nei bambini e nei più fragili le prime vittime – aggiunge -, il nostro pensiero va ai tanti innocenti che in quegli anni terribili sparirono nelle foibe per una sola ragione: perché italiani. Fu un atto brutale di pulizia etnica che ancora oggi colpisce per la sua ferocia e che tuttavia resta in larga parte poco conosciuto”.

Salvini: “Foibe tra pagine più tragiche del Novecento”

“Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall’odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani”. Così su X il vice premier Matteo Salvini. “Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare”, aggiunge Salvini.

Lupi: “Con memoria futuro condiviso e giustizia”

“Significativamente si è voluto intitolare il 10 febbraio ‘Giorno del ricordo’, perché per anni la nostra memoria collettiva è stata impoverita da una grave dimenticanza, la dimenticanza delle sofferenze degli italiani d’Istria, di Fiume e della Dalmazia, in un periodo tragicamente tormentato della storia d’Europa. La memoria storica è l’elemento più importante per la coscienza individuale e ancor più per la coscienza di un Paese che voglia essere, oltre che uno Stato, una comunità di persone”. Lo dichiara Maurizio Lupi, leader di Noi moderati.
“La censura della memoria, anche quando fosse inconsapevole perché frutto di un clima culturale nel quale si è immersi (o di un’egemonia culturale, come si usa dire) è un grave vulnus alla convivenza democratica e alla pace – aggiunge -. Ricordare le vittime delle foibe di Tito, a lungo occultata, non è una rivincita né una par condicio memorialistica, è innanzitutto un rendere giustizia, a loro e a tutti gli esuli giuliano-dalmati, perché la giustizia è il vero scopo della res publica. E, in secondo luogo, è un atto doveroso e lungimirante di un percorso che ci porti a una memoria condivisa, alla comprensione dell’altro, della sua storia, della sua diversità, delle sue sofferenze e quindi dei suoi valori. È anche, infine, il modo più giusto per coltivare la speranza di poter costruire un futuro insieme”.

Piantedosi: “Ricordare le foibe è un atto di giustizia”

“Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata. Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio, restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali che furono vittime di una cieca violenza e di una persecuzione sistematica. Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subìta lungo il confine orientale, è prima di tutto un atto di giustizia. È questo l’impegno che assumiamo, in particolare verso le giovani generazioni, perché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, postando sui social la foto di una piccola esule giuliana.

Valditara: “Scuola svolga ruolo centrale per memoria”

“Il 10 febbraio è dedicato al ricordo delle vittime delle foibe e alla commemorazione dell’esodo a cui furono costretti tanti italiani che abbandonarono l’Istria, Fiume e la Dalmazia. Migliaia di nostri connazionali vennero sterminati per mano dei comunisti titini. Per molto tempo tanti hanno cercato di rimuovere questa tragedia. Ricordare significa assumersi la responsabilità della verità storica, senza silenzi. È un dovere morale verso le vittime e le loro famiglie, ma anche un impegno civile nei confronti delle giovani generazioni. La scuola deve svolgere un ruolo centrale in questo percorso di memoria e consapevolezza: attraverso la conoscenza di quei fatti drammatici, gli studenti possono comprendere il valore della libertà e della dignità umana e l’importanza di una società fondata sul rispetto e sul rifiuto di ogni forma di violenza e totalitarismo”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara su Instagram.

Schlein: “Ricordare atto giustizia per passato e dovere per futuro”

“Ricordare non solo come atto di giustizia per il passato ma come dovere per il futuro: la giornata di oggi, dedicata alla tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati, e della complessa storia del confine orientale, testimonia ancora una volta le conseguenze catastrofiche dei totalitarismi e dei nazionalismi, tutti. Il ricordo di quelle atrocità deve aiutarci soprattutto oggi a produrre anticorpi perché simili orrori non si ripetano, difendendo la libertà, il rispetto dei diritti umani e della convivenza pacifica”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Mattarella in visita a mostra su esuli fiumani, dalmati e istriani

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato oggi a sorpresa la mostra ‘Gli esuli fiumani, dalmati e istriani’ presso il complesso del Vittoriano a Roma. Lo apprende LaPresse. La visita a sorpresa del Capo dello Stato, nel Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe, si è appena conclusa.

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