Il Como può essere la "nuova" Atalanta? Fabregas sulle orme del modello Gasperini, i punti in comune e le differenze
La sfida tra lariani e bergamaschi è un derby di nome e di fatto: il Como ha grandi calciatori, ambizioni importanti e un tecnico che è un maestro di calcio... proprio come la Dea dei primi tempi.
"Orange Is the New Black" è il titolo di una famosa serie televisiva americana, nella quale la vita in un penitenziario viene affrontata dalla protagonista Piper Chapman come un'avventura, in maniera differente rispetto agli stereotipi tradizionali. Il Como è la nuova Atalanta è invece il titolo che si potrebbe facilmente coniare, prendendo spunto, per definire un club e una squadra, quella di Fabregas, che si sta affacciando alla ribalta del nostro calcio per diventare una big sul modello di quanto fatto dai nerazzurri qualche anno orsono.
SUWARSO E PERCASSI
Già, perché i punti in comune tra lariani e bergamaschi sono tanti, a partire da due società molto ambiziose, floride e rette da due patron in grado di sostenere spese importanti: la famiglia Suwarso, proprietaria del Como, è addirittura come patrimonio la più facoltosa d'Italia, mentre il gruppo Percassi, all'inizio dell'epopea Gasperini, ha dovuto lavorare molto di idee e investimenti oculati, bilanciati dalle cessioni, riuscendo a coniugare i risultati sportivi a quelli economici, grazie soprattutto al lavoro di un direttore sportivo come Giovanni Sartori, top in Italia.
LO SCOUTING E LA DIFFERENZA TRA FABREGAS E GASPERINI
Il lavoro di scouting è una prerogativa della Dea, come lo è ormai anche quello del direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, di concerto con il tecnico catalano: profili giovani, futuribili e in grado di proporre un'idea di calcio che può ricordare, per la voglia di imporsi su ogni campo di gioco calcato, quella di Gian Piero Gasperini, innovatore e maestro di gioco capace di dominare negli stadi più importanti d'Italia e d'Europa, con meno risorse economiche. La differenza forse si può riscontrare sul livello iniziale degli investimenti: il Como, grazie al patrimonio dei Suwarso, può permettersi di innestare calciatori come Martin Baturina, 25 milioni di euro, dalla Dinamo Zagabria, o Jesus Rodriguez, 22,5 milioni di euro, dal Betis, mentre l'Atalanta inizialmente questo tipo di colpi non se li poteva permettere e ha potuto farlo dopo qualche anno di militanza europea, ma soprattutto dopo qualche cessione eccellente, ben sostituita. Un lavoro un po' più facilitato, quello di Fabregas, rispetto a quello del collega, ma sicuramente non per questo da sminuire: il Como in questo momento propone il calcio più bello d'Italia.
DUE FILOSOFIE A CONFRONTO
Analizzando poi le questioni di campo, il derby lombardo diventa, oltre che un match per l'Europa con le due squadre distanziate da 5 punti, anche uno scontro diretto tra due filosofie emergenti: una sfida tra due dei volti più freschi e promettenti della nuova generazione di allenatori, che in due fanno 79 anni. Fabregas, 38 appunto, e Palladino, l'allievo più simile al maestro Gasperini, 41, entrambi al centro di un rinnovamento calcistico che unisce modernità, pragmatismo e idee chiare.
FABREGAS NEL SOLCO DELLA DEA
Due allenatori che sfuggono alle etichette, capaci di miscelare estetica e concretezza senza essere prigionieri di schemi rigidi. “Il calcio è di tutti e si vince in tanti modi”, ha dichiarato Fabregas, che propone fluidità e variabili tattiche come marchio di fabbrica. Quello che per tanti anni l'Atalanta ha esportato in Europa, sino a vincere due stagioni orsono il titolo dell'Europa League. D'altronde, lo stesso tecnico ha definito i bergamaschi come un modello da seguire: considerando le risorse che ha a disposizione, il tempo può essere inferiore a quello che si pensa.
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